Verso il Piano strategico: nuovo documento e seconda consultazione

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.10 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE. 

Procede a piccoli passi la seconda fase del negoziato legislativo. Nel frattempo, la Commissione ha pubblicato la seconda versione del documento di orientamento in vista del piano strategico e lanciato una nuova consultazione. 

Passi avanti in Consiglio sul negoziato legislativo – L’accordo istituzionale raggiunto lo scorso aprile e la definizione di un testo consolidato hanno chiuso la prima fase del negoziato legislativo di Horizon Europe. Dall’accordo pre-elettorale, si ricorderà, erano rimasti però esclusi tre aspetti principali: il bilancio complessivo del programma e la sua articolazione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali. Su quest’ultimo punto sono stati fatti discreti passi avanti ad ottobre in gruppo consiliare Ricerca. La ripresa delle negoziazioni sul bilancio e sulle regole di cooperazione internazionale, invece, è subordinata rispettivamente alla definizione del Quadro Finanziario Pluriennale 2021-27 e alla risoluzione della questione Brexit. Sull’uscita del Regno Unito dall’UE, come ampiamente noto, non c’è aria di novità definitive nelle prossime settimane (l’Unione ha approvato un nuovo rinvio – flessibile – di Brexit al 31 gennaio).

A che punto siamo con il QFP 2021-27 – Ancora in alto mare: come previsto, il Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre è stata più che altro l’occasione per prendere atto delle differenti priorità degli Stati Membri (sul bilancio pluriennale è il Consiglio a giocare il ruolo da protagonista, dato che il regolamento che istituisce il QFP è approvato all’unanimità dagli Stati Membri dopo il via libera del Parlamento europeo). Dopo uno scambio di opinioni sulle principali questioni legate al QFP (livello complessivo del bilancio, volumi dei principali settori strategici, finanziamento, condizionalità e incentivi), i leader hanno confermato la richiesta alla presidenza finlandese di presentare uno schema di negoziato completo di cifre prima del Consiglio europeo del prossimo dicembre.

Il piano strategico: nuovo documento di orientamento e seconda consultazione – Sono state quasi 7000 le risposte alla prima consultazione sul documento di orientamento strategico (scaduta lo scorso 4 ottobre) e più di 3800 i partecipanti alle “attività di co-design” che si sono svolte ai R&I Days di fine settembre: la Commissione ha presentato i primi risultati e prodotto un’analisi dettagliata dei riscontri ricevuti. Il documento di orientamento è stato integrato tenendo conto non solo degli input di diversa natura ricevuti dagli stakeholder, ma anche delle linee guida politiche presentate dalla presidente Von der Leyen lo scorso luglio. La nuova versione del documento è ora oggetto di un’ulteriore consultazione – scadenza: 17 novembre – ristretta, almeno formalmente, a organizzazioni-ombrello di tipo transnazionale. L’obiettivo della Commissione resta quello di ottenere per l’inizio del 2020 – una volta insediatosi il nuovo collegio dei Commissari – tutti gli elementi necessari ad adottare il piano strategico e le future priorità dell’UE in materia di ricerca e innovazione e avviare così la preparazione dei primi programmi di lavoro.

Missioni – Innanzitutto, un’importante novità sulla composizione dei board: Walter Ricciardi, già presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, è stato nominato presidente del mission board sul cancro, in seguito alle dimissioni di Harald zur Hausen. Come noto, i 5 board dovranno produrre entro i primi mesi del 2020 contributi e raccomandazioni per identificare le missioni specifiche di R&I nel piano strategico, partendo dalle 5 «aree di missione» identificate nel testo legislativo (cambiamento climatico, cancro, oceani e acque puliti, smart cities, terreni sani e cibo). Si complica o si arricchisce – a seconda dei punti di vista – la governance: ogni board sarà supportato da un sotto-gruppo ad hoc del Comitato di Programma Shadow (che garantirà il coinvolgimento pieno degli Stati Membri nella definizione delle missioni) e coadiuvato da un’assemblea di 30 membri (decisione dalla Commissione finalizzato ad ampliare la platea degli esperti per far fronte alle oltre 2000 candidature ricevute per i mission board).

Partenariati – La revisione del complesso dei partenariati è in corso nell’ambito del Comitato di Programma. Il pacchetto dei 44 partenariati presentato dalla Commissione a maggio e articolato secondo le tre nuove tipologie – partenariati istituzionalizzati; partenariati co-programmati; partenariati co-finanziati – è pressoché confermato (Il Comitato è ora impegnato a valutare l’aggiunta di tre nuovi partenariati e a discutere possibili ulteriori aree prioritarie non coperte dalle partnerships inizialmente proposte). Mentre la lista finale dei partenariati co-programmati e co-finanziati verrà inclusa direttamente nel piano strategico, i 12 partenariati istituzionalizzati devono passare per una valutazione d’impatto iniziale e per una relativa consultazione pubblica (scaduta il 6 novembre): il passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare la proposta legislativa per «istituire» le nuove iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE.

