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Il nuovo EIT – passi avanti su missioni e Partenariati

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.7 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE. 

A luglio sono stati fatti piccoli passi avanti sulla pianificazione strategica di Horizon Europe, il processo che porterà alla definizione del piano strategico e delle priorità di ricerca e innovazione dell’Unione per gli anni dal 2021 al 2024. È stata annunciata la composizione dei board per le missioni e definito il quadro dei nuovi partenariati istituzionalizzati. Nel frattempo, la Commissione ha presentato le proposte per aggiornare la base giuridica dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) e la nuova agenda strategica dell’EIT in vista di Horizon Europe.

Il nuovo EIT 2021-27 – La Commissione ha presentato l’11 luglio scorso le proposte per rivedere il regolamento dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) – un organo indipendente dell’Unione istituito nel 2008 con l’obiettivo di rafforzare la capacità di innovazione dell’UE – e la nuova agenda strategica dell’EIT in vista dell’avvio di Horizon Europe. Le proposte intendono allineare l’EIT con il nuovo programma per il periodo 2021-2027: come noto, la Commissione aveva previsto per l’EIT – nell’ambito dell’articolazione interna del bilancio di Horizon Europe – una dotazione finanziaria di 3 miliardi di euro, in aumento di 600 milioni (+25%) rispetto all’agenda strategica 2014-2020. La nuova agenda strategica è articolata attorno a tre obiettivi principali: aumentare l’impatto a livello regionale delle comunità della conoscenza e dell’innovazione (KIC); potenziare la capacità di innovazione dell’istruzione superiore. E – soprattutto – avviare due nuove KIC: la prima sarà incentrata sulle industrie culturali e creative e dovrebbe partire nel 2022, mentre il settore della seconda KIC sarà deciso in una fase successiva (questa KIC dovrebbe essere avviata nel 2025). Sia il regolamento EIT rivisto sia la nuova agenda strategica 2021-2027 passano ora al Parlamento europeo e al Consiglio per essere negoziati ed adottati.

Il Piano Strategico – A fine giugno la Commissione europea ha lanciato la prima consultazione pubblica che contribuirà a definire il piano strategico: l’obiettivo, sulla carta, è raccogliere contributi da chiunque – stakeholder o singoli cittadini – sia interessato alla formulazione delle future priorità dell’UE in materia di ricerca e innovazione, da definirsi in linea con gli orientamenti della nuova Commissione e le linee guida del prossimo ciclo istituzionale. La scadenza per la consultazione è fissata all’8 settembre 2019. I contributi raccolti saranno esaminati, presentati e ulteriormente discussi ai R&I days, che si terranno a Bruxelles dal 24 al 26 settembre, e contribuiranno a definire le versioni successive del documento. L’obiettivo della Commissione è ottenere per l’inizio del 2020 – una volta insediatosi il nuovo collegio dei Commissari – tutti gli elementi necessari ad adottare il piano strategico e avviare la preparazione dei programmi di lavoro di Horizon Europe.

Missioni – È stata definita la composizione dei cinque board che si occuperanno di elaborare i contributi e le raccomandazioni per identificare le missioni specifiche di R&I nel piano strategico di Horizon Europe. Avevamo già dato conto dei presidenti: Connie Hedegaard, ex commissario europeo, presiedierà il board per la missione sul cambiamento climatico. Harald zur Hausen, premio Nobel per la medicina, sarà presidente per la missione su “Cancro”; e Pascal Lamy, già direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO), per la missione su “Oceani puliti”. La professoressa Hanna Gronkiewicz-Waltz, ex sindaco di Varsavia, andrà invece a presiedere il board per la missione “Smart Cities”, mentre Cees Veerman, ex ministro olandese dell’agricoltura, quello per la missione “Terreni sani e cibo”. Qui c’è invece la lista di tutti i membri. Tra gli italiani, troviamo Walter Ricciardi (Università Cattolica) nel board “Cancro”; Maria Cristina Pedicchio (presidente di OGS Trieste e del Comitato Tecnico-Scientifico di APRE) nel board “Oceani”; Anna Lisa Boni (Eurocities) nel board Smart Cities; Catia Bastioli (amministratore delegato di Novamont e presidente di Terna) nel board “Terreni sani e cibo”.

Partenariati – La revisione del complesso dei partenariati di R&I è in corso nell’ambito del Comitato di Programma Shadow: protagonisti la Commissione e le delegazione degli Stati Membri. L’esecutivo europeo ha presentato a inizio maggio il pacchetto dei 44 partenariati previsti per Horizon Europe, articolati secondo le tre nuove tipologie: partenariati istituzionalizzati (le iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE, come Eurostars e Clean Sky); partenariati co-programmati (i partenariati pubblico-privato contrattuali, come Factories of the Future); partenariati co-finanziati (i vecchi ERA-NET). L’obiettivo è arrivare a definire un pacchetto consolidato in vista della prossima riunione del Comitato di Programma Shadow (12 settembre). Nel frattempo, la Commissione ha pubblicato le valutazioni d’impatto iniziale e lanciato altrettante consultazioni (scadenza: 27 agosto!) in vista della costituzione dei nuovi partenariati istituzionalizzati. Undici sono quelli identificati al momento: EU-Africa Global Health Partnership, Innovative Health, Metrology, Clean Aviation, Integrated Air Traffic Management, Circular bio-based Europe, Clean Hydrogen, Innovative SMEs, Key Digital Technologies, Smart Networks and Services, High Performance Computing. Il processo di definizione dei partenariati istituzionalizzati dovrebbe prevedere in autunno una più ampia consultazione pubblica, passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare poi la proposta legislativa per «istituire» le nuove iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE.

L’Implementation Strategy – In parallelo alla pianificazione strategica, la Commissione ha iniziato a progettare l’implementation strategy di Horizon Europe: l’obiettivo è definire gli aspetti più strettamente gestionali («will set out how the programme will be managed in practice») prima dell’avvio del programma: programmi di lavoro, presentazione e valutazione della proposta, Model Grant Agreement, disseminazione e sfruttamento dei risultati, raccolta e trattamenti dei dati. L’esecutivo europeo ha pubblicato un documento di orientamento e lanciato una piccola consultazione pubblica (scadenza: 15 Settembre). Anche in questo caso, i primi risultati verranno presentati ed analizzati durante i R&I Days.

Pianificazione Strategica – Lanciata la prima consultazione pubblica

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.6 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE. 

A giugno è entrata nel vivo la pianificazione strategica: il processo che – partendo dal testo legislativo «consolidato» di Horizon Europe – porterà alla definizione del piano strategico e delle priorità di ricerca e innovazione dell’Unione per gli anni dal 2021 al 2024, preparando i contenuti dei programmi di lavoro e dei bandi di finanziamento del primo quadriennio del prossimo programma. A fine giugno è stata lanciata una prima consultazione pubblica in vista del Piano Strategico, mentre il 4 luglio la Commissione ha annunciato i nomi dei presidenti dei board per le Missioni. 

La consultazione pubblica in vista del Piano Strategico

La terza riunione (27-28 giugno) del Comitato di Programma Shadow – la sede in cui il piano strategico verrà discusso, limato e infine approvato – è stata dedicata soprattutto al tema dei partenariati (l’Italia – ricordiamo – è rappresentata nel comitato da Giuseppe Valditara, capo Dipartimento ‘Formazione Superiore e Ricerca’ al MIUR, e da Nando Minnella, responsabile della segreteria tecnica del ministero). La Commissione europea ha invece lanciato venerdì 28 la prima consultazione pubblica che contribuirà a definire il piano strategico. L’obiettivo, dice la Commissione, è raccogliere contributi da chiunque – stakeholder o singoli cittadini – sia interessato alla formulazione delle future priorità dell’UE in materia di ricerca e innovazione.

Tali priorità, che saranno scolpite nel piano strategico di Horizon Europe, dovranno però essere formulate in linea con gli orientamenti della nuova Commissione e le linee guida del prossimo ciclo istituzionale: è per questo motivo che la consultazione formalmente non presenta la bozza di piano strategico, ma il documento che dovrà orientarne i contenuti. La scadenza per la consultazione è fissata all’8 settembre 2019. I contributi raccolti saranno esaminati, presentati e ulteriormente discussi ai R&I days, che si terranno a Bruxelles dal 24 al 26 settembre, e contribuiranno a definire le versioni successive del documento. L’obiettivo della Commissione è ottenere per l’inizio del 2020 – una volta insediato il nuovo collegio dei Commissari – tutti gli elementi necessari ad adottare il piano strategico e avviare la preparazione dei programmi di lavoro di Horizon Europe.

Partenariati – I commenti degli Stati Membri

La revisione del complesso dei partenariati di R&I è in corso nell’ambito del Comitato di Programma Shadow: protagonisti la Commissione e le delegazione degli Stati Membri. L’Esecutivo europeo ha presentato a inizio maggio il pacchetto dei 44 partenariati previsti per Horizon Europe, articolati secondo le tre nuove tipologie: partenariati istituzionalizzati (le iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE, come Eurostars e Shift2Rail); partenariati co-programmati (i partenariati pubblico-privato contrattuali, come Factories of the Future); partenariati co-finanziati (i vecchi ERA-NET). Il pacchetto è stato oggetto di una consultazione scritta nell’ambito del Comitato Shadow.

La Commissione ha sintetizzato in un report i commenti forniti dagli Stati Membri: le delegazioni hanno proposto – tra le altre cose – di aggiungere 25 partenariati ai 44 già previsti, ma l’intenzione del governo europeo è di limitare al massimo a 5 le nuove aggiunte. Le negoziazioni proseguiranno nel corso dell’estate (nelle prossime settimane la Commissione si confronterà con i singoli consorzi in formazione per discutere individualmente le singole partnerships), con l’obiettivo di arrivare a definire un pacchetto consolidato in vista della prossima riunione del Comitato Shadow (12 settembre). Mentre i partenariati co-programmati e co-finanziati saranno alla fine inclusi nel piano strategico, i partenariati istituzionalizzati dovranno passare per una valutazione d’impatto iniziale e una relativa consultazione pubblica ad hoc (che dovrebbe essere lanciata a giorni): il passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare poi la proposta legislativa per «istituire» le nuove iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE.

Tutto sul processo di revisione sui partenariati, sul sito del progetto ERA-Learn

Missioni – I presidenti dei board

Sono stati annunciati il 4 luglio, in occasione del Consiglio Competitività informale di Helsinki, i presidenti dei cinque board per le missioni. Connie Hedegaard, ex commissario europeo, presedierà il board per la missione sul cambiamento climatico. Il professor Harald zur Hausen, premio Nobel per la medicina, sarà presidente per la missione su “Cancro”; e Pascal Lamy, già direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO), per la missione su “Oceani e acque puliti”. La professoressa Hanna Gronkiewicz-Waltz, ex sindaco di Varsavia, andrà invece a presiedere il board per la missione “Smart Cities”, mentre  Cees Veerman, ex ministro olandese dell’agricoltura, quello per la missione “Terreni sani e cibo”.

I Mission board si occuperanno di elaborare i contributi e le raccomandazioni per identificare le missioni specifiche di R&I nel piano strategico di Horizon Europe. Saranno composti da un massimo di quindici membri l’uno: entro l’estate la Commissione dovrebbe completare la selezione dei board, affinché i gruppi possano insediarsi e iniziare a lavorare a partire da settembre.

Cosa farà APRE?

Come preannunciato durante la Conferenza Annuale 2019, APRE avvierà un percorso comune con i propri Soci allo scopo di esercitare un ruolo pro-attivo rispetto alla formulazione della pianificazione strategica e alla preparazione dei programmi di lavoro di Horizon Europe. Il primo importante passaggio è l’elaborazione di un documento di posizionamento sul piano strategico, che APRE utilizzerà – tra le altre cose – per rispondere alla consultazione pubblica. Per maggiori informazioni: Mattia Ceracchi – ceracchi@apre.it. 

GIURI Annual Event 2019 | Horizon Europe – The Way Forward

11 July 2019 | 10.30
Emilia-Romagna EU Delegation | Rue Montoyer 21, Brussels

Agenda – GIURIAnnual2019_AgendaNew
Registrations – RSVP

Following the EU political agreement on Horizon Europe – the Research and Innovation Framework Programme 2021-27 – a window of challenges and opportunities opens up to R&I actors, to develop a new strategic vision. 

The focus of the GIURI, together with the entire Brussels-based R&I community, is now shifting towards the strategic planning, the priority-setting co-designed process that will «translate» the legislative texts into R&I key orientations, while preparing the contents of Horizon Europe Work Programmes and the related calls for proposals. 

Starting from the main agreed upon legislative elements of Horizon Europe, the 2019 GIURI Annual Event will offer a setting for illustrating and debating on how the European Commission is going to co-design the next Programme through the strategic planning: defining the EU’s Research and Innovation 2021 to 2024 priorities and launching Missions and new R&I partnerships, in line with the agenda of the next European Commission.

The event will address the most relevant European R&I stakeholders that are engaged in the process of outlining and co-designing the new Horizon Europe, heading towards the R&I Days in September.

The GIURI is the informal group representing the Italian Research and Innovation community in Brussels, the platform bringing together more than 60 EU Liaison Offices of the Italian R&I stakeholders (universities, research centers, industries, trade associations, financial intermediaries, regions and local bodies). While promoting knowledge exchange, joint actions and cooperation between its members, the platform acts as an informal interface between the R&I Italian community and the EU institutions. Since 2017 APRE – Agency for the Promotion of European Research has coordinated the GIURI.

Hosted and sponsored by Regione Emilia-Romagna and ART-ER

 

APRE Roundtable on “EIC, Missions and Clusters” – executive Report

Three of the most-debated issues among the EU Research & Innovation community will become a reality as Horizon Europe is launched: cross-disciplinary and cross-sectoral Clusters, resulting from the integration of societal challenges and industrial technologies; the R&I Missions, that will define ambitious and R&I-relevant targets to finally stimulate the interest of European citizens around research and innovation; and the European Innovation Council, the expected “one stop shop” for supporting all forms of innovation under the Framework Programme.

On the 13th June 2019, APRE – Italian Agency for the Promotion of European Research organised – in the context of initiatives “Towards Horizon Europe” – the RoundTable EIC, Clusters and Missions: A Threefold Perspective to Empower Innovation. The aim of the roundtable was to raise awareness and facilitate an exchange of views about those three key novelties in Horizon Europe, while highlighting possible suggestions for their definition, governance and implementation. The event gathered more than 40 participants among European institutions representatives and stakeholders from academia, research and industrial organisations.

TAKEAWAYS

The following takeaways emerged from the roundtable.

  • Horizon Europe Pillar II Global Challenges and Industrial Competitiveness and the six cross-disciplinary and cross-sectoral clusters will strengthen the impact-driven approach of the Programme, and will specifically support applied research, i.e. «research with a purpose». In view of the Work Programme and calls preparation, the European Commission could explore the possibility to set the targeted impact and then come to the definitions of activities, resources and conditions that are needed to achieve it (this may be a significant difference from Horizon 2020, where the expected impact usually follows the description of activities and the expected EU contribution).

  • United Nations’ Sustainable Development Goals are expected to provide an overall policy framework for Horizon Europe. The strategic plan – the outcome of a priority-setting co-designed process focusing on Pillar II, i.e. the strategic planning – will inter alia draw up R&I key orientations for the first four years of the Programme (2021-24) and will be finalised only when the priorities of the next European Commission are established (i.e. not earlier than the end of 2019). The consultation document to prepare the strategic plan, to be published soon, will be mainly centred on the impact that stakeholders and the general public expect from R&I investments, with the first phase of consultation lasting from 8 to 10 weeks and be opened till the beginning of September.

Read the other takeaways and download the full report here: ExReport_13June

Horizon Europe – I primi passi della pianificazione strategica

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.5 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE.  APREbrussels racconta e spiega, una volta al mese, le cose che accadono nella capitale dell’UE nel mondo R&I, parlando al tempo stesso delle cose che APRE fa a Bruxelles.

A inizio maggio è iniziata la pianificazione strategica: il processo che, partendo dal testo legislativo «consolidato» di Horizon Europe, porterà alla definizione del «piano strategico» e preparerà i contenuti dei programmi di lavoro tematici.

Il piano strategico – Il Comitato di Programma Shadow – la sede in cui il piano strategico verrà discusso, limato e infine approvato – si è riunito due volte a Maggio: la Commissione ha illustrato alle delegazioni degli Stati Membri come intende procedere nei prossimi mesi e presentato i primi orientamenti del