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La Commissione ha adottato il piano strategico di Horizon Europe

La Commissione europea ha adottato oggi il primo piano strategico di Horizon Europe per gli anni 2021-2024. Il documento definisce gli orientamenti strategici per gli investimenti di ricerca e innovazione dell’Unione nel prossimo quadriennio, e intende assicurare l’allineamento tra le priorità politiche generali dell’Ue e i programmi di lavoro di Horizon Europe.

L’obiettivo di fondo è garantire un raccordo efficace tra le priorità politiche, gli orientamenti di ricerca e innovazione e, da ultimo, i progetti finanziati dal programma quadro, e stimolare così gli investimenti in R&I laddove sono più necessari, in linea con l’approccio top-down di definizione dei topic che caratterizza il secondo pilastro del programma.

L’elaborazione del piano strategico ha seguito un ambizioso approccio di co-design nel corso degli ultimi due anni, coinvolgendo il Parlamento europeo, gli Stati membri attraverso il Comitato di programma Shadow e la comunità dei portatori d’interesse, con l’obiettivo dichiarato dalla Commissione di estendere la conoscenza di Horizon Europe a un numero maggiore di parti interessate e sfruttare al massimo, di conseguenza, l’impatto degli investimenti in R&I.

Orientamenti strategici, aree d’impatto, impatti previsti

Il piano strategico definisce quattro orientamenti strategici chiave (Key Strategic Orientations) per gli investimenti in ricerca e innovazione 2021-24, supportati da 15 aree di impatto (impact areas), che si pongono in linea con le priorità della Commissione fissate negli orientamenti di inizio legislatura (luglio 2019), poi rinnovate con l’adozione del Piano di ripresa (maggio 2020), e prestano particolare attenzione alle sfide rappresentate dalla doppia transizione verde e digitale.

I quattro orientamenti strategici chiave per la ricerca e l’innovazione dell’Unione per il periodo 2021-2024 sono i seguenti.

  • KSO A – Promuovere un’autonomia strategica aperta guidando lo sviluppo di tecnologie, settori e catene del valore digitali, abilitanti ed emergenti chiave per accelerare e guidare le transizioni digitali e verdi attraverso tecnologie e innovazioni incentrate sulla persona;

  • KSO B – Ripristinare gli ecosistemi e la biodiversità dell’Europa e gestire le risorse naturali in modo sostenibile per garantire la sicurezza alimentare e un ambiente pulito e sano;

  • KSO C – Fare dell’Europa la prima economia circolare, climaticamente neutra e sostenibile e abilitata digitalmente attraverso la trasformazione dei suoi sistemi di mobilità, energia, costruzione e produzione;

  • KSO D – Creare una società europea più resiliente, inclusiva e democratica, preparata e reattiva alle minacce e ai disastri, affrontare le disuguaglianze e fornire un’assistenza sanitaria di alta qualità e responsabilizzare tutti i cittadini ad agire nelle transizioni verdi e digitali.

Ogni orientamento strategico è supportato da tre o quattro aree d’impatto, che a loro volta si collegano a una serie di impatti previsti (exptected impacts) definiti durante il processo di co-design per lo più con un approccio bottom-up. Gli impatti previsti – in totale 32 – definiscono l’effetto sulla scienza, l’economia, la società a cui le attività di ricerca e innovazione devono tendere nel medio-lungo termine e sono strutturati nei sei cluster del secondo pilastro, fornendo la base per le attività di ricerca e innovazione stabilite nei programmi di lavoro (destination).

 Missioni, partenariati e aspetti trasversali

Il piano strategico ribadisce anche i cinque settori per le missioni (Cancro; Adattamento al cambiamento climatico; Oceani, mari, acque costiere e interne sani; Città climaticamente neutre e intelligenti; Cibo e terreni sani) e individua 16 partenariati co-finanziati, 12 partenariati co-programmati e 1 partenariato di tipologia non definita, che si aggiungono ai dieci partenariati istituzionalizzati proposti dalla Commissione a febbraio.

Il piano include anche una serie di aspetti trasversali, quali l’approccio alla cooperazione internazionale, l’Open Science; l’integrazione delle scienze sociali e umane; la parità di genere, inclusa l’integrazione della dimensione di genere nei contenuti di ricerca e innovazione; il rispetto dei più elevati standard di etica e integrità; le priorità per la diffusione e lo sfruttamento.

I prossimi passaggi

Nonostante il piano strategico sia stato adottato, il percorso legislativo complessivo del programma non è ancora terminato: l’approvazione dei testi per confermare l’intesa politico-istituzionale di dicembre è al momento fissata il 16 marzo in Consiglio (termine della votazione con procedura scritta) e il 26 aprile in Parlamento (sessione plenaria).

La pubblicazione ufficiale dei programmi di lavoro dovrebbe invece avvenire tra fine aprile e inizio maggio. Eccezioni: l’ERC, che ha pubblicato il proprio programma annuale la settimana scorsa, e l’EIC, che lo farà il 18 e 19 marzo prossimi con l’evento europeo di presentazione.

– Programma Quadro – Il testo finale in via di approvazione in Consiglio (3 marzo 2021)
– Programma Specifico – Il testo dell’accordo approvato dal Coreper (15 febbraio 2021)

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Horizon Europe: meno di due mesi al traguardo

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel numero di Marzo 2021 di APREbrussels, il canale d’informazione da Bruxelles dedicato ai Soci APRE

Febbraio è stato un mese importante per l’avvio di Horizon Europe: i primi tasselli del nuovo programma iniziano ad andare al proprio posto. Al lancio simbolico organizzato dalla presidenza portoghese (2 febbraio) hanno fatto seguito la pubblicazione del programma di lavoro 2021 dell’ERC (22 febbraio) e le proposte legislative sui partenariati istituzionalizzati (23 febbraio). Il percorso delle prossime settimane è tracciato: l’approvazione dei testi legislativi per confermare l’intesa politico-istituzionale di dicembre è fissata il 16 marzo in Consiglio (termine della votazione con procedura scritta) e il 26 aprile in Parlamento (sessione plenaria), l’adozione finale del piano strategico e la pubblicazione dei programmi di lavoro avverranno subito dopo. Non solo: è stato pubblicato il Model Grant Agreement ed è arrivata l’ufficialità sull’associazione del Regno Unito.