L’Implementation Strategy – Oltre 1500 sono state le risposte alla consultazione pubblica sull’implementation strategy (la Commissione dovrebbe pubblicare a giorni una dettagliata analisi dei risultati). L’obiettivo dell’esecutivo europeo è definire – in parallelo alla pianificazione strategica e alla formulazione delle future priorità di R&I – gli aspetti più strettamente gestionali («will set out how the programme will be managed in practice») prima dell’avvio del programma: programmi di lavoro, presentazione e valutazione della proposta, Model Grant Agreement, disseminazione e sfruttamento dei risultati progettuali, raccolta e trattamenti dei dati.

“Più soldi per horizon europe” APRE tra i promotori dell’appello

«Più investimenti in Ricerca e Innovazione nel prossimo bilancio UE» è l’appello rivolto al governo italiano da parte degli attori nazionali della R&I per richiedere un aumento significativo della dotazione finanziaria di Horizon Europe.

L’appello – pubblicato in coincidenza con l’avvio a Bruxelles  delle Giornate europee della ricerca e dell’innovazione – è stato promosso dal GIURI (il gruppo informale degli stakeholder italiani attivi a Bruxelles nel settore della R&I) e sottoscritto al momento da 24 organizzazioni italiane tra università, centri di ricerca, industrie e associazioni del mondo imprenditoriale (dall’APRE al CNR, dall’Enel a Unioncamere).  

«Per l’Italia si tratta di un’occasione da non perdere», affermano i firmatari dell’appello, «il programma quadro europeo fa affluire ogni anno nel nostro paese quasi 700 milioni di euro: circa l’8% del totale della spesa pubblica italiana in R&S. I benefici vanno, tuttavia, molto al di là del solo ritorno economico».

Il documento s’inserisce nel contesto del negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 (il prossimo bilancio di lungo termine dell’UE) attualmente in corso a Bruxelles. Nella proposta pubblicata a maggio 2018, la Commissione europea aveva proposto di dedicare a Horizon Europe un budget di 94.1 miliardi di euro: la cifra – sebbene segnerebbe un aumento del 22% rispetto alla dotazione di Horizon 2020 – viene considerata dagli attori della R&I sottodimensionata rispetto agli obiettivi scientifici e tecnologici e alle sfide economiche e sociali che Horizon Europe è chiamato ad affrontare.

Nonostante il Parlamento europeo abbia suggerito una dotazione finanziaria di 120 miliardi di euro in prezzi costanti (la relazione è di novembre 2019), la decisione finale sull’articolazione del prossimo bilancio europeo spetta agli Stati Membri. Il Quadro Finanziario Pluriennale è approvato infatti dal Consiglio dell’UE all’unanimità (è necessario il consenso di tutti i paesi dell’Unione) dopo il via libera del Parlamento europeo, che si limita ad approvare o respingere “in blocco” il compromesso raggiunto dai paesi membri senza la possibilità di emendarlo.

Testo dell’appello: GIURI_Appello_Bilancio HE

Adesioni: Adesioni Appello HE

Piano strategico e nuovo Model grant agreement: la posizione di apre

Sono stati pubblicati oggi – in coincidenza dell’avvio dei Research & Innovation Days a Bruxelles – due importanti documenti elaborati da APRE nell’ambito del processo di pianificazione strategica di Horizon Europe.

Entrambi i documenti –  utilizzati per rispondere alle diverse consultazioni lanciate dalla Commissione europea negli ultimi mesi – rappresentano un ulteriore contributo di APRE in vista dell’avvio del nuovo programma. 

Towards Horizon Europe – Il documento in vista del Piano Strategico

Il documento di posizionamento “Towards Horizon Europe” rappresenta il contributo di APRE al processo di pianificazione strategica del prossimo programma quadro e alla definizione delle priorità di R&I per gli anni 2021-2024.

Il testo – la cui elaborazione ha coinvolto l’insieme dei Soci APRE – affronta e sviluppa i temi considerati più rilevanti alla luce del dibattito in corso sul nuovo programma, del testo legislativo consolidato e del documento di orientamento recentemente pubblicato dalla Commissione europea. Il testo tiene inoltre conto delle posizioni espresse a più riprese da APRE nella fase di preparazione e di esame legislativo di Horizon Europe.

Testo del documento: APRE_Towards Horizon Europe

APRE analysis of Horizon Europe Implementation Strategy – Verso la definizione del nuovo Model Grant Agreement 

Cos’è l’Implementation Strategy – In parallelo alla pianificazione strategica, la Commissione ha iniziato a progettare l’implementation strategy: l’obiettivo è definire gli aspetti più strettamente gestionali («will set out how the programme will be managed in practice») prima dell’avvio del programma: programmi di lavoro, presentazione e valutazione della proposta, Model Grant Agreement, disseminazione e sfruttamento dei risultati progettuali, raccolta e trattamenti dei dati. L’esecutivo europeo ha pubblicato un documento di orientamento e lanciato una consultazione pubblica (la cui scadenza è stata posticipata al 4 Ottobre). 

