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Il Model Grant Agreement di Horizon Europe. La Commissione europea adotta il “Corporate MGA”

Di Irene Creta, NCP Legal and Financial Horizon 2020

In data 12 giugno 2020, attraverso la Decisione C(2020) 3759 final, la Direzione Generale Budget (DG BUDG) della Commissione europea ha adottato il Model Grant Agreement (MGA) di Horizon Europe, che sarà utilizzato a partire dal 2021.

Il nuovo MGA è stato redatto nell’ottica della semplificazione nonché dell’armonizzazione delle regole e dei processi nel contesto europeo. Infatti, il nuovo modello contrattuale troverà applicazione in tutti i programmi europei a gestione diretta (non solo in Horizon Europe) finanziati nell’ambito del Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), prendendo così il nome di “Corporate Model Grant Agreement”, proprio in virtù dell’ampio utilizzo.

Pertanto, a sei mesi dall’avvio del nuovo Programma Quadro, le clausole che regolamenteranno l’implementazione dei progetti sono state definite. Ritroveremo continuità con Horizon 2020 ma anche notevoli cambiamenti, soprattutto con riferimento a specifici temi (es. costo del personale), sui quali torneremo a breve con approfondimenti dedicati. L’approccio adottato dalla Commissione ha consentito di salvaguardare tutto ciò che finora ha funzionato in maniera efficiente, andando però a perfezionare o a rinnovare gli elementi i che invece complicavano o appesantivano il sistema.

Ad ogni modo, trattandosi di un modello “corporate”, gli articoli che ritroviamo nel nuovo MGA non disciplinano tutti le componenti implementative di Horizon Europe, ma esclusivamente gli aspetti finanziari comuni a tutti i programmi nei quali troverà applicazione. Infatti, gli elementi caratterizzanti ciascuno di essi saranno definiti in un documento allegato al Corporate MGA (Annex) e che, per quanto riguarda Horizon Europe, è attualmente in fase di definizione (i principali contenuti saranno IPR; etica; Open Access;…)

Nello specifico il MGA di Horizon Europe sarà strutturato nella seguente maniera:

Corporate MGA (Core part)

Annex (Special rules)

Options at:

  • Programme-level
  • Call-level
  • Grant-level

Programme-specifics rules(for Horizon Europe):

  • IPR
  • Open Aceess
  • Research Integrity
  • Researchers working conditions
  • etc…

Al presente link è possibile consultare il testo del “Corporate MGA” adottato dalla Commissione.

Prossime tappe:

  • La DG RTD sta lavorando alle disposizioni specifiche di Horizon Europe che saranno contenute o nel Corporate MGA (come opzione applicabile al Programma) oppure nell’Annex.
  • Adozione dell’Annotated Corporate Model Grant Agreement

Horizon Europe: i Mission board propongono le missioni specifiche

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.6/2 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE.

La proposta di bilancio per il 2021 – Sulla base del piano di ripresa, la Commissione ha presentato la proposta di bilancio annuale europeo per il 2021: 166,7 miliardi di euro. A questi vanno ad aggiungersi i fondi di Next Generation EU: 211 miliardi in sovvenzioni e circa 133 in prestiti. Ad Horizon Europe l’esecutivo Ue propone di destinare nel 2021 12,3 miliardi dal bilancio comune tradizionale e 5 miliardi dal Recovery Instrument: se confermato, l’ammontare complessivo di 17,3 miliardi rappresenterebbe il più sostanzioso bilancio annuale di sempre per i fondi europei di ricerca e innovazione.

Il negoziato legislativo – Le cose hanno iniziato di nuovo a muoversi sul fronte legislativo: a inizio giugno la Commissione ITRE del Parlamento europeo ha deciso infatti di riprendere i negoziati interistituzionali con il Consiglio sugli aspetti rimasti esclusi dall’accordo di aprile 2019: il bilancio complessivo del programma e la sua articolazione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali. A sei mesi dal lancio ufficiale del nuovo programma, il negoziato è comunque sostanzialmente fermo ai risultati raggiunti ad aprile 2019. Affinché i triloghi possano effettivamente ricominciare occorrerà attendere, da un lato, la chiusura dell’accordo sul Qfp, che determinerà la dotazione finanziaria definitiva del prossimo programma; dall’altro, la definizione della posizione degli Stati Membri (Consiglio UE) sui tre aspetti rimasti fuori dal testo consolidato dello scorso anno (per i quali, invece, il Parlamento europeo aveva già prodotto una propria posizione a novembre 2018).

Le (proposte di) missioni specifiche – I mission board hanno finalmente presentato le proposte di missioni specifiche (i titoli), che scaturiscono dalle 5 «aree di missione» identificate nel testo legislativo (cambiamento climatico, cancro, oceani e acque puliti, smart cities, terreni sani e cibo). Il processo di rifinitura delle missioni prosegue ora sia all’interno del comitato strategico, sia attraverso l’azione di coinvolgimento di cittadini e società civile, che continuerà a prevedere la realizzazione di eventi in diversi format a livello nazionale ed europeo nel corso dell’estate. I board dovranno presentare le proprie raccomandazioni conclusive ai R&I days di settembre prossimo. Sarà infine la Commissione, a fine anno, a tirare le fila del lavoro, annunciando le missioni selezionate da integrare nel piano strategico 2021-24.

