Tutti gli articoli di redazione

“Più soldi per horizon europe” APRE tra i promotori dell’appello

«Più investimenti in Ricerca e Innovazione nel prossimo bilancio UE» è l’appello rivolto al governo italiano da parte degli attori nazionali della R&I per richiedere un aumento significativo della dotazione finanziaria di Horizon Europe.

L’appello – pubblicato in coincidenza con l’avvio a Bruxelles  delle Giornate europee della ricerca e dell’innovazione – è stato promosso dal GIURI (il gruppo informale degli stakeholder italiani attivi a Bruxelles nel settore della R&I) e sottoscritto al momento da 24 organizzazioni italiane tra università, centri di ricerca, industrie e associazioni del mondo imprenditoriale (dall’APRE al CNR, dall’Enel a Unioncamere).  

«Per l’Italia si tratta di un’occasione da non perdere», affermano i firmatari dell’appello, «il programma quadro europeo fa affluire ogni anno nel nostro paese quasi 700 milioni di euro: circa l’8% del totale della spesa pubblica italiana in R&S. I benefici vanno, tuttavia, molto al di là del solo ritorno economico».

Il documento s’inserisce nel contesto del negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 (il prossimo bilancio di lungo termine dell’UE) attualmente in corso a Bruxelles. Nella proposta pubblicata a maggio 2018, la Commissione europea aveva proposto di dedicare a Horizon Europe un budget di 94.1 miliardi di euro: la cifra – sebbene segnerebbe un aumento del 22% rispetto alla dotazione di Horizon 2020 – viene considerata dagli attori della R&I sottodimensionata rispetto agli obiettivi scientifici e tecnologici e alle sfide economiche e sociali che Horizon Europe è chiamato ad affrontare.

Nonostante il Parlamento europeo abbia suggerito una dotazione finanziaria di 120 miliardi di euro in prezzi costanti (la relazione è di novembre 2019), la decisione finale sull’articolazione del prossimo bilancio europeo spetta agli Stati Membri. Il Quadro Finanziario Pluriennale è approvato infatti dal Consiglio dell’UE all’unanimità (è necessario il consenso di tutti i paesi dell’Unione) dopo il via libera del Parlamento europeo, che si limita ad approvare o respingere “in blocco” il compromesso raggiunto dai paesi membri senza la possibilità di emendarlo.

Testo dell’appello: GIURI_Appello_Bilancio HE

Adesioni: Adesioni Appello HE

Piano strategico e nuovo Model grant agreement: la posizione di apre

Sono stati pubblicati oggi – in coincidenza dell’avvio dei Research & Innovation Days a Bruxelles – due importanti documenti elaborati da APRE nell’ambito del processo di pianificazione strategica di Horizon Europe.

Entrambi i documenti –  utilizzati per rispondere alle diverse consultazioni lanciate dalla Commissione europea negli ultimi mesi – rappresentano un ulteriore contributo di APRE in vista dell’avvio del nuovo programma. 

Towards Horizon Europe – Il documento in vista del Piano Strategico

Il documento di posizionamento “Towards Horizon Europe” rappresenta il contributo di APRE al processo di pianificazione strategica del prossimo programma quadro e alla definizione delle priorità di R&I per gli anni 2021-2024.

Il testo – la cui elaborazione ha coinvolto l’insieme dei Soci APRE – affronta e sviluppa i temi considerati più rilevanti alla luce del dibattito in corso sul nuovo programma, del testo legislativo consolidato e del documento di orientamento recentemente pubblicato dalla Commissione europea. Il testo tiene inoltre conto delle posizioni espresse a più riprese da APRE nella fase di preparazione e di esame legislativo di Horizon Europe.

Testo del documento: APRE_Towards Horizon Europe

APRE analysis of Horizon Europe Implementation Strategy – Verso la definizione del nuovo Model Grant Agreement 

Cos’è l’Implementation Strategy – In parallelo alla pianificazione strategica, la Commissione ha iniziato a progettare l’implementation strategy: l’obiettivo è definire gli aspetti più strettamente gestionali («will set out how the programme will be managed in practice») prima dell’avvio del programma: programmi di lavoro, presentazione e valutazione della proposta, Model Grant Agreement, disseminazione e sfruttamento dei risultati progettuali, raccolta e trattamenti dei dati. L’esecutivo europeo ha pubblicato un documento di orientamento e lanciato una consultazione pubblica (la cui scadenza è stata posticipata al 4 Ottobre). 

APRE analysis of Horizon Europe Implementation Strategy è il documento prodotto da APRE – con il coinvolgimento attivo dei propri Soci – per contribuire al dibattito in corso sulla futura implementazione di Horizon Europe. L’analisi prende spunto dal documento elaborato nei mesi scorsi da EARTO ed è stata integrata aggiungendo valutazioni frutto dell’esperienza di APRE e dei propri soci.

Testo del documento: APREanalysisHEU_MGA

A che punto siamo con Horizon Europe e con la pianificazione strategica? Scoprilo qui!

Verso Horizon Europe – Dove eravamo rimasti

La ripresa delle attività istituzionali dopo la pausa estiva è una buona occasione per fare il punto della situazione sul dossier Horizon Europe: negoziato legislativo, pianificazione strategica e preparazione dei primi programmi di lavoro.

Il negoziato legislativo: prima e seconda fase – In seguito alla proposta della Commissione (giugno 2018) e al termine di un negoziato legislativo serrato, le istituzioni UE – Parlamento e Consiglio, d’intesa con la Commissione – hanno raggiunto e approvato un accordo provvisorio, definendo un testo legislativo «consolidato» del prossimo programma quadro (aprile 2019). L’esito positivo del negoziato permette a tutti noi, a sedici mesi dal lancio ufficiale, di avere un’idea molto precisa su come sarà il Programma europeo di R&I per i sette anni che vanno dal 2021 al 2027. Accordo provvisorio significa però che, sul piano legislativo, all’approvazione formale in Consiglio e Parlamento non è seguita l’adozione finale del testo. Il negoziato dovrà proseguire a partire dal prossimo autunno – protagonisti la nuova Commissione e il nuovo Parlamento – per definire le parti non coperte dall’accordo.

Il testo consolidato – L’accordo («common understanding») sottoscritto da Consiglio e Parlamento ha definito – dicevamo – un testo legislativo «consolidato» del prossimo programma, che comprende: gli obiettivi generali e specifici; la struttura e l’articolazione in pilastri; le denominazioni dei cluster: le aree per missioni e partenariati; le regole di partecipazione e finanziamento, le norme su etica e sicurezza, i criteri di valutazione; la struttura, gli obiettivi e i contenuti dello European Innovation Council; gli aspetti di governance; le linee di attività di R&I per tutti i temi del programma. L’accordo provvisorio non copre invece gli aspetti orizzontali, soggetti alla definizione della programmazione UE 2021-27: il bilancio complessivo del programma e la sua articolazione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali.

La pianificazione strategica – L’esito positivo del negoziato ha consentito alla Commissione di far partire, lo scorso maggio, la pianificazione strategica di Horizon Europe, il processo che – partendo dal testo legislativo «consolidato» – porterà alla definizione del piano strategico e delle priorità di ricerca e innovazione dell’Unione per gli anni dal 2021 al 2024, preparando i contenuti dei programmi di lavoro e dei bandi di finanziamento del primo quadriennio del prossimo programma.

Il piano strategico – Il piano strategico definitivo dovrà identificare quattro elementi principali: le priorità (orientamenti strategici) per il sostegno alla R&I; le missioni; i partenariati europei co-programmati (co-programmed) e co-finanziati (co-funded); le aree per la cooperazione internazionale. Il documento conterrà inoltre delle linee guida su una serie di aspetti più specifici, tra cui: l’equilibrio tra ricerca e innovazione; l’integrazione delle scienze umane e sociali nelle attività del programma; il ruolo delle tecnologie abilitanti (KET); le priorità per la diffusione e lo sfruttamento dei risultati.

Il Comitato di Programma Shadow – La sede principale del «processo» – in cui il piano strategico viene discusso, riscritto, limato e infine validato – è il Comitato di Programma (Configurazione Strategica) in versione “Shadow” (dato che il programma non è ancora formalmente adottato).  L’Italia è stata finora rappresentata in quel comitato da Giuseppe Valditara, capo Dipartimento ‘Formazione Superiore e Ricerca’ al MIUR, e da Nando Minnella, ex responsabile della segreteria tecnica del ministero. Il cambio di governo porterà presumibilmente – nelle prossime settimane – alla nomina di nuovi rappresentanti. 

La consultazione e i prossimi passaggi – A fine giugno la Commissione europea ha pubblicato un documento di orientamento e lanciato la prima consultazione pubblica affinché stakeholder e semplici cittadini possano contribuire alla formulazione delle future priorità dell’UE in materia di ricerca e innovazione (tali priorità, che saranno scolpite nel piano strategico, dovranno però essere formulate in linea con gli orientamenti della nuova Commissione e le linee guida del prossimo ciclo istituzionale: è per questo motivo che la Commissione non ha presentato formalmente la bozza di piano strategico, ma solo il documento che dovrà orientarne i contenuti). La scadenza per la consultazione è fissata all’8 settembre 2019. I contributi raccolti saranno esaminati, presentati e ulteriormente discussi ai R&I days, che si terranno a Bruxelles dal 24 al 26 settembre, e contribuiranno a definire le versioni successive del documento. L’obiettivo della Commissione è ottenere per l’inizio del 2020 – una volta insediatosi il nuovo collegio dei Commissari – tutti gli elementi necessari ad adottare il piano strategico e avviare la preparazione dei primi programmi di lavoro.

Missioni – La pianificazione strategica dovrà svolgersi in stretto coordinamento con il processo di identificazione e definizione delle cinque missioni di R&I e con il processo “parallelo” di revisione dei nuovi partenariati. I contributi e le raccomandazioni per identificare le missioni specifiche di R&I nel piano strategico arriveranno dai 5 Mission Board: uno per ogni possibile «area di missione» identificata nel testo legislativo (cambiamento climatico, cancro, oceani e acque puliti, smart cities, terreni sani e cibo). I board – la cui composizione è stata definita e annunciata a fine luglio – hanno tenuto le prime riunioni a inizio settembre e dovranno produrre i primi risultati entro la fine dell’anno.

Partenariati – La revisione del complesso dei partenariati di R&I è in corso nell’ambito del Comitato di Programma Shadow. La Commissione ha presentato a inizio maggio il pacchetto dei 44 partenariati previsti per Horizon Europe, articolati secondo le tre nuove tipologie: partenariati istituzionalizzati; partenariati co-programmati; partenariati co-finanziati (l’obiettivo è arrivare a definire un pacchetto consolidato in vista della prossima riunione del Comitato di Programma Shadow del 12 settembre). Mentre i partenariati co-programmati e co-finanziati saranno inclusi nel piano strategico, i partenariati istituzionalizzati devono passare per una valutazione d’impatto iniziale (che è stata pubblicata dalla Commissione a fine luglio) e per una consultazione pubblica ad hoc (scadenza: 6 novembre): il passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare la proposta legislativa per «istituire» le nuove iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE.

L’Implementation Strategy – Non finisce qui. In parallelo alla pianificazione strategica, la Commissione ha iniziato a progettare l’implementation strategy: l’obiettivo è definire gli aspetti più strettamente gestionali («will set out how the programme will be managed in practice») prima dell’avvio del programma: programmi di lavoro, presentazione e valutazione della proposta, Model Grant Agreement, disseminazione e sfruttamento dei risultati progettuali, raccolta e trattamenti dei dati. L’esecutivo europeo ha pubblicato un documento di orientamento e lanciato una consultazione pubblica (la cui scadenza è stata posticipata al 4 Ottobre).