APRE analysis of Horizon Europe Implementation Strategy è il documento prodotto da APRE – con il coinvolgimento attivo dei propri Soci – per contribuire al dibattito in corso sulla futura implementazione di Horizon Europe. L’analisi prende spunto dal documento elaborato nei mesi scorsi da EARTO ed è stata integrata aggiungendo valutazioni frutto dell’esperienza di APRE e dei propri soci.

Testo del documento: APREanalysisHEU_MGA

A che punto siamo con Horizon Europe e con la pianificazione strategica? Scoprilo qui!

Verso Horizon Europe – Dove eravamo rimasti

La ripresa delle attività istituzionali dopo la pausa estiva è una buona occasione per fare il punto della situazione sul dossier Horizon Europe: negoziato legislativo, pianificazione strategica e preparazione dei primi programmi di lavoro.

Il negoziato legislativo: prima e seconda fase – In seguito alla proposta della Commissione (giugno 2018) e al termine di un negoziato legislativo serrato, le istituzioni UE – Parlamento e Consiglio, d’intesa con la Commissione – hanno raggiunto e approvato un accordo provvisorio, definendo un testo legislativo «consolidato» del prossimo programma quadro (aprile 2019). L’esito positivo del negoziato permette a tutti noi, a sedici mesi dal lancio ufficiale, di avere un’idea molto precisa su come sarà il Programma europeo di R&I per i sette anni che vanno dal 2021 al 2027. Accordo provvisorio significa però che, sul piano legislativo, all’approvazione formale in Consiglio e Parlamento non è seguita l’adozione finale del testo. Il negoziato dovrà proseguire a partire dal prossimo autunno – protagonisti la nuova Commissione e il nuovo Parlamento – per definire le parti non coperte dall’accordo.

Il testo consolidato – L’accordo («common understanding») sottoscritto da Consiglio e Parlamento ha definito – dicevamo – un testo legislativo «consolidato» del prossimo programma, che comprende: gli obiettivi generali e specifici; la struttura e l’articolazione in pilastri; le denominazioni dei cluster: le aree per missioni e partenariati; le regole di partecipazione e finanziamento, le norme su etica e sicurezza, i criteri di valutazione; la struttura, gli obiettivi e i contenuti dello European Innovation Council; gli aspetti di governance; le linee di attività di R&I per tutti i temi del programma. L’accordo provvisorio non copre invece gli aspetti orizzontali, soggetti alla definizione della programmazione UE 2021-27: il bilancio complessivo del programma e la sua articolazione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali.

La pianificazione strategica – L’esito positivo del negoziato ha consentito alla Commissione di far partire, lo scorso maggio, la pianificazione strategica di Horizon Europe, il processo che – partendo dal testo legislativo «consolidato» – porterà alla definizione del piano strategico e delle priorità di ricerca e innovazione dell’Unione per gli anni dal 2021 al 2024, preparando i contenuti dei programmi di lavoro e dei bandi di finanziamento del primo quadriennio del prossimo programma.

Il piano strategico – Il piano strategico definitivo dovrà identificare quattro elementi principali: le priorità (orientamenti strategici) per il sostegno alla R&I; le missioni; i partenariati europei co-programmati (co-programmed) e co-finanziati (co-funded); le aree per la cooperazione internazionale. Il documento conterrà inoltre delle linee guida su una serie di aspetti più specifici, tra cui: l’equilibrio tra ricerca e innovazione; l’integrazione delle scienze umane e sociali nelle attività del programma; il ruolo delle tecnologie abilitanti (KET); le priorità per la diffusione e lo sfruttamento dei risultati.

Il Comitato di Programma Shadow – La sede principale del «processo» – in cui il piano strategico viene discusso, riscritto, limato e infine validato – è il Comitato di Programma (Configurazione Strategica) in versione “Shadow” (dato che il programma non è ancora formalmente adottato).  L’Italia è stata finora rappresentata in quel comitato da Giuseppe Valditara, capo Dipartimento ‘Formazione Superiore e Ricerca’ al MIUR, e da Nando Minnella, ex responsabile della segreteria tecnica del ministero. Il cambio di governo porterà presumibilmente – nelle prossime settimane – alla nomina di nuovi rappresentanti. 