I nuovi partenariati – Nel corso dell’ultimo anno e mezzo, la Commissione ha effettuato valutazioni d’impatto che hanno contribuito a identificare il portafoglio dei 49 potenziali partenariati, incluso nella versione attuale del documento di orientamento e articolato secondo le tre nuove tipologie: partenariati istituzionalizzati; partenariati co-programmati; partenariati co-finanziati. Mentre la lista finale dei partenariati co-programmati e co-finanziati è discussa nel Comitato di Programma Shadow e verrà inclusa direttamente nel piano strategico, le 12 proposte di partenariato istituzionalizzato devono invece essere sottoposte a una valutazione d’impatto ad hoc, affinché la Commissione possa adottare le proposte legislative per «istituire» le nuove iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE. Al momento, la gran parte delle proposte dei partenariati previsti sono in fase avanzata di elaborazione. È possibile reperire il materiale dettagliato, inclusa la composizione provvisoria e la scheda contenutistica di ciascun partenariato, sulla nuova pagina dedicata. La novità emersa nelle ultime settimane, annunciata dalla Commissaria Gabriel nel corso dell’ultima audizione al Parlamento europeo, riguarda l’istituzione del nuovo partenariato sulla preparazione alle pandemie e la resilienza della società: potrebbe essere il cinquantesimo.

La Commissione rivede al rialzo il bilancio di Horizon Europe

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.5/2 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE.

ll piano per la ripresa da 1850 miliardi complessivi proposto il 27 maggio dalla Commissione per risollevare l’economia europea dalla crisi pandemica rafforza in maniera significativa la dotazione finanziaria di Horizon Europe, proponendo di assegnare al prossimo programma quadro una dotazione finanziaria di 94,4 miliardi di euro (in prezzi 2018). Nel frattempo, le cose iniziano di nuovo a muoversi sul fronte legislativo: il Parlamento europeo ha deciso infatti di riprendere i negoziati interistituzionali con il Consiglio sugli aspetti rimasti esclusi dall’accordo di un anno fa. 

Horizon Europe nel piano per la ripresa – La nuova proposta della Commissione fissa per Horizon Europe una dotazione finanziaria di 94,4 miliardi di euro in prezzi 2018, dei quali 80,9 provenienti dal tradizionale bilancio comune e 13,5 dal nuovo Recovery Instrument. Presi da soli, gli 80,9 miliardi del Qfp riflettono al centesimo la proposta di compromesso del Presidente del Consiglio europeo Charles Michel dello scorso febbraio e rappresentano un taglio contenuto rispetto al bilancio presentato da Jean Claude Juncker nel maggio 2018 (83,4 miliardi in prezzi 2018, pari a 94,1 miliardi in prezzi correnti). Considerata nel complesso, però – come andrebbe onestamente fatto – la proposta von der Leyen aumenta i fondi dedicati al programma quadro per gli anni 2021-27 del 13% rispetto al piano del suo predecessore e del 16,5% rispetto al compromesso Michel, un incremento significativo e – ad eccezione di InvestEU – unico tra i programmi tradizionali del bilancio. 

Dove andranno i nuovi fondi?Nell’aggiornamento del testo legislativo proposto – pubblicato lo scorso 2 giugno – la Commissione non offre il dettaglio sulla ripartizione interna dei nuovi fondi, ma specifica che essi andranno ad incrementare la dotazione finanziaria dei Cluster 1, 4 e 5 (‘Health’, ‘Digital, Industry and Space’ e ‘Climate, Energy Mobility’) e dello European Innovation Council, consentendo di finanziare attività essenziali di ricerca nel campo della salute, la resilienza e la transizione verde e digitale, e di offrire ulteriori strumenti per sostenere l’innovazione rivoluzionaria. In particolare, i finanziamenti aggiuntivi contribuiranno a rafforzare la preparazione a rispondere in modo efficace e rapido alle emergenze e integreranno i fondi del nuovo EU4Health. Nel settore della salute, il potenziamento del nuovo programma sarà utilizzato per aumentare il supporto al contrasto alle pandemie (estensione degli studi clinici, misure di protezione innovative, virologia, vaccini, trattamenti e diagnostica, nuove politiche di sanità pubblica). 

Il negoziato legislativo – Le cose hanno iniziato di nuovo a muoversi sul fronte legislativo: il 5 giugno la Commissione ITRE del Parlamento europeo ha deciso infatti di riprendere i negoziati interistituzionali con il Consiglio sugli aspetti rimasti esclusi dall’accordo di aprile 2019: il bilancio complessivo del programma e la sua articolazione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali. A sette mesi dal lancio ufficiale del nuovo programma, il negoziato è comunque sostanzialmente fermo ai risultati raggiunti un anno fa. Restiamo in attesa di un avanzamento concreto del dossier in Consiglio: è probabile che i lavori in gruppo consiliare ricerca riprendano e procedano in parallelo rispetto al negoziato sul piano per la ripresa, il cui esito determinerà la dotazione finanziaria definitiva di Horizon Europe.  

Il piano strategico – Negli ultimi tre mesi la Commissione ha iniziato a mettere insieme tutti i pezzi – il testo legislativo consolidato definito ad aprile 2019, gli impatti attesi contenuti nel documento di orientamento, le nuove priorità politiche – per arrivare alla formulazione degli orientamenti chiave di R&I (Key Strategic Orientations) per i primi quattro anni del nuovo programma. La discussione è in corso all’interno del comitato shadow di Horizon Europe: dopo l’illustrazione della prima struttura del documento, avvenuta alla riunione di fine aprile, la Commissione dovrebbe presentare a breve agli Stati membri e al Parlamento europeo una bozza completa di piano strategico, da definire ulteriormente e probabilmente sottoporre a consultazione pubblica nel corso dell’estate. L’obiettivo della Commissione è giungere all’adozione del documento (formalmente un atto di esecuzione – implementing act) in autunno, ma i tempi del via libera finale sono legati, da un lato, all’evoluzione positiva del negoziato legislativo, e dall’altro alla definizione delle missioni di R&I e dei nuovi partenariati, gli altri due elementi portanti del piano strategico.

Horizon Europe a otto mesi dal via

Mancano otto mesi scarsi all’avvio ufficiale di Horizon Europe  e della programmazione europea per gli anni 2021-27.  Esattamente un anno fa le istituzioni UE raggiunsero un accordo parziale sulla struttura e sui contenuti del nuovo programma quadro di R&I: da allora, i progressi sul fronte legislativo sono stati pochi (compice anche l’impasse sul bilancio europe complessivo). È andato avanti nel frattempo, nonostante i rallentamenti dovuti all’emergenza del Covid-19, il processo di pianificazione strategica: la Commissione è ora chiamata a tirare le fila del lavoro dei mesi scorsi e a definire il piano strategico 2021-24. A inizio anno si sono inoltre costituite, e hanno tenuto le prime riunioni, le configurazioni tematiche del comitato di programma Shadow. Pochi giorni fa, la Commissione ha reso pubblica la prima versione dell’Implementation Strategy. 

Il percorso legislativo

A otto mesi dal lancio ufficiale del nuovo programma, il negoziato legislativo è sostanzialmente fermo ai risultati raggiunti un anno fa. Si ricorderà che dall’accordo di aprile 2019 erano rimasti esclusi tre aspetti principali: il bilancio complessivo del programma e la sua articolazione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali. I progressi degni di nota negli ultimi mesi sono stati due: la posizione del Consiglio sul tema delle sinergie con gli altri programmi (gli Stati membri avevano adottato un orientamento generale parziale lo scorso novembre ) e la discussione avviata sulle regole di cooperazione internazionale (un primo scambio di vedute si è tenuto al Consiglio Competitività di fine febbraio).

La nuova proposta sul Quadro finanziario pluriennale 2021-27 – che la Commissione si prepara a presentare a breve nell’ambito della risposta di politica economica europea alla crisi del Covid-19 – non cambierà di molto le carte in tavola, riproponendo a Parlamento e Consiglio una dotazione finanziaria complessiva per Horizon Europe in linea con i 94 miliardi della proposta iniziale. E ovviamente non toccherà una virgola dell’accordo raggiunto ad aprile 2019. Restiamo dunque sempre in attesa di un significativo avanzamento del negoziato e dei passi necessari affinché Consiglio e Parlamento definiscano i tre aspetti esclusi dall’accordo di un anno fa. Nella quiete generale, un stimolo al dibattito è arrivato a fine aprile dall’Advisory Board dell’European Innovation Council, che ha sottolineato l’importanza dell’EIC nella futura ripresa economica europea e la necessità di assegnare al nuovo strumento in Horizon Europe una dotazione finanziaria pari almeno ai 10 miliardi proposti dalla Commissione.

La pianificazione strategica

Sta per entrare nel vivo la fase di definizione vera e propria del piano strategico 2021-24. Come ricorderete, l’azione più significativa che aveva visto impegnata la Commissione negli ultimi mesi del 2019 era stata l’opera di adeguamento del cosiddetto documento di orientamento (propedeutico al piano strategico) ai sei orientamenti politici del nuovo esecutivo von der Leyen. Negli ultimi due mesi la Commissione ha iniziato a mettere insieme tutti i pezzi – il testo legislativo consolidato definito ad aprile 2019, gli impatti attesi contenuti nel documento di orientamento, le priorità del nuovo ciclo istituzionale – per arrivare alla formulazione degli orientamenti chiave di R&I (Key Strategic Orientations) per i primi quattro anni del nuovo programma. La discussione è in corso all’interno del comitato shadow di Horizon Europe: dopo l’illustrazione della prima struttura del documento, avvenuta alla riunione del 23 Aprile, la Commissione dovrebbe presentare entro maggio al Parlamento europeo e agli Stati membri una bozza completa di piano strategico, da sottoporre poi ad una consultazione pubblica nel corso dell’estate.