Programma Quadro – Il testo finale in via di approvazione in Consiglio (3 marzo 2021)
Programma Specifico – Il testo dell’accordo approvato dal Coreper (15 febbraio 2021)

Le proposte per i partenariati istituzionalizzati – Sono arrivate le proposte della Commissione per istituire i dieci nuovi partenariati istituzionalizzati (institutionalised partnerships), uno degli elementi costitutivi del nuovo approccio alle collaborazioni pubblico-privato introdotto da Horizon Europe. Il pacchetto comprende sia i nove partenariati pubblico-privato – finanziati dalla Commissione, dai soggetti industriali e da altri attori del settore privato, e attivati sulla base dell’articolo 187 del Tfue (Joint Undertakings) – sia il partenariato pubblico-pubblico sulla metrologia, partecipato dall’Unione e dagli Stati membri e basato sull’articolo 185. L’esecutivo europeo punta a completare il percorso legislativo entro il 2021, affinché i partenariati istituzionalizzati possano pubblicare e lanciare i primi bandi – che saranno contenuti in programmi di lavoro separati – all’inizio del 2022. Qui il nostro approfondimento.

Le altre due tipologie di partnerships e il nuovo gruppo di esperti – Il testo del piano strategico (ci arriviamo) contiene invece la lista delle due altre tipologie di partenariati: 16 co-finanziati e 12 co-programmati – resta ancora oggetto di discussione la tipologia del partenariato sulla preparazione alle pandemie. I primi saranno attivati da azioni di co-finanziamento previste dai programmi di lavoro, i secondi verranno istituiti sulla base di memorandum of understanding (sottoposti in queste settimane alla consultazione interservizi della Commissione). Ha avviato nel frattempo i lavori il nuovo gruppo di esperti – tra i nove membri, figura l’ex ministra Maria Chiara Carrozza (qui il terms of reference) – che contribuirà al processo di coordinamento strategico sui partenariati. Il processo dovrà analizzare lo sviluppo dell’insieme delle partnerships e valutare possibili modifiche al portafoglio. Ricordiamo che i piani dettagliati di tutti i partenariati previsti, inclusa la composizione provvisoria e la scheda contenutistica di ciascun partenariato, sono disponibili a questo link.

Il piano strategico – L’ultima bozza del piano strategico 2021-24 (79 pagine: disponibile a questo link) – uscita dalla consultazione interservizi della Commissione – dovrebbe essere approvata politicamente a marzo dal Comitato di programma Shadow, mentre l’adozione del documento potrà avvenire solo dopo l’approvazione finale dei testi legislativi. Il testo mantiene la struttura agile e l’intento di indirizzo politico nella sua parte introduttiva, delineando i quattro macro-orientamenti strategici (Key Strategic Orientations) e le aree d’impatto (impact areas), e gli allegati relativi ai singoli Cluster, con il dettaglio degli impatti attesi (expected impacts).

I programmi di lavoro – Il lavoro di definizione dei programmi di lavoro 2021-22 da parte delle configurazioni tematiche del Comitato di programma Shadow è entrato nella fase conclusiva. Il calendario della Commissione prevede la pubblicazione ufficiale dei testi tra fine aprile e inizio maggio. Eccezioni: l’ERC, che ha pubblicato il proprio programma annuale la settimana scorsa, e l’EIC, che lo farà il 18 e 19 marzo prossimi con l’evento europeo di presentazione. Appena i testi legislativi verranno approvati, inoltre, il comitato di programma e le rispettive configurazioni cesseranno di essere “Shadow” e verranno formalizzati: nelle settimane scorse la Commissione ha chiesto agli Stati membri di indicare i nominativi dei rappresentanti nazionali nelle diverse configurazioni per i sette anni di Horizon Europe (le risposte sono attese nei prossimi giorni).

Ecco il nuovo Model Grant Agreement – La Commissione ha pubblicato pochi giorni fa il Model Grant Agreement: troverà applicazione nei progetti Horizon Europe ed Euratom che utilizzeranno forme di costo miste. È stato così definito il quadro generale degli aspetti legali e finanziari: restano ancora fuori le regole di implementazione specifiche per Horizon Europe. Infatti, sulla base del (nuovo) approccio corporate adottato dall’esecutivo europeo, il testo del MGA conterrà esclusivamente la disciplina degli aspetti legali e finanziari comuni a tutti i programmi. Nell’Annex 5 troveremo invece la regolamentazione degli elementi caratterizzanti ciascun programma. Qui il nostro approfondimento.

Tutti i documenti su Horizon Europe sul Funding & Tender (man mano che arrivano)

Le missioni nel Programma di lavoro – Le cinque «aree di missione» identificate nel testo legislativo e poi ribadite nel piano strategico (cambiamento climatico, cancro, oceani e acque puliti, smart cities, terreni sani e cibo) sono entrate in una fase preparatoria di dodici mesi durante la quale dovranno essere elaborati piani di implementazione dettagliati con relativi obiettivi, budget, indicatori e strategie di investimento. Tale fase sarà accompagnata da azioni di coordinamento e supporto (CSA) contenute nel programma di lavoro 2021-22, che dovranno porre le basi per l’attuazione delle missioni vere e proprie e lo sviluppo delle azioni di ricerca e innovazione. Una novità importante dell’ultima bozza (datata inizio febbraio e disponibile a questo link) è l’inclusione di azioni a supporto del Nuovo Bauhaus europeo, iniziativa che viene nei fatti equiparata alle cinque missioni. Nel frattempo, l’OCSE ha pubblicato un proprio studio che analizza il design e l’attuazione delle politiche d’innovazione mission-oriented.