La consultazione e i prossimi passaggi – A fine giugno la Commissione europea ha pubblicato un documento di orientamento e lanciato la prima consultazione pubblica affinché stakeholder e semplici cittadini possano contribuire alla formulazione delle future priorità dell’UE in materia di ricerca e innovazione (tali priorità, che saranno scolpite nel piano strategico, dovranno però essere formulate in linea con gli orientamenti della nuova Commissione e le linee guida del prossimo ciclo istituzionale: è per questo motivo che la Commissione non ha presentato formalmente la bozza di piano strategico, ma solo il documento che dovrà orientarne i contenuti). La scadenza per la consultazione è fissata all’8 settembre 2019. I contributi raccolti saranno esaminati, presentati e ulteriormente discussi ai R&I days, che si terranno a Bruxelles dal 24 al 26 settembre, e contribuiranno a definire le versioni successive del documento. L’obiettivo della Commissione è ottenere per l’inizio del 2020 – una volta insediatosi il nuovo collegio dei Commissari – tutti gli elementi necessari ad adottare il piano strategico e avviare la preparazione dei primi programmi di lavoro.

Missioni – La pianificazione strategica dovrà svolgersi in stretto coordinamento con il processo di identificazione e definizione delle cinque missioni di R&I e con il processo “parallelo” di revisione dei nuovi partenariati. I contributi e le raccomandazioni per identificare le missioni specifiche di R&I nel piano strategico arriveranno dai 5 Mission Board: uno per ogni possibile «area di missione» identificata nel testo legislativo (cambiamento climatico, cancro, oceani e acque puliti, smart cities, terreni sani e cibo). I board – la cui composizione è stata definita e annunciata a fine luglio – hanno tenuto le prime riunioni a inizio settembre e dovranno produrre i primi risultati entro la fine dell’anno.

Partenariati – La revisione del complesso dei partenariati di R&I è in corso nell’ambito del Comitato di Programma Shadow. La Commissione ha presentato a inizio maggio il pacchetto dei 44 partenariati previsti per Horizon Europe, articolati secondo le tre nuove tipologie: partenariati istituzionalizzati; partenariati co-programmati; partenariati co-finanziati (l’obiettivo è arrivare a definire un pacchetto consolidato in vista della prossima riunione del Comitato di Programma Shadow del 12 settembre). Mentre i partenariati co-programmati e co-finanziati saranno inclusi nel piano strategico, i partenariati istituzionalizzati devono passare per una valutazione d’impatto iniziale (che è stata pubblicata dalla Commissione a fine luglio) e per una consultazione pubblica ad hoc (scadenza: 6 novembre): il passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare la proposta legislativa per «istituire» le nuove iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE.

L’Implementation Strategy – Non finisce qui. In parallelo alla pianificazione strategica, la Commissione ha iniziato a progettare l’implementation strategy: l’obiettivo è definire gli aspetti più strettamente gestionali («will set out how the programme will be managed in practice») prima dell’avvio del programma: programmi di lavoro, presentazione e valutazione della proposta, Model Grant Agreement, disseminazione e sfruttamento dei risultati progettuali, raccolta e trattamenti dei dati. L’esecutivo europeo ha pubblicato un documento di orientamento e lanciato una consultazione pubblica (la cui scadenza è stata posticipata al 4 Ottobre). 

Il nuovo EIT – passi avanti su missioni e Partenariati

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.7 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE. 

A luglio sono stati fatti piccoli passi avanti sulla pianificazione strategica di Horizon Europe, il processo che porterà alla definizione del piano strategico e delle priorità di ricerca e innovazione dell’Unione per gli anni dal 2021 al 2024. È stata annunciata la composizione dei board per le missioni e definito il quadro dei nuovi partenariati istituzionalizzati. Nel frattempo, la Commissione ha presentato le proposte per aggiornare la base giuridica dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) e la nuova agenda strategica dell’EIT in vista di Horizon Europe.

Il nuovo EIT 2021-27 – La Commissione ha presentato l’11 luglio scorso le proposte per rivedere il regolamento dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) – un organo indipendente dell’Unione istituito nel 2008 con l’obiettivo di rafforzare la capacità di innovazione dell’UE – e la nuova agenda strategica dell’EIT in vista dell’avvio di Horizon Europe. Le proposte intendono allineare l’EIT con il nuovo programma per il periodo 2021-2027: come noto, la Commissione aveva previsto per l’EIT – nell’ambito dell’articolazione interna del bilancio di Horizon Europe – una dotazione finanziaria di 3 miliardi di euro, in aumento di 600 milioni (+25%) rispetto all’agenda strategica 2014-2020. La nuova agenda strategica è articolata attorno a tre obiettivi principali: aumentare l’impatto a livello regionale delle comunità della conoscenza e dell’innovazione (KIC); potenziare la capacità di innovazione dell’istruzione superiore. E – soprattutto – avviare due nuove KIC: la prima sarà incentrata sulle industrie culturali e creative e dovrebbe partire nel 2022, mentre il settore della seconda KIC sarà deciso in una fase successiva (questa KIC dovrebbe essere avviata nel 2025). Sia il regolamento EIT rivisto sia la nuova agenda strategica 2021-2027 passano ora al Parlamento europeo e al Consiglio per essere negoziati ed adottati.

Il Piano Strategico – A fine giugno la Commissione europea ha lanciato la prima consultazione pubblica che contribuirà a definire il piano strategico: l’obiettivo, sulla carta, è raccogliere contributi da chiunque – stakeholder o singoli cittadini – sia interessato alla formulazione delle future priorità dell’UE in materia di ricerca e innovazione, da definirsi in linea con gli orientamenti della nuova Commissione e le linee guida del prossimo ciclo istituzionale. La scadenza per la consultazione è fissata all’8 settembre 2019. I contributi raccolti saranno esaminati, presentati e ulteriormente discussi ai R&I days, che si terranno a Bruxelles dal 24 al 26 settembre, e contribuiranno a definire le versioni successive del documento. L’obiettivo della Commissione è ottenere per l’inizio del 2020 – una volta insediatosi il nuovo collegio dei Commissari – tutti gli elementi necessari ad adottare il piano strategico e avviare la preparazione dei programmi di lavoro di Horizon Europe.

Missioni – È stata definita la composizione dei cinque board che si occuperanno di elaborare i contributi e le raccomandazioni per identificare le missioni specifiche di R&I nel piano strategico di Horizon Europe. Avevamo già dato conto dei presidenti: Connie Hedegaard, ex commissario europeo, presiedierà il board per la missione sul cambiamento climatico. Harald zur Hausen, premio Nobel per la medicina, sarà presidente per la missione su “Cancro”; e Pascal Lamy, già direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO), per la missione su “Oceani puliti”. La professoressa Hanna Gronkiewicz-Waltz, ex sindaco di Varsavia, andrà invece a presiedere il board per la missione “Smart Cities”, mentre Cees Veerman, ex ministro olandese dell’agricoltura, quello per la missione “Terreni sani e cibo”. Qui c’è invece la lista di tutti i membri. Tra gli italiani, troviamo Walter Ricciardi (Università Cattolica) nel board “Cancro”; Maria Cristina Pedicchio (presidente di OGS Trieste e del Comitato Tecnico-Scientifico di APRE) nel board “Oceani”; Anna Lisa Boni (Eurocities) nel board Smart Cities; Catia Bastioli (amministratore delegato di Novamont e presidente di Terna) nel board “Terreni sani e cibo”.

Partenariati – La revisione del complesso dei partenariati di R&I è in corso nell’ambito del Comitato di Programma Shadow: protagonisti la Commissione e le delegazione degli Stati Membri. L’esecutivo europeo ha presentato a inizio maggio il pacchetto dei 44 partenariati previsti per Horizon Europe, articolati secondo le tre nuove tipologie: partenariati istituzionalizzati (le iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE, come Eurostars e Clean Sky); partenariati co-programmati (i partenariati pubblico-privato contrattuali, come Factories of the Future); partenariati co-finanziati (i vecchi ERA-NET). L’obiettivo è arrivare a definire un pacchetto consolidato in vista della prossima riunione del Comitato di Programma Shadow (12 settembre). Nel frattempo, la Commissione ha pubblicato le valutazioni d’impatto iniziale e lanciato altrettante consultazioni (scadenza: 27 agosto!) in vista della costituzione dei nuovi partenariati istituzionalizzati. Undici sono quelli identificati al momento: EU-Africa Global Health Partnership, Innovative Health, Metrology, Clean Aviation, Integrated Air Traffic Management, Circular bio-based Europe, Clean Hydrogen, Innovative SMEs, Key Digital Technologies, Smart Networks and Services, High Performance Computing. Il processo di definizione dei partenariati istituzionalizzati dovrebbe prevedere in autunno una più ampia consultazione pubblica, passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare poi la proposta legislativa per «istituire» le nuove iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE.

L’Implementation Strategy – In parallelo alla pianificazione strategica, la Commissione ha iniziato a progettare l’implementation strategy di Horizon Europe: l’obiettivo è definire gli aspetti più strettamente gestionali («will set out how the programme will be managed in practice») prima dell’avvio del programma: programmi di lavoro, presentazione e valutazione della proposta, Model Grant Agreement, disseminazione e sfruttamento dei risultati, raccolta e trattamenti dei dati. L’esecutivo europeo ha pubblicato un documento di orientamento e lanciato una piccola consultazione pubblica (scadenza: 15 Settembre). Anche in questo caso, i primi risultati verranno presentati ed analizzati durante i R&I Days.

Pianificazione Strategica – Lanciata la prima consultazione pubblica

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.6 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE. 

A giugno è entrata nel vivo la pianificazione strategica: il processo che – partendo dal testo legislativo «consolidato» di Horizon Europe – porterà alla definizione del piano strategico e delle priorità di ricerca e innovazione dell’Unione per gli anni dal 2021 al 2024, preparando i contenuti dei programmi di lavoro e dei bandi di finanziamento del primo quadriennio del prossimo programma. A fine giugno è stata lanciata una prima consultazione pubblica in vista del Piano Strategico, mentre il 4 luglio la Commissione ha annunciato i nomi dei presidenti dei board per le Missioni. 

La consultazione pubblica in vista del Piano Strategico

La terza riunione (27-28 giugno) del Comitato di Programma Shadow – la sede in cui il piano strategico verrà discusso, limato e infine approvato – è stata dedicata soprattutto al tema dei partenariati (l’Italia – ricordiamo – è rappresentata nel comitato da Giuseppe Valditara, capo Dipartimento ‘Formazione Superiore e Ricerca’ al MIUR, e da Nando Minnella, responsabile della segreteria tecnica del ministero). La Commissione europea ha invece lanciato venerdì 28 la prima consultazione pubblica che contribuirà a definire il piano strategico. L’obiettivo, dice la Commissione, è raccogliere contributi da chiunque – stakeholder o singoli cittadini – sia interessato alla formulazione delle future priorità dell’UE in materia di ricerca e innovazione.

Tali priorità, che saranno scolpite nel piano strategico di Horizon Europe, dovranno però essere formulate in linea con gli orientamenti della nuova Commissione e le linee guida del prossimo ciclo istituzionale: è per questo motivo che la consultazione formalmente non presenta la bozza di piano strategico, ma il documento che dovrà orientarne i contenuti. La scadenza per la consultazione è fissata all’8 settembre 2019. I contributi raccolti saranno esaminati, presentati e ulteriormente discussi ai R&I days, che si terranno a Bruxelles dal 24 al 26 settembre, e contribuiranno a definire le versioni successive del documento. L’obiettivo della Commissione è ottenere per l’inizio del 2020 – una volta insediato il nuovo collegio dei Commissari – tutti gli elementi necessari ad adottare il piano strategico e avviare la preparazione dei programmi di lavoro di Horizon Europe.

Partenariati – I commenti degli Stati Membri

La revisione del complesso dei partenariati di R&I è in corso nell’ambito del Comitato di Programma Shadow: protagonisti la Commissione e le delegazione degli Stati Membri. L’Esecutivo europeo ha presentato a inizio maggio il pacchetto dei 44 partenariati previsti per Horizon Europe, articolati secondo le tre nuove tipologie: partenariati istituzionalizzati (le iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE, come Eurostars e Shift2Rail); partenariati co-programmati (i partenariati pubblico-privato contrattuali, come Factories of the Future); partenariati co-finanziati (i vecchi ERA-NET). Il pacchetto è stato oggetto di una consultazione scritta nell’ambito del Comitato Shadow.

La Commissione ha sintetizzato in un report i commenti forniti dagli Stati Membri: le delegazioni hanno proposto – tra le altre cose – di aggiungere 25 partenariati ai 44 già previsti, ma l’intenzione del governo europeo è di limitare al massimo a 5 le nuove aggiunte. Le negoziazioni proseguiranno nel corso dell’estate (nelle prossime settimane la Commissione si confronterà con i singoli consorzi in formazione per discutere individualmente le singole partnerships), con l’obiettivo di arrivare a definire un pacchetto consolidato in vista della prossima riunione del Comitato Shadow (12 settembre). Mentre i partenariati co-programmati e co-finanziati saranno alla fine inclusi nel piano strategico, i partenariati istituzionalizzati dovranno passare per una valutazione d’impatto iniziale e una relativa consultazione pubblica ad hoc (che dovrebbe essere lanciata a giorni): il passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare poi la proposta legislativa per «istituire» le nuove iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE.

Tutto sul processo di revisione sui partenariati, sul sito del progetto ERA-Learn

Missioni – I presidenti dei board

Sono stati annunciati il 4 luglio, in occasione del Consiglio Competitività informale di Helsinki, i presidenti dei cinque board per le missioni. Connie Hedegaard, ex commissario europeo, presedierà il board per la missione sul cambiamento climatico. Il professor Harald zur Hausen, premio Nobel per la medicina, sarà presidente per la missione su “Cancro”; e Pascal Lamy, già direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO), per la missione su “Oceani e acque puliti”. La professoressa Hanna Gronkiewicz-Waltz, ex sindaco di Varsavia, andrà invece a presiedere il board per la missione “Smart Cities”, mentre  Cees Veerman, ex ministro olandese dell’agricoltura, quello per la missione “Terreni sani e cibo”.

I Mission board si occuperanno di elaborare i contributi e le raccomandazioni per identificare le missioni specifiche di R&I nel piano strategico di Horizon Europe. Saranno composti da un massimo di quindici membri l’uno: entro l’estate la Commissione dovrebbe completare la selezione dei board, affinché i gruppi possano insediarsi e iniziare a lavorare a partire da settembre.

Cosa farà APRE?

Come preannunciato durante la Conferenza Annuale 2019, APRE avvierà un percorso comune con i propri Soci allo scopo di esercitare un ruolo pro-attivo rispetto alla formulazione della pianificazione strategica e alla preparazione dei programmi di lavoro di Horizon Europe. Il primo importante passaggio è l’elaborazione di un documento di posizionamento sul piano strategico, che APRE utilizzerà – tra le altre cose – per rispondere alla consultazione pubblica. Per maggiori informazioni: Mattia Ceracchi – ceracchi@apre.it. 

GIURI Annual Event 2019 | Horizon Europe – The Way Forward

11 July 2019 | 10.30
Emilia-Romagna EU Delegation | Rue Montoyer 21, Brussels

Agenda – GIURIAnnual2019_AgendaNew
Registrations – RSVP

Following the EU political agreement on Horizon Europe – the Research and Innovation Framework Programme 2021-27 – a window of challenges and opportunities opens up to R&I actors, to develop a new strategic vision. 

The focus of the GIURI, together with the entire Brussels-based R&I community, is now shifting towards the strategic planning, the priority-setting co-designed process that will «translate» the legislative texts into R&I key orientations, while preparing the contents of Horizon Europe Work Programmes and the related calls for proposals. 

Starting from the main agreed upon legislative elements of Horizon Europe, the 2019 GIURI Annual Event will offer a setting for illustrating and debating on how the European Commission is going to co-design the next Programme through the strategic planning: defining the EU’s Research and Innovation 2021 to 2024 priorities and launching Missions and new R&I partnerships, in line with the agenda of the next European Commission.

The event will address the most relevant European R&I stakeholders that are engaged in the process of outlining and co-designing the new Horizon Europe, heading towards the R&I Days in September.

The GIURI is the informal group representing the Italian Research and Innovation community in Brussels, the platform bringing together more than 60 EU Liaison Offices of the Italian R&I stakeholders (universities, research centers, industries, trade associations, financial intermediaries, regions and local bodies). While promoting knowledge exchange, joint actions and cooperation between its members, the platform acts as an informal interface between the R&I Italian community and the EU institutions. Since 2017 APRE – Agency for the Promotion of European Research has coordinated the GIURI.

Hosted and sponsored by Regione Emilia-Romagna and ART-ER

 

APRE Roundtable on “EIC, Missions and Clusters” – executive Report

Three of the most-debated issues among the EU Research & Innovation community will become a reality as Horizon Europe is launched: cross-disciplinary and cross-sectoral Clusters, resulting from the integration of societal challenges and industrial technologies; the R&I Missions, that will define ambitious and R&I-relevant targets to finally stimulate the interest of European citizens around research and innovation; and the European Innovation Council, the expected “one stop shop” for supporting all forms of innovation under the Framework Programme.

On the 13th June 2019, APRE – Italian Agency for the Promotion of European Research organised – in the context of initiatives “Towards Horizon Europe” – the RoundTable EIC, Clusters and Missions: A Threefold Perspective to Empower Innovation. The aim of the roundtable was to raise awareness and facilitate an exchange of views about those three key novelties in Horizon Europe, while highlighting possible suggestions for their definition, governance and implementation. The event gathered more than 40 participants among European institutions representatives and stakeholders from academia, research and industrial organisations.

TAKEAWAYS

The following takeaways emerged from the roundtable.

  • Horizon Europe Pillar II Global Challenges and Industrial Competitiveness and the six cross-disciplinary and cross-sectoral clusters will strengthen the impact-driven approach of the Programme, and will specifically support applied research, i.e. «research with a purpose». In view of the Work Programme and calls preparation, the European Commission could explore the possibility to set the targeted impact and then come to the definitions of activities, resources and conditions that are needed to achieve it (this may be a significant difference from Horizon 2020, where the expected impact usually follows the description of activities and the expected EU contribution).

  • United Nations’ Sustainable Development Goals are expected to provide an overall policy framework for Horizon Europe. The strategic plan – the outcome of a priority-setting co-designed process focusing on Pillar II, i.e. the strategic planning – will inter alia draw up R&I key orientations for the first four years of the Programme (2021-24) and will be finalised only when the priorities of the next European Commission are established (i.e. not earlier than the end of 2019). The consultation document to prepare the strategic plan, to be published soon, will be mainly centred on the impact that stakeholders and the general public expect from R&I investments, with the first phase of consultation lasting from 8 to 10 weeks and be opened till the beginning of September.

Read the other takeaways and download the full report here: ExReport_13June

Horizon Europe – I primi passi della pianificazione strategica

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.5 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE.  APREbrussels racconta e spiega, una volta al mese, le cose che accadono nella capitale dell’UE nel mondo R&I, parlando al tempo stesso delle cose che APRE fa a Bruxelles.

A inizio maggio è iniziata la pianificazione strategica: il processo che, partendo dal testo legislativo «consolidato» di Horizon Europe, porterà alla definizione del «piano strategico» e preparerà i contenuti dei programmi di lavoro tematici.

Il piano strategico – Il Comitato di Programma Shadow – la sede in cui il piano strategico verrà discusso, limato e infine approvato – si è riunito due volte a Maggio: la Commissione ha illustrato alle delegazioni degli Stati Membri come intende procedere nei prossimi mesi e presentato i primi orientamenti del piano strategico. Nelle intenzioni dell’esecutivo europeo, il documento sarà un costante work-in-progress. La prima versione verrà sottoposta a una consultazione aperta a partire da metà giugno: le reazioni degli stakeholder saranno quindi esaminate, presentate e ulteriormente discusse ai R&I days di settembre e contribuiranno a definire le versioni successive del documento. L’obiettivo della Commissione è ottenere per l’inizio del 2020 tutti gli elementi necessari per far limare e approvare il piano strategico dal Comitato di Shadow e avviare così la preparazione dei programmi di lavoro di Horizon Europe.

Cosa succede con i partenariati – In parallelo, sempre nell’ambito del Comitato di Programma, è partito il processo di revisione e razionalizzazione dei partenariati di R&I. La Commissione ha presentato nella prima riunione una panoramica di 44 partenariati previsti per Horizon Europe, articolati secondo le tre nuove tipologie: partenariati istituzionalizzati (le iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE, come Eurostars e Shift2Rail); partenariati co-programmati (i partenariati pubblico-privato contrattuali, come Factories of the Future); partenariati co-finanziati (i vecchi ERA-NET). Il portafoglio dei 44 partenariati previsti è stato oggetto di una prima consultazione scritta nell’ambito del Comitato Shadow (ERALearn ha raccolto tutto il materiale qui): dai commenti forniti dalle delegazioni degli Stati Membri dipenderanno i prossimi passi della Commissione. Le proposte per i partenariati co-programmati e co-finanziati saranno parte della consultazione sul piano strategico, mentre i partenariati istituzionalizzati verranno sottoposti a una consultazione ad hoc (che sarà probabilmente lanciata a metà giugno), passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare la proposta legislativa per «istituirli».

Cars, 6G and health: A closer look at possible R&D partnerships in Horizon Europe | Science-Business

La call per i Mission board – I contributi e le raccomandazioni per identificare le missioni specifiche di R&I nel piano strategico arriveranno dai Mission board. I board saranno in tutto cinque – uno per ogni possibile «area di missione» identificata nel testo legislativo di Horizon Europe (cambiamento climatico, cancro, oceani e acque puliti, smart cities, terreni sani e cibo) – e saranno composti da un massimo di quindici membri l’uno: il bando per selezionarne i componenti è stato pubblicato a Maggio e chiuderà l’11 Giugno. Entro l’estate la selezione dei board dovrebbe essere completata, affinché i gruppi possano insediarsi e iniziare a lavorare a partire da settembre.

Horizon Europe – Pubblicata la call per selezionare i Mission Board

Aggiornamento – Il termine per la presentazione delle candidature è prorogato al 16 giugno. 

La Commissione europea ha pubblicato ieri il bando per la presentazione delle candidature per selezionare i componenti dei board per le Missioni.

I board – la cui istituzione rappresenta un passaggio fondamentale del processo di pianificazione strategica di Horizon Europe – avranno il compito di fornire alla Commissione consigli e raccomandazioni sull’identificazione e sull’implementazione delle Missioni di R&I in Horizon Europe. 

I board saranno in tutto cinque, uno per ogni possibile «area di missione» identificata nel testo legislativo di Horizon Europe:

  • Adapting to climate change, including societal transformation;
  • Cancer;
  • Healthy oceans, seas, coastal and inland waters;
  • Climate-neutral and smart cities;
  • Soil health and food

Primo compito dei board sarà quello di identificare – di concerto con le parti interessate e la società civile – una o più missioni specifiche per ciascuna delle cinque aree menzionate, contribuendo a definirne obiettivi, indicatori e tempistiche.

I board dovranno essere composti da un massimo di 15 membri, esperti indipendenti di alto livello in grado di apportare competenze strategiche in un ampio spettro di discipline, con profili provenienti da settori diversi: dall’industria al mondo accademico, dalla ricerca ai decisori politici.  

Il bando è disponibile online a questo link. Il termine per la presentazione delle candidature è l’11 giugno 2019.

Cosa sono le missioni?

Le missioni sono una delle novità simbolo di Horizon Europe. Concepite sul modello del programma Apollo – il piano spaziale lanciato dal presidente Kennedy all’inizio degli anni sessanta, che fissò (e raggiunse) l’obiettivo di far sbarcare i primi uomini sulla luna entro la fine del decennio –, le missioni europee di ricerca e innovazione dovranno caratterizzarsi per avere obiettivi ugualmente audaci e ambiziosi e mirare alla risoluzione di problematiche rilevanti per la vita quotidiana della cittadinanza, contribuendo così ad alimentare l’interesse del cittadino comune attorno alla ricerca europea.