L’obiettivo della Commissione è giungere all’adozione del documento (formalmente un atto di esecuzione – implementing act) in autunno, ma i tempi del via libera finale sono legati, da un lato, all’evoluzione positiva del negoziato legislativo, e dall’altro alla definizione delle missioni di R&I e dei nuovi partenariati, gli altri due elementi portanti del piano strategico. 

I comitati tematici

Le prime riunioni delle configurazioni tematiche del comitato Shadow erano state calendarizzate per la prima metà di marzo e sono state rinviate a causa dell’emergenza Covid-19 (tranne il comitato tematico salute, che si è tenuto regolarmente il 6 marzo). È slittato di conseguenza, per la maggior parte dei temi, l’avvio ufficiale del processo di definizione dei programmi di lavoro 2021-22 (ma i rallentamenti sono anche dovuti alla riprogrammazione dei lavori nel comitato strategico).

Sicuramente i comitati tematici saranno chiamati a dire la loro anche sul piano strategico: le prossime riunioni in calendario sono quelle del comitato del Cluster 6 del secondo pilastro (12 maggio) e del comitato MSCA (15 maggio): entrambe si terranno in videoconferenza. Ricordiamo che le configurazioni, formalmente sottogruppi del Comitato Shadow, sono tredici: ERC, MSCA, Infrastrutture di Ricerca, i sei cluster del secondo pilastro, EIC, Widening e le due dedicate al programma Euratom (Fissione e Fusione).

A che punto siamo con le missioni di R&I

La riunione del comitato strategico Shadow del 23 aprile è stata un’occasione importante per fare il punto sulle cinque possibili missioni di R&I da lanciare in Horizon Europe. I mission board dovranno presentare entro maggio le proposte di missioni specifiche (i titoli), che scaturiscono dalle 5 «aree di missione» identificate nel testo legislativo (cambiamento climatico, cancro, oceani e acque puliti, smart cities, terreni sani e cibo).

Il processo di rifinitura delle missioni riprenderà a quel punto sia all’interno del comitato strategico, sia attraverso l’azione di coinvolgimento di cittadini e società civile, che continuerà a prevedere la realizzazione di eventi in diversi format a livello nazionale ed europeo. Sarà infine la Commissione, a settembre, a tirare le fila del lavoro: l’imperativo resta quello di identificare le missioni di R&I entro l’anno, un tassello indispensabile per l’adozione del piano strategico 2021-24.

Verso il 50° partenariato?

Il processo di revisione dei partenariati è ormai consolidato: abbiamo il portfolio definitivo delle 49 potenziali partnerships, contenuto nella versione attuale del documento di orientamento e articolato secondo le tre nuove tipologie – partenariati istituzionalizzati; partenariati co-programmati; partenariati co-finanziati. La lista finale dei partenariati co-programmati e co-finanziati verrà inclusa direttamente nel piano strategico, mentre le 12 proposte di partenariato istituzionalizzato devono passare per una valutazione d’impatto, il passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare la proposta legislativa per «istituire» le nuove iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE.

Al momento, le proposte per 30 dei 49 partenariati previsti sono in fase avanzata di elaborazione: la Commissione dovrebbe tirare le fila del lavoro nelle prossime settimane, per essere così pronta a integrare la prima serie di partnerships nei programmi di lavoro 2021-22. La novità emersa nelle ultime settimane, confermata anche dalla Commissaria Gabriel nel corso dell’ultima audizione al Parlamento europeo, riguarda la possibilità di istituire un nuovo partenariato sulla preparazione alle pandemie e la resilienza della società: potrebbe essere il cinquantesimo.

L’Implementation Strategy

Insieme alla pianificazione strategica e alla definizione di missioni e partenariati, avanzano i lavori della Commissione anche sulla strategia di implementazione, il processo che dovrà definire gli aspetti più strettamente gestionali di Horizon Europe, tra cui le regole e i processi per assicurare efficienza durante il ciclo di vita del progetto e gli strumenti affinché il nuovo programma possa raggiungere l’impatto auspicato.

Il 30 aprile è stata pubblicata la prima versione della strategia di implementazione: si tratta, ha precisato la Commissione, di un documento in evoluzione destinato ad essere aggiornato alla luce dei progressi dei prossimi mesi. La strategia mira a perseguire quattro macro-obiettivi: la massimizzazione dell’impatto della R&I europea e di Horizon Europe; una maggiore trasparenza e semplificazione nelle regole e nei processi, anche sulla base dell’esperienza di Horzon 2020; la promozione delle sinergie tra programmi europei attraverso meccanismi d’implementazione adeguati; una maggiore digitalizzazione. 

Sempre nell’ambito della strategia d’implementazione, proseguono dalla scorsa estate i lavori sul nuovo Model Grant Agreement, all’interno del gruppo di esperti costituito dalla Commissione. Nonostante le difficoltà di questo ultimo periodo, la discussione avanza a ritmi serrati e la Commissione dovrebbe definire a fine maggio le disposizioni finanziarie contenute nel Corporate Model Grant Agreement (un modello unico valido per tutti i programmi europei), lasciando pertanto fuori le disposizioni specifiche riguardanti Horizon Europe. 

La strategia di implementazione di HEU: cosa ci attende nel prossimo programma quadro?

Di Irene Creta, NCP Legal and Financial Horizon 2020

In attesa della completa definizione del percorso legislativo del nono Programma Quadro, la Commissione, congiuntamente con gli Stati membri, sta lavorando a ritmi serrati sugli aspetti di implementazione e sugli atti di esecuzione volti a preparare i futuri programmi di lavoro.

Infatti, a distanza di nove mesi dal raggiungimento dell’accordo istituzionale, e quindi dalla definizione del testo consolidato di Horizon Europe (da cui però sono rimasti esclusi tre elementi essenziali: il bilancio complessivo del programma e la sua articolazione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali), iniziano a definirsi alcuni elementi di un altro capitolo importante del nuovo Programma: la strategia di implementazione.

Con il termine “implementation strategy” la Commissione europea intende definire tutti gli aspetti strettamente gestionali relativi a tutto il ciclo di vita del progetto («will set out how the programme will be managed in practice»).
Quindi la determinazione delle regole e dei processi implementativi, nonché di misure di semplificazione, affinché Horizon Europe possa raggiungere gli obiettivi e l’impatto previsti nella maniera più semplice ed efficace possibile. Ulteriormente si andranno ad individuare le modalità attraverso cui le priorità stabilite nel Programma Strategico potranno tradursi all’interno dei programmi di lavoro. In sintesi, trattasi principalmente delle seguenti componenti: elementi trasversali dei programmi di lavoro, presentazione e valutazione della proposta, Model Grant Agreement, disseminazione e sfruttamento dei risultati progettuali, raccolta e trattamenti dei dati, digitalizzazione.

I lavori, avviati dalla Commissione ad inizio 2019, dovrebbero condurre verso i primi risultati concreti nel primo quadrimestre del 2020. Molti soggetti sono stati sinora coinvolti nel dibattito. Innanzitutto, attraverso la fase di co-creazione lanciata la scorsa estate, l’esecutivo europeo ha interagito con gli stakeholders a fronte della pubblicazione del documento di orientamento, ottenendo dei feedback sulla strategia presentata ed ulteriori input. Tutto ciò è stato raccolto all’interno di un report, pubblicato lo scorso novembre, che dovrebbe rappresentare in tale fase un supporto essenziale per la preparazione della strategia di implementazione.

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Verso Horizon Europe: siamo pronti?

di Alessandro Damiani, Presidente APRE

Manca meno di un anno al lancio di Horizon Europe, il nuovo Programma Quadro dell’Unione Europea per la Ricerca e l’Innovazione, per il quale la Commissione ha proposto un budget di 100 Miliardi di Euro per il periodo 2021- 2027. Il negoziato in corso tra Commissione, Parlamento e Paesi Membri deve ancora completare il puzzle: la dotazione finanziaria, la sua articolazione, le priorità delle “missions”, i rapporti con i paesi terzi, sono i principali tasselli mancanti. Ma gli obiettivi, la struttura, i contenuti scientifici e tecnologici e le modalità di implementazione sono ormai in larga misura definiti. Entro poche settimane prenderà forma il “Piano Strategico” con i principali indirizzi per i primi quattro anni; poi, entro l’estate saranno messi a punto i “Programmi di Lavoro” con i dettagli su priorità, risorse e modalità di realizzazione per il biennio 2021-2022; e si prevede che in autunno verranno annunciati i primi bandi di gara.

C’è ancora un po’ di tempo, quindi, ma non molto, per prepararsi a fare in modo che la partecipazione italiana al nuovo programma sia un successo all’altezza delle ambizioni del paese e delle aspettative della sua comunità di R&I. Per contribuire a questo obiettivo l’APRE ha formulato un piano straordinario di attività per il 2020, che tiene conto da un lato delle novità di Horizon Europe e dall’altro delle lezioni che si possono ricavare dall’esperienza e dall’analisi della partecipazione italiana al PQ in corso.

Come affrontare le novità di Horizon Europe

I responsabili della Commissione amano ripetere che il nuovo programma rappresenta “un’evoluzione e non una rivoluzione” rispetto al passato. E indubbiamente sono molti gli elementi di continuità, dal perimetro tematico alle regole di partecipazione. Cionondimeno sarà necessario tener conto in modo particolare degli aspetti di novità e attrezzarsi ad affrontare le sfide che alcuni di essi pongono al nostro sistema di R&I.

In primo piano c’è senza dubbio lo European Innovation Council, dedicato principalmente all’innovazione “dirompente” volta alla creazione di prodotti, processi e modelli di business capaci di generare nuovi mercati; concepito come un mix di grant e di misure di ingegneria finanziaria, eminentemente in funzione delle esigenze delle start-up e delle PMI radicalmente innovative e delle loro prospettive di crescita. Come provano i primi magri risultati dell’azione pilota in corso, l’EIC costituirà una sfida maggiore per il nostro sistema paese, caratterizzato da un gran numero di piccole e medie imprese cosiddette “tradizionali” o focalizzate su processi di innovazione di tipo incrementale. Ma potrà anche rappresentare una nuova significativa opportunità per il numero crescente di aziende fortemente innovative affamate di risorse che le aiutino a svilupparsi e ad affermarsi sul mercato, purché siano pronte ad affrontare una competizione che si preannuncia quanto mai agguerrita.

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Verso Horizon Europe: le Mission. Scopri gli eventi in Italia

Lotta contro il cancro, città a basso impatto ambientale, nuova gestione degli ecosistemi marini e dell’acqua, riduzione dell’impatto antropogenico sul cambiamento climatico e uso sostenibile delle risorse naturali: le cinque Mission in Horizon Europe sono una delle novità simbolo del prossimo Programma Quadro per la ricerca e l’innovazione. Su spinta della Commissione europea e sotto la regia dei rappresentanti dei Mission board si apre in Italia una ricca stagione di eventi di informazione, scambio e discussione.

Al centro la comunità scientifica di riferimento, i suoi stakeholder e i cittadini.  APRE raccoglie qui gli eventi “Mission oriented” organizzati in Italia.

Consulta il Calendario Le Mission in Italia – Eventi (in aggiornamento)

Segnala un evento sul tema Mission da aggiungere al Calendario

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Le nuove Mission europee sono ispirate al programma Apollo che, lanciato dal presidente Kennedy all’inizio degli anni sessanta, fissò (e raggiunse) l’obiettivo di far sbarcare i primi uomini sulla luna entro la fine del decennio. Del piano spaziale statunitense, le Mission europee condividono audacia e ambizione negli obiettivi, guidate dalla volontà di risolvere problemi rilevanti per la vita quotidiana delle persone.

La lotta contro il cancro, città a basso impatto ambientale, una nuova gestione degli ecosistemi marini e dell’acqua, la riduzione dell’impatto antropogenico sul cambiamento climatico e l’uso sostenibile delle risorse naturali sono le sfide attraverso le quali avvicinare la società alla ricerca europea, mettendone in evidenza la rilevanza e gli impatti. La concettualizzazione delle Mission, nata dagli spunti dell’interim report  “LAB – FAB – APP” e dallo studio della prof.ssa Mazzucato, prevede che siano concepite attraverso un processo che, facilitato dalla Commissione, coinvolga i cittadini, la comunità scientifica, industriale, il Parlamento europeo e gli Stati membri.

La forte attesa da parte della comunità europea su questo nuovo approccio rende opportuno affrontare questioni quali la definizione degli obiettivi specifici delle singole Missioni e i meccanismi attraverso i quali queste saranno organizzate e governate. Questa fase, ancora lontana dall’essere conclusa, è parte del cosiddetto strategic planning del programma Horizon Europe.

Con la definizione dei Mission board per ogni singola area, si è entrati ora nella fase di progettazione e implementazione, con lo scopo di chiarire il funzionamento e gli obiettivi specifici puntando sul coinvolgimento degli stakeholder e dei cittadini.  L’ampia partecipazione del pubblico è la chiave non solo in fase di definizione, ma anche nella realizzazione di ciascuna delle Mission: per essere rilevanti e fare la differenza devono infatti essere condivise dai cittadini e riconosciute come sfide comuni.

A questo fine la Commissione europea ha stimolato i rappresentanti dei Mission board invitandoli a promuovere occasioni di informazione, scambio e discussione con la comunità scientifica di riferimento, gli stakeholder e i cittadini. Mettendo al centro il concetto di Mission, questi eventi devono stimolare meccanismi di partecipazione aperta e co-creazione, attraverso format inclusivi di confronto e coinvolgimento.

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APRE, nel suo ruolo di promotore della ricerca e dell’innovazione europea, raccoglie in questo spazio gli eventi “Mission oriented” in calendario nel nostro Paese.

Su twitter: #EUmissions #missionITALIA

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Stai organizzando o sei a conoscenza di un evento sul tema delle Mission in Horizon Europe?

 

Segnala qui il tuo evento sul tema Mission, la redazione APRE lo aggiungerà al Calendario Mission in Italia – Eventi 

Consulta il Calendario Mission in Italia – Eventi (in aggiornamento)

 

Horizon Europe: il punto a inizio anno

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.13 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE.

Manca meno di un anno all’avvio ufficiale del nuovo programma (e dell’intera programmazione 2021-27): passi avanti significati nel percorso legislativo rispetto alla primavera scorsa – quando le istituzioni UE raggiunsero un accordo parziale su gran parte di Horizon Europe – non sono stati fatti (motivo principale: lo stallo delle trattative tra gli Stati Membri sul bilancio complessivo dell’UE per i prossimi sette anni). Prosegue nel frattempo il processo di pianificazione strategica: si stanno costituendo – e inizieranno presto a riunirsi – le configurazioni tematiche del comitato di programma. 

Il Quadro Finanziario Pluriennale, ci siamo? – Febbraio può essere il mese decisivo per sbloccare il negoziato sul prossimo bilancio europeo 2021-27. La proposta della presidenza finlandese – presentata in chiusura di semestre, a dicembre scorso – aveva scontentato praticamente tutti gli attori in campo, dai paesi favorevoli a un bilancio ridotto (la Germania e i nordici) ai sostenitori di un bilancio più ambizioso (Commissione e Parlamento in testa), dagli stati fautori del finanziamento di nuove priorità politiche (digitale, difesa, sicurezza) ai paesi beneficiari della politica di coesione. Il pallino del negoziato è passato direttamente nelle mani del presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, che ha convocato per il 20 febbraio un Consiglio europeo straordinario con l’obiettivo di sciogliere al più alto livello politico i nodi ancora irrisolti. Michel ha fatto chiaramente intendere che «qualsiasi rinvio» dell’accordo sul prossimo bilancio europeo «creerebbe seri problemi pratici e politici e metterebbe a repentaglio la prosecuzione dei programmi attuali e il lancio dei programmi futuri».

Il punto sul negoziato legislativo – L’unico progresso degno di nota sul fronte legislativo è la posizione del Consiglio sul tema delle sinergie con gli altri programmi settoriali: come ricorderete, gli Stati Membri hanno adottato un orientamento generale parziale al Consiglio Competitività di novembre scorso (il nodo irrisolto in tema sinergie rimane però l’allineamento dei negoziati sui regolamenti dei diversi programmi di finanziamento). La ragione principale del rallentamento del processo di approvazione legislativa del programma resta chiaramente l’impasse sul Quadro Finanziario Pluriennale: vedremo cosa accadrà a febbraio e se una soluzione politica alla questione del bilancio riuscirà a sbloccare il negoziato su Horizon Europe. Le norme sull’associazione dei paesi terzi – il terzo aspetto rimasto fuori dall’accordo di aprile scorso (insieme a bilancio e sinergie) – dovrebbero essere discusse in Consiglio a partire dalle prossime settimane, ora che – come abbiamo visto – è stata completata la prima fase di Brexit. Se però l’UE – come appare probabile – legherà ogni tipo di decisione sulla partecipazione del Regno Unito ai programmi di finanziamento 2021-27 al negoziato sulla relazione futura, allora è possibile che proprio le norme sulla cooperazione internazionale diverranno il nodo principale sulla strada che porta all’adozione di Horizon Europe e dei prossimi programmi. Continua la lettura di Horizon Europe: il punto a inizio anno

Verso il Piano strategico: nuovo documento e seconda consultazione

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.10 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE. 

Procede a piccoli passi la seconda fase del negoziato legislativo. Nel frattempo, la Commissione ha pubblicato la seconda versione del documento di orientamento in vista del piano strategico e lanciato una nuova consultazione. 

Passi avanti in Consiglio sul negoziato legislativo – L’accordo istituzionale raggiunto lo scorso aprile e la definizione di un testo consolidato hanno chiuso la prima fase del negoziato legislativo di Horizon Europe. Dall’accordo pre-elettorale, si ricorderà, erano rimasti però esclusi tre aspetti principali: il bilancio complessivo del programma e la sua articolazione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali. Su quest’ultimo punto sono stati fatti discreti passi avanti ad ottobre in gruppo consiliare Ricerca. La ripresa delle negoziazioni sul bilancio e sulle regole di cooperazione internazionale, invece, è subordinata rispettivamente alla definizione del Quadro Finanziario Pluriennale 2021-27 e alla risoluzione della questione Brexit. Sull’uscita del Regno Unito dall’UE, come ampiamente noto, non c’è aria di novità definitive nelle prossime settimane (l’Unione ha approvato un nuovo rinvio – flessibile – di Brexit al 31 gennaio).

A che punto siamo con il QFP 2021-27 – Ancora in alto mare: come previsto, il Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre è stata più che altro l’occasione per prendere atto delle differenti priorità degli Stati Membri (sul bilancio pluriennale è il Consiglio a giocare il ruolo da protagonista, dato che il regolamento che istituisce il QFP è approvato all’unanimità dagli Stati Membri dopo il via libera del Parlamento europeo). Dopo uno scambio di opinioni sulle principali questioni legate al QFP (livello complessivo del bilancio, volumi dei principali settori strategici, finanziamento, condizionalità e incentivi), i leader hanno confermato la richiesta alla presidenza finlandese di presentare uno schema di negoziato completo di cifre prima del Consiglio europeo del prossimo dicembre.

Il piano strategico: nuovo documento di orientamento e seconda consultazione – Sono state quasi 7000 le risposte alla prima consultazione sul documento di orientamento strategico (scaduta lo scorso 4 ottobre) e più di 3800 i partecipanti alle “attività di co-design” che si sono svolte ai R&I Days di fine settembre: la Commissione ha presentato i primi risultati e prodotto un’analisi dettagliata dei riscontri ricevuti. Il documento di orientamento è stato integrato tenendo conto non solo degli input di diversa natura ricevuti dagli stakeholder, ma anche delle linee guida politiche presentate dalla presidente Von der Leyen lo scorso luglio. La nuova versione del documento è ora oggetto di un’ulteriore consultazione – scadenza: 17 novembre – ristretta, almeno formalmente, a organizzazioni-ombrello di tipo transnazionale. L’obiettivo della Commissione resta quello di ottenere per l’inizio del 2020 – una volta insediatosi il nuovo collegio dei Commissari – tutti gli elementi necessari ad adottare il piano strategico e le future priorità dell’UE in materia di ricerca e innovazione e avviare così la preparazione dei primi programmi di lavoro.

Missioni – Innanzitutto, un’importante novità sulla composizione dei board: Walter Ricciardi, già presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, è stato nominato presidente del mission board sul cancro, in seguito alle dimissioni di Harald zur Hausen. Come noto, i 5 board dovranno produrre entro i primi mesi del 2020 contributi e raccomandazioni per identificare le missioni specifiche di R&I nel piano strategico, partendo dalle 5 «aree di missione» identificate nel testo legislativo (cambiamento climatico, cancro, oceani e acque puliti, smart cities, terreni sani e cibo). Si complica o si arricchisce – a seconda dei punti di vista – la governance: ogni board sarà supportato da un sotto-gruppo ad hoc del Comitato di Programma Shadow (che garantirà il coinvolgimento pieno degli Stati Membri nella definizione delle missioni) e coadiuvato da un’assemblea di 30 membri (decisione dalla Commissione finalizzato ad ampliare la platea degli esperti per far fronte alle oltre 2000 candidature ricevute per i mission board).

Partenariati – La revisione del complesso dei partenariati è in corso nell’ambito del Comitato di Programma. Il pacchetto dei 44 partenariati presentato dalla Commissione a maggio e articolato secondo le tre nuove tipologie – partenariati istituzionalizzati; partenariati co-programmati; partenariati co-finanziati – è pressoché confermato (Il Comitato è ora impegnato a valutare l’aggiunta di tre nuovi partenariati e a discutere possibili ulteriori aree prioritarie non coperte dalle partnerships inizialmente proposte). Mentre la lista finale dei partenariati co-programmati e co-finanziati verrà inclusa direttamente nel piano strategico, i 12 partenariati istituzionalizzati devono passare per una valutazione d’impatto iniziale e per una relativa consultazione pubblica (scaduta il 6 novembre): il passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare la proposta legislativa per «istituire» le nuove iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE.

L’Implementation Strategy – Oltre 1500 sono state le risposte alla consultazione pubblica sull’implementation strategy (la Commissione dovrebbe pubblicare a giorni una dettagliata analisi dei risultati). L’obiettivo dell’esecutivo europeo è definire – in parallelo alla pianificazione strategica e alla formulazione delle future priorità di R&I – gli aspetti più strettamente gestionali («will set out how the programme will be managed in practice») prima dell’avvio del programma: programmi di lavoro, presentazione e valutazione della proposta, Model Grant Agreement, disseminazione e sfruttamento dei risultati progettuali, raccolta e trattamenti dei dati.

“Più soldi per horizon europe” APRE tra i promotori dell’appello

«Più investimenti in Ricerca e Innovazione nel prossimo bilancio UE» è l’appello rivolto al governo italiano da parte degli attori nazionali della R&I per richiedere un aumento significativo della dotazione finanziaria di Horizon Europe.

L’appello – pubblicato in coincidenza con l’avvio a Bruxelles  delle Giornate europee della ricerca e dell’innovazione – è stato promosso dal GIURI (il gruppo informale degli stakeholder italiani attivi a Bruxelles nel settore della R&I) e sottoscritto al momento da 24 organizzazioni italiane tra università, centri di ricerca, industrie e associazioni del mondo imprenditoriale (dall’APRE al CNR, dall’Enel a Unioncamere).  

«Per l’Italia si tratta di un’occasione da non perdere», affermano i firmatari dell’appello, «il programma quadro europeo fa affluire ogni anno nel nostro paese quasi 700 milioni di euro: circa l’8% del totale della spesa pubblica italiana in R&S. I benefici vanno, tuttavia, molto al di là del solo ritorno economico».

Il documento s’inserisce nel contesto del negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 (il prossimo bilancio di lungo termine dell’UE) attualmente in corso a Bruxelles. Nella proposta pubblicata a maggio 2018, la Commissione europea aveva proposto di dedicare a Horizon Europe un budget di 94.1 miliardi di euro: la cifra – sebbene segnerebbe un aumento del 22% rispetto alla dotazione di Horizon 2020 – viene considerata dagli attori della R&I sottodimensionata rispetto agli obiettivi scientifici e tecnologici e alle sfide economiche e sociali che Horizon Europe è chiamato ad affrontare.

Nonostante il Parlamento europeo abbia suggerito una dotazione finanziaria di 120 miliardi di euro in prezzi costanti (la relazione è di novembre 2019), la decisione finale sull’articolazione del prossimo bilancio europeo spetta agli Stati Membri. Il Quadro Finanziario Pluriennale è approvato infatti dal Consiglio dell’UE all’unanimità (è necessario il consenso di tutti i paesi dell’Unione) dopo il via libera del Parlamento europeo, che si limita ad approvare o respingere “in blocco” il compromesso raggiunto dai paesi membri senza la possibilità di emendarlo.

Testo dell’appello: GIURI_Appello_Bilancio HE

Adesioni: Adesioni Appello HE