Il Regno Unito (e altri) verso l’associazione – Il Regno Unito diventerà a breve un paese associato a Horizon Europe e le organizzazioni britanniche potranno partecipare ed essere finanziate dal programma, al pari delle organizzazioni di altri paesi associati, fin dai primi bandi: l’ufficializzazione arriva dal documento pubblicato qualche giorno fa dalla Commissione. L’associazione diverrà effettiva tra aprile e maggio con l’adozione del protocollo dell’accordo di cooperazione che definisce le modalità di accesso del Regno Unito ai programmi europei (adozione che potrà avvenire solo dopo l’approvazione dei testi legislativi di Horizon Europe). Fin dai primi bandi, si diceva: la Commissione specifica infatti nel Programma di lavoro che, ai fini di stabilire le norme di partecipazione e finanziamento, i paesi associati ad Horizon 2020 e quelli che stanno al momento negoziando l’accordo di associazione vanno equiparati fin da subito a paesi associati ad Horizon Europe: è sufficiente che l’accordo venga concluso prima della firma dei primi grant agreement. Regno Unito in primavera, Israele e Svizzera entro l’anno, comunque in tempo per la partenza dei primi progetti del nuovo programma.

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Partenariati istituzionalizzati, ecco le proposte della Commissione

La Commissione europea ha presentato ieri le proposte per istituire i dieci nuovi partenariati istituzionalizzati (institutionalised partnerships), uno degli elementi costitutivi del nuovo approccio alle collaborazioni pubblico-privato introdotto dal programma Horizon Europe.

Il pacchetto comprende sia i nove partenariati pubblico-privato – finanziati dalla Commissione, dai soggetti industriali e da altri attori del settore privato, e attivati sulla base dell’articolo 187 del Tfue (Joint Undertakings) – sia il partenariato pubblico-pubblico sulla metrologia, partecipato dall’Unione e dagli Stati membri e basato sull’articolo 185.

Nel complesso, l’esecutivo europeo prevede di destinare alle dieci iniziative quasi 10 miliardi di euro, circa un quinto della dotazione finanziaria del secondo pilastro di Horizon Europe (e un oltre un decimo dell’intero programma), a cui andranno ad aggiungersi altrettante risorse provenienti dai partner pubblici e privati, per un totale di almeno 20 miliardi di euro nel ciclo finanziario 2021-2027.

I nove partenariati (più uno)

I partenariati proposti, alcuni dei quali costruiti a partire dalle buone pratiche delle Joint Undetakings finanziate nell’ambito di Horizon 2020, sono i seguenti:

  1. Global Health EDCTP3, per apportare nuove soluzioni alle epidemie di malattie infettive nelle aree sub-sahariane;
  2. Innovative Health Initiative, per creare un ecosistema europeo di ricerca e innovazione in ambito sanitario;
  3. Key Digital Technologies, per supportare la transizione digitale in tutti gli ambiti sociali con tecnologie altamente innovative;
  4. Circular Bio-Based Europe, per aumentare la sostenibilità e la circolarità dei sistemi di produzione e consumo europei;
  5. Clean Hydrogen, per accelerare lo sviluppo e l’applicazione di tecnologie per l’idrogeno verde;
  6. Clean Aviation, per accompagnare il settore aeronautico verso la neutralità climatica;
  7. Europe’s Rail, per accelerare lo sviluppo e l’implementazione di tecnologie verdi e digitale per il settore ferroviario europeo;
  8. Single European Sky ATM Research 3, per aumentare la trasformazione tecnologica del controllo degli spazi aerei europei;
  9. Smart Networks and Services, per supportare la sovranità tecnologica per i servizi e i network considerati come smart;
  10. Metrology, per potenziare la ricerca europea nell’ambito della metrologia, dove l’Ue è leader.

Il nuovo approccio ai partenariati in Horizon Europe

Al pari dei programmi quadro precedenti, Horizon Europe continuerà dunque a sostenere partenariati europei tra la Commissione, da un lato, e i paesi membri, il settore privato, le fondazioni e altre parti interessate, dall’altro.

L’obiettivo di fondo è affrontare le sfide globali e la modernizzazione industriale attraverso sforzi concertati di ricerca e innovazione, allineando le priorità degli Stati membri e dei soggetti industriali agli obiettivi di R&I dell’Ue enunciati dal programma quadro. Mettendo insieme partner privati e pubblici, i partenariati dovrebbero inoltre contribuire ad evitare la duplicazione degli investimenti e a ridurre la frammentazione delle attività di ricerca e innovazione nell’Unione. 

 Il nuovo approccio della Commissione introdotto in Horizon Europe ha stabilito le condizioni e i principi per la creazione di tre nuove tipologie di partenariati:  

  • Partenariati co-programmati, tra la Commissionee partner privati e/o pubblici, basati su protocolli d’intesa e/o accordi contrattuali.  
  • Partenariati cofinanziati, tra la Commissione e partner principalmente pubblici,che pongono al centro del consorzio le agenzie finanziatrici della ricerca a livello nazionale e altre autorità degli Stati membri. Si basano su un programma di R&I concordato dai partner e sono attivati da un’azione di co-finanziamento di Horizon Europe.
  • Partenariati istituzionalizzati, tra l’Unione e soggetti pubblici e/o privati, caratterizzati da una prospettiva a lungo termine e da un elevato livello di integrazione, e implementati da strutture create ad hoc. Possono essere: partenariati di tipo pubblico-pubblico tra l’Ue e gli Stati membri istituiti sulla base dell’articolo 185 del Tfue; partenariati di tipo pubblico-privato tra l’Ue e il settore industriale (Joint Undertakings) istituiti sulla base dell’articolo 187; comunità della conoscenza e dell’innovazione (KIC) basate sul regolamento dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT).  

L’elenco attuale dei 49 partenariati europei identificati si trova nell’allegato 7 del documento Orientations towards the first Strategic Plan for Horizon Europe.

I piani dettagliati di tutti i partenariati previsti, inclusa la composizione provvisoria e la scheda contenutistica di ciascun partenariato, sono disponibili a questo link.

I prossimi passaggi

La proposta di regolamento (Single Basic Act) che istituisce le nove Joint Undertaking verrà discussa e adottata dal Consiglio dell’Ue sulla base della procedura di consultazione, che riserva al Parlamento la possibilità di presentare solo un parere non vincolante. Mentre la proposta di partenariato sulla metrologia sarà adottata secondo la procedura legislativa ordinaria (co-decisione).

La Commissione punta a completare il percorso legislativo entro il 2021, affinché i partenariati istituzionalizzati possano pubblicare e lanciare i primi bandi – che saranno contenuti in programmi di lavoro separati – all’inizio del 2022.  

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Horizon Europe, avvio ufficiale e lancio simbolico

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.1/2021 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE.

Riprendiamo da dove avevamo lasciato a fine 2020. L’avvio di Horizon Europe – fissato il 1° gennaio 2021 – è stato solo formale e l’evento di lancio organizzato la settimana scorsa dalla presidenza portoghese del Consiglio solo simbolico. Dopo l’intesa politico-istituzionale raggiunta a dicembre, restiamo in attesa dell’approvazione dei testi legislativi da parte di Consiglio e Parlamento (che dovrebbe avvenire tra marzo e aprile). Proseguono, nel frattempo, i lavori per definire il piano strategico e soprattutto i programmi di lavoro 2021-22: l’apertura dei bandi dovrebbe avvenire nella seconda metà di aprile. Molti tasselli del nuovo programma devono comunque ancora trovare posto: tra questi, i principali riguardano le missioni, i partenariati e gli accordi di associazione con i paesi terzi.

Verso l’approvazione finale dei testi legislativi – Gli accordi del 10 e 11 dicembre avevano fissato la dotazione finanziaria complessiva di Horizon Europe a 95,5 miliardi di euro (in prezzi correnti) e completato i testi legislativi del programma, definendo i tre aspetti rimasti esclusi dall’accordo istituzionale dell’aprile 2019: la ripartizione interna del bilancio; le norme sulla cooperazione internazionale e sull’associazione dei paesi terzi; le disposizioni sulle sinergie con gli altri programmi di finanziamento europei. L’intesa sul Quadro finanziario pluriennale 2021-27 e sul nuovo strumento per la ripresa NextGenerationEU è stata approvata da Consiglio e Parlamento a fine anno: i testi sono in gazzetta ufficiale. L’accordo sul programma quadro – ratificato a fine 2020 dal Comitato dei rappresentanti permanenti del Consiglio (Coreper) e dalla Commissione ITRE del Parlamento europeo – attende, invece, l’approvazione finale degli Stati membri e dell’Eurocamera in seduta plenaria (che dovrebbe avvenire tra marzo ed aprile): l’allungamento dei tempi è in gran parte dovuto al lavoro di traduzione e revisione linguistica dei testi. 

Programma Quadro – Il testo dell’accordo approvato dal Coreper (18 dicembre 2020)

Lancio (simbolico) – La Presidenza portoghese, insieme alla Commissione europea, ha organizzato martedì scorso – senza troppi annunci – l’evento di lancio del nuovo programma. Lancio simbolico, a testi legislativi non ancora approvati e più di due mesi dalla pubblicazione dei bandi. L’evento ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee e un gran numero di stakeholders del mondo R&I. Si è parlato molto di sinergie tra Horizon Europe e i Piani nazionali di ripresa e resilienza e del rilancio dello Spazio europeo della ricerca (ERA). L’evento si può rivedere qui.

Come saranno ripartiti i 95,5 miliardi di Horizon Europe | Verso Horizon Europe

Il piano strategico – La versione attuale del piano strategico 2021-24 (79 pagine) mantiene, nella sua parte introduttiva, la struttura agile e l’intento di indirizzo politico, delineando i quattro macro-orientamenti strategici (Key Strategic Orientations) e le aree d’impatto (impact areas) insieme alla lista delle missioni e dei partenariati co-programmati e co-finanziati. Il documento si compone anche delle appendici relative ai singoli Cluster, con il dettaglio degli impatti attesi (expected impact) e, tra le altre cose, dei partenariati di riferimento per ogni Cluster. La bozza finale del piano, sottoposta alla consultazione interservizi della Commissione, deve essere supportata “politicamente” dal Comitato di Programma Shadow, mentre la successiva adozione ufficiale del documento da parte dell’esecutivo europeo potrà avvenire solo dopo l’approvazione finale dei testi legislativi.

I programmi di lavoro del primo biennio – Anche il lavoro di definizione dei programmi di lavoro 2021-22 da parte delle configurazioni tematiche del comitato di programma Shadow è entrato ormai nella fase conclusiva (appena i testi legislativi verranno approvati, inoltre, il comitato di programma e le rispettive configurazioni cesseranno di essere “Shadow” e verranno formalizzati). Il calendario della Commissione prevede al momento la definizione dei programmi di lavoro 2021-22 di Horizon Europe entro febbraio, il passaggio finale in Comitato di programma nella seconda metà di marzo e l’adozione formale e il lancio dei bandi nella seconda metà di aprile (ma l’esecutivo europeo tiene aperta l’ipotesi di una pre-pubblicazione ufficiosa dei documenti, in anticipo di qualche settimana rispetto all’adozione ufficiale). Le tematiche di Horizon che non fanno parte del programma di lavoro principale (tra cui ERC e EIC) potrebbero anticipare a fine marzo l’apertura dei rispettivi bandi.

Continua la lettura di Horizon Europe, avvio ufficiale e lancio simbolico

Come saranno ripartiti i 95,5 miliardi di Horizon Europe

Gli accordi politici della settimana scorsa – il primo raggiunto dai capi di stato e di governo sul Quadro finanziario pluriennale e sul pacchetto di ripresa europeo, il secondo trovato tra Parlamento e Consiglio, d’intesa con la Commissione, sui testi legislativi di Horizon Europe – hanno fissato la dotazione finanziaria complessiva del prossimo programma quadro dell’Ue per la Ricerca & Innovazione a 95,5 miliardi di euro (in prezzi correnti): 90,1 provenienti dal tradizionale bilancio comune e 5,4 dallo strumento di ripresa Next Generation EU. Il punto di caduta finale rappresenta un aumento significativo (+24%) rispetto ai 77 miliardi di Horizon 2020 e segna nel complesso un ottimo risultato per la R&I europea, ritoccando al rialzo non solo la posizione finale del Consiglio (90,9 miliardi complessivi), ma anche la prima proposta della Commissione Juncker, che nel maggio 2018 propose per il nuovo programma una dotazione di 94,1 miliardi.

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In attesa che gli accordi politici vengano ratificati da Parlamento e Consiglio e che i testi finali di Horizon Europe siano adottati e resi pubblici, è possibile analizzare l’articolazione definitiva della dotazione finanziaria tra i tre pilastri (più uno) e le diverse tematiche del nuovo programma (la ripartizione dei finanziamenti è stata fatta filtrare da ambienti parlamentari sabato 12 dicembre, la tabella sottostante è frutto di una nostra rielaborazione semplificata).

L’accordo finale su Horizon Europe assegna al primo pilastro Excellent Science 25 miliardi, riportando l’entità del sostegno all’eccellenza scientifica e alla ricerca fondamentale a una cifra vicina a quella proposta inizialmente dalla Commissione (25,8 mld) e in rialzo rispetto alla posizione degli Stati membri (23,1 mld). Il primo asse del nuovo programma beneficia infatti significativamente (1,7 mld) dei 4,5 miliardi di fondi aggiuntivi “strappati” dagli eurodeputati per Horizon nell’ambito dell’accordo sul bilancio pluriennale. L’aumento più cospicuo rispetto alla posizione del Consiglio (1,1 mld) va allo European Research Council, che beneficerà di 16 miliardi complessivi nei sette anni di programma, mentre le MSCA e le Infrastrutture di ricerca si attestano rispettivamente a 6,6 e 2,4 miliardi, in leggero rialzo rispetto alle proposte dei 27 Paesi.  

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Chiuso l’accordo politico su Horizon Europe (e sul bilancio pluriennale)

All’alba di venerdì 11 dicembre, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto, d’intesa con la Commissione, l’accordo politico finale su Horizon Europe. Il compromesso arriva dopo due anni e mezzo complessivi di negoziato (la proposta iniziale della Commissione risale a giugno 2018) e completa i testi legislativi del prossimo programma, definendo i tre aspetti rimasti esclusi dall’accordo istituzionale dell’aprile 2019: la ripartizione interna del bilancio; le norme sulla cooperazione internazionale e sull’associazione dei paesi terzi; le disposizioni sulle sinergie con gli altri programmi di finanziamento europei.

L’intesa istituzionale sul programma quadro è stata preceduta di poche ore dall’accordo politico sul bilancio pluriennale e sul pacchetto di ripresa europeo Next Generation EU, raggiunto dai capi di stati e di governo al Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre. Le intese politiche sul bilancio pluriennale e su Horizon Europe dovranno ottenere l’approvazione definitiva dal Consiglio e dal Parlamento europeo, passaggi che paiono ormai piuttosto scontati e dovrebbero assicurare l’avvio – formale – del nuovo programma il 1° gennaio 2021. 

Gli accordi del 10-11 dicembre fissano, a questo punto in modo definitivo, la dotazione finanziaria complessiva di Horizon Europe a 95,5 miliardi di euro (in prezzi correnti), di cui 90,1 provenienti dal tradizionale bilancio comune e 5,4 da Next Generation EU. Il punto di caduta finale rappresenta un aumento significativo (+24%) rispetto ai 77 miliardi di Horizon 2020 e segna nel complesso un ottimo risultato per la Ricerca e Innovazione europea. I 95,5 miliardi complessivi assegnati a Horizon Europe ritoccano infatti al rialzo non solo i diversi posizionamenti concordati degli Stati membri negli ultimi mesi, ma anche la prima proposta dell’esecutivo Juncker, che nel maggio 2018 propose per Horizon Europe una dotazione di 94,1 miliardi in prezzi correnti.

Accordo sul bilancio: 4 miliardi in più per Horizon Europe

Il 10 novembre, dopo due mesi e mezzo di negoziati e dodici riunioni complessive, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno trovato un accordo generale sul prossimo Quadro finanziario pluriennale e sul nuovo strumento per la ripresa Next Generation EU. Il compromesso raggiunto completa e rinforza con 16 miliardi di fondi aggiuntivi il pacchetto da 1824,3 miliardi complessivi concordato dai Leader Ue al Consiglio europeo di luglio scorso e fissa la dotazione finanziaria di Horizon Europe a 84,9 miliardi (in prezzi 2018). Un aumento sensibile e insperato – 4 miliardi – rispetto alla cifra stabilita dagli Stati membri (80,9), che pur confermando la riduzione significativa rispetto alla proposta della Commissione von der Leyen (94,4) rappresenta una buona notizia per la Ricerca e Innovazione europea. L’intesa interistituzionale, che dovrà ora ottenere l’approvazione definitiva in Consiglio e in Parlamento, rimuove l’ultimo grande ostacolo sul percorso di avvio di Horizon Europe e degli altri programmi settoriali del bilancio, e rende più vicina l’attivazione del cosiddetto Recovery Fund, l’asse portante di Next Generation EU.

L’accordo tra Parlamento e Consiglio

L’accordo raggiunto, come rivendicato dal Parlamento europeo, prevede dunque la destinazione di 16 miliardi in aggiunta al Piano di ripresa concordato dai capi di Stato e di governo al vertice di luglio. 15 miliardi andranno direttamente a rafforzare i programmi settoriali del bilancio. Oltre a Horizon Europe, a beneficiare dei fondi aggiuntivi saranno tra gli altri: il nuovo programma EU4Health, che passa da 1,7 miliardi, la cifra stabilita dagli Stati membri, a 5,1 (la Commissione ne aveva proposti 9,4); il programma InvestEU, che sale da 8,4 a 9,4 (contro i 31,6 miliardi proposti dall’esecutivo Ue); Erasmus +,  che passa da 21,2 a 23,4 miliardi. L’accordo prevede inoltre lo stanziamento di un miliardo per aumentare la flessibilità di bilancio e far fronte a possibili crisi future. 

Da dove arrivano i 16 miliardi? L’accordo, ha tenuto a sottolineare il Consiglio, non modifica i massimali di spesa fissati dagli Stati membri a luglio. I fondi aggiuntivi arriveranno principalmente dalle multe che l’Unione somministra alle aziende per la violazione delle regole sulla concorrenza e in misura minore da riallocazioni interne al bilancio (per avere ulteriori dettagli occorrerà attendere che l’accordo venga formalizzato nei testi legislativi aggiornati).

84,9 miliardi per Horizon Europe (in prezzi 2018)

Il compromesso istituzionale fissa per Horizon Europe una dotazione finanziaria di 84,9 miliardi di euro in prezzi 2018, dei quali 79,9 provenienti dal tradizionale bilancio comune e 5 da Next Generation EU. La cifra complessiva equivale a poco più di di 95 miliardi in prezzi correnti.

Il punto di caduta finale rappresenta un aumento sensibile (e insperato) rispetto alla cifra stabilita dagli Stati membri al vertice di luglio (80,9 miliardi) e nel complesso un ottimo risultato per la Ricerca e Innovazione europea. Nonostante l’accordo confermi la riduzione significativa rispetto alla proposta della Commissione von der Leyen (94,4 miliardi) contenuta nel Piano di ripresa, gli 84,9 miliardi garantiti al prossimo programma quadro ritoccano infatti al rialzo non solo la posizione conservativa degli Stati membri, ma anche la prima proposta dell’esecutivo Juncker, che nel maggio 2018 aveva proposto per Horizon Europe una dotazione di 83,4 miliardi in prezzi 2018 (94,1 in prezzi correnti). 

I prossimi passaggi

L’intesa istituzionale raggiunta sul bilancio pluriennale dovrà ora ottenere l’approvazione definitiva in Consiglio e in Parlamento: entrambi i passaggi si attendono entro la fine di novembre e appaiono piuttosto scontati. In parallelo, potranno proseguire i negoziati istituzionali sui testi legislativi di Horizon Europe, ripresi dopo che anche il Consiglio aveva definito la propria posizione sugli aspetti rimasti esclusi dal compromesso dell’aprile 2019 (ripartizione del bilancio, cooperazione internazionale, sinergie) e subito interrotti dagli eurodeputati, che intendevano attendere l’esito positivo del negoziato sul bilancio complessivo. L’adozione di Horizon Europe entro fine anno pare a questo punto un risultato possibile. 

Il Consiglio chiude l’accordo su Horizon Europe – i testi

I ministri della ricerca dei 27 Stati Membri – riuniti per il Consiglio Competitività (Ricerca e Innovazione) – hanno raggiunto ieri (29 settembre) l’accordo sui testi legislativi di Horizon Europe, approvando gli orientamenti generali (General Approach) sul regolamento / programma quadro e sulla decisione / programma specifico. L’accordo chiuso dal Consiglio – sotto la guida della presidenza tedesca – definisce gli aspetti rimasti esclusi dal  compromesso interistituzionale dell’aprile 2019 e fa segnare un passaggio decisivo verso l’approvazione definitiva del prossimo programma. A stretto giro – ora che anche la posizione del Consiglio è definita – potranno riprendere i negoziati interistituzionali (triloghi) con Commissione e Parlamento: i prossimi due mesi dovrebbero essere dunque sufficienti per adottare ufficialmente i testi legislativi di Horizon Europe e assicurare l’avvio del programma il 1° gennaio 2021.

La posizione del Consiglio

L’accordo raggiunto in Consiglio definisce i tre aspetti rimasti esclusi dal compromesso dell’aprile 2019: la ripartizione interna del bilancio e dei finanziamenti supplementari provenienti da Next Generation EU; le norme sulla cooperazione internazionale e sull’associazione dei paesi terzi; le disposizioni sulle sinergie con gli altri programmi di finanziamento europei (quest’ultimo aspetto era stato parzialmente definito dagli Stati membri a novembre 2019). 

Per quanto riguarda la ripartizione della dotazione finanziaria proveniente dal Quadro finanziario pluriennale 2021-27 – ridotta da 83,4 a 75,9 miliardi, in prezzi 2018, dall’accordo del Consiglio europeo di luglio scorso (da 94,1 a 85,5 miliardi in prezzi correnti) – i ministri suggeriscono un taglio lineare del 10% per tutte le aree tematiche del programma, che riflette la riduzione della dotazione complessiva concordata dai Leader e mantiene invariati gli equilibri tra i vari temi rispetto alla proposta originaria della Commissione Juncker (giugno 2018). L’unica eccezione al taglio lineare è la decisione di destinare 200 milioni aggiuntivi alle Marie Sklodowska Curie Actions (MSCA), sottraendo una cifra equivalente alla dotazione dello European Innovation Council. 

Sui finanziamenti supplementari provenienti da Next Generation EU – che il Consiglio europeo di luglio aveva complessivamente ridotto a 5 miliardi (prezzi 2018) dai 13,5 proposti dalla Commissione von der Leyen – i ministri hanno deciso di non proporre una suddivisione puntuale delle cifre, limitandosi ad affermare che tali «risorse aggiuntive devono essere destinate esclusivamente ad azioni di ricerca e innovazione volte ad affrontare le conseguenze della crisi COVID-19, in particolare il suo impatto economico e sociale». Un approccio flessibile che nei fatti sembra sostenere la proposta della Commissione di ripartire i fondi tra i Cluster 1, 4 e 5 (‘Health’, ‘Digital, Industry and Space’ e ‘Climate, Energy Mobility’) e lo European Innovation Council. 

Per quanto riguarda le norme sulla cooperazione internazionale e sull’associazione dei paesi terzi, il Consiglio ha fatto largamente suo l’approccio della proposta iniziale della Commissione, confermando tra le altre cose la possibilità di associazione al programma dei paesi avanzati con un buon potenziale di R&I. Ma ha deciso di inserire una nuova disposizione intesa a preservare la sovranità tecnologica dell’Unione, affermando da un lato che «per le azioni relative alle risorse strategiche, agli interessi, all’autonomia o alla sicurezza dell’Unione, il programma di lavoro può prevedere che la partecipazione possa essere limitata ai soli soggetti giuridici stabiliti negli Stati membri o ai soggetti giuridici stabiliti in determinati paesi associati o in altri paesi terzi» e dall’altro che «per motivi debitamente giustificati ed eccezionali, al fine di garantire la tutela degli interessi strategici dell’Unione e dei suoi Stati membri, il programma di lavoro può anche escludere» dalle singole call for proposals «la partecipazione di soggetti giuridici stabiliti nell’Unione o in paesi associati controllati direttamente o indirettamente da paesi terzi non associati o da soggetti giuridici di paesi terzi non associati, o subordinare la loro partecipazione a condizioni stabilite nel programma di lavoro».

I prossimi due mesi

Ora che la posizione degli Stati membri su Horizon Europe è completamente definita, potranno riprendere, già dalla settimana prossima, i negoziati interistituzionali (triloghi) tra Consiglio, Parlamento e Commissione per trovare un accordo sui tre aspetti rimasti esclusi dal compromesso dell’aprile 2019. Sui quali, ricordiamo, la posizione della Commissione rimane quella delineata nella proposta originaria del 2018, integrata a giugno con la proposta di suddividere i fondi aggiuntivi di Next Generation EU tra i Cluster 1, 4 e 5 (‘Health’, ‘Digital, Industry and Space’ e ‘Climate, Energy Mobility’) e lo European Innovation Council. Mentre la posizione del Parlamento si ritrova nella relazione del dicembre 2018, in cui gli eurodeputati, tra le altre cose, suggerirono una ripartizione in valori percentuali tra i diversi temi del programma, sulla base però di una dotazione complessiva di 120 miliardi.

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Horizon Europe, nuova consultazione sul piano strategico

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.8/2 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE.

Un programma da 80,9 miliardi – Ripartiamo da dove eravamo rimasti. L’accordo raggiunto a luglio in Consiglio Europeo sul Piano di ripresa e il Quadro finanziario pluriennale ha fissato per Horizon Europe una dotazione finanziaria di 80,9 miliardi di euro in prezzi 2018, dei quali 75,9 provenienti dal tradizionale bilancio comune e 5 dal nuovo Recovery Instrument. Il punto di caduta rappresenta un taglio cospicuo (13,5 miliardi in meno, riduzione del 14,3%) per il bilancio del prossimo programma quadro rispetto alla proposta della Commissione von der Leyen, che aveva suggerito una dotazione complessiva di 94,4 miliardi (dei quali 80,9 provenienti dal Qfp 2021-27 e 13,5 dal Recovery Instrument). A meno di clamorosi colpi di scena o improbabili concessioni ottenute dal Parlamento europeo, il programma quadro di ricerca e innovazione avrà dunque una dotazione di 80,9 miliardi in prezzi 2018 per gli anni dal 2021 al 2027, la cifra con cui tutti dovremo (letteralmente) fare i conti.

La ripartizione interna del bilancio – Spetta ora soprattutto agli Stati Membri in sede di Consiglio Ue, d’intesa con Commissione e Parlamento, trovare la quadra sulla ripartizione interna del programma, uno degli aspetti rimasti esclusi dall’accordo di aprile 2019. Sul punto, la posizione della Commissione rimane quella delineata nella proposta originaria del 2018, integrata a giugno con la proposta di suddividere i fondi aggiuntivi (ridotti ora da 13,5 a 5 miliardi) tra i Cluster 1, 4 e 5 (‘Health’, ‘Digital, Industry and Space’ e ‘Climate, Energy Mobility’) e lo European Innovation Council. Mentre la posizione del Parlamento si ritrova nella relazione del dicembre 2018, in cui gli eurodeputati suggerirono una ripartizione in valori percentuali tra i diversi temi del programma, sulla base, però, di una dotazione complessiva di 120 miliardi.

Il piano strategico – il 1° settembre, la Commissione ha lanciato un’ulteriore consultazione pubblica per contribuire alla definizione del piano strategico per gli anni 2021-24: resterà aperta fino al 18 settembre e dovrà fornire gli ultimi input per consolidare il documento finale. Come ricorderete, il processo di elaborazione del documento era ripreso a inizio 2020, dopo l’insediamento della Commissione von der Leyen: l’esecutivo Ue aveva iniziato a mettere insieme tutti i pezzi – il testo legislativo consolidato definito ad aprile 2019, gli impatti attesi contenuti nel documento di orientamento, le nuove priorità politiche dell’esecutivo von der Leyen – ed illustrato agli Stati Membri la bozza finale prima della pausa estiva, in sede di comitato di programma Shadow. La consultazione pubblica e i R&I Days (che si terranno dal 22 al 24 settembre) dovrebbero consentire di chiudere il processo. L’obiettivo della Commissione è giungere all’adozione del documento a ottobre, ma i tempi del via libera finale sono legati all’evoluzione positiva del negoziato legislativo e alla definizione delle missioni specifiche.

Le missioni– A giugno i Mission Board avevano presentato le proposte di missioni specifiche (i titoli), che scaturiscono dalle 5 «aree di missione» identificate nel testo legislativo (cambiamento climatico, cancro, oceani e acque puliti, smart cities, terreni sani e cibo). Il processo di rifinitura delle missioni sta proseguendo sia all’interno del comitato strategico (e dei relativi mission group), sia attraverso l’azione di coinvolgimento di cittadini e società civile, che continua a prevedere la realizzazione di eventi in diversi format a livello nazionale ed europeo (gli eventi italiani sono raccolti qui man mano che vengono programmati: a settembre ne sono previsti due sulla missione Cancro). La Commissione ha inoltre lanciato a inizio mese una call for ideas sul sito dedicato per raccogliere opinioni e spunti da parte dei soggetti interessati (c’è tempo fino al 14 settembre). I board dovrebbero presentare le proprie raccomandazioni conclusive ai R&I days del 22-24 settembre. Sarà infine la Commissione, presumibilmente entro ottobre, a tirare le fila del lavoro, annunciando le missioni selezionate da integrare nel piano strategico 2021-24.

Gli Stati Membri tagliano di 13,5 miliardi il bilancio di Horizon Europe

Il 21 luglio – all’alba del quinto giorno di vertice – Il Consiglio europeo ha trovato l’accordo su un Piano per la ripresa da 1824 miliardi complessivi (in prezzi 2018), che ridisegna il Quadro finanziario pluriennale 2021-27 in linea con l’impianto proposto dalla Commissione lo scorso maggio, confermando l’inclusione del nuovo Recovery Instrument (Next Generation EU) all’interno del bilancio comune europeo. L’accordo tra i Paesi membri, che dovrà ottenere il via libera del Parlamento europeo per diventare definitivo, rappresenta un passaggio storico per l’Unione, ma segna una battuta d’arresto significativa per la Ricerca e Innovazione europea, fissando la dotazione finanziaria di Horizon Europe a 80,9 miliardi, una riduzione sostanziale (-14,3%) rispetto alla proposta della Commissione di due mesi fa. 

Il nuovo bilancio, con Next Generation EU

L’accordo in Consiglio europeo fissa a 1074 miliardi la quota del “vecchio” Quadro finanziario pluriennale 2021-27, ritoccando al ribasso la proposta della Commissione del 27 maggio (1100 miliardi). A questi si aggiungono i 750 miliardi del nuovo Recovery Instrument, Next Generation EU. Il Consiglio conferma il carattere rivoluzionario della proposta iniziale (la Commissione potrà raccogliere i fondi prendendo denaro in prestito sui mercati finanziari per conto dell’Unione) e la cifra complessiva del nuovo strumento, ma ne modifica la ripartizione tra trasferimenti a fondo perduto (grants), che passano dai 500 miliardi proposti da von der Leyen a 390, e prestiti (loans), che aumentano di conseguenza da 250 a 360 miliardi.

L’accordo conferma il piatto forte dell’intero piano, il nuovo dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Facility), che erogherà trasferimenti e prestiti direttamente ai Paesi membri e la cui dotazione complessiva passa da 560 a 672,5 miliardi, ma punisce pesantemente i programmi europei che la Commissione aveva proposto di ritoccare al rialzo per allineare il nuovo bilancio alle priorità del piano di ripresa. Tra questi, il programma InvestEU (che passa dai 31,6 miliardi complessivi della proposta von der Leyen ad appena 8,4 miliardi); il nuovo programma EU4Health (da 9,4 miliardi a 1,7); il Fondo per la transizione giusta (da 40 miliardi complessivi a 17,5); Digital Europe (da 8,2 miliardi a 6,8). E Horizon Europe. 

Il bilancio di Horizon Europe: 80,9 miliardi

L’accordo raggiunto in Consiglio fissa per Horizon Europe una dotazione finanziaria di 80,9 miliardi di euro in prezzi 2018, dei quali 75,9 provenienti dal tradizionale bilancio comune e 5 dal nuovo Recovery Instrument. Il punto di caduta rappresenta un taglio cospicuo (13,5 miliardi in meno, riduzione del 14,3%) per il bilancio del prossimo programma quadro rispetto alla proposta della Commissione von der Leyen, che aveva suggerito una dotazione complessiva di 94,4 miliardi (dei quali 80,9 provenienti dal Qfp 2021-27 e 13,5 dal Recovery Instrument).

Gli 80,9 miliardi rappresentano – non casualmente – la stessa cifra della proposta di compromesso di Charles Michel dello scorso febbraio e segnano un taglio sensibile anche rispetto al bilancio presentato da Jean Claude Juncker nel maggio 2018 (83,4 miliardi): entrambi i bilanci, ovviamente, non contemplavano l’esistenza di fondi aggiuntivi del piano di ripresa.  

I prossimi passaggi

Per diventare definitivo, l’accordo raggiunto in Consiglio sul nuovo bilancio comune e sul piano di ripresa dovrà ottenere il via libera del Parlamento europeo. Il voto di approvazione verrà presumibilmente fissato dopo la pausa estiva e l’esito pare scontato:  L’Eurocamera potrà infatti limitarsi ad accogliere o respingere in blocco il compromesso trovato dai Paesi membri, senza la possibilità di modificarlo. 

A meno di clamorosi colpi di scena, dunque, il programma quadro di ricerca e innovazione avrà una dotazione di 80,9 miliardi in prezzi 2018 per gli anni dal 2021 al 2027. Spetterà ora soprattutto agli Stati Membri in sede di Consiglio, d’intesa col Parlamento europeo, trovare la quadra sulla ripartizione interna del programma, sulla base dell’articolazione proposta dalla Commissione a giugno 2018 e – naturalmente – della dotazione complessiva stabilita dai Leader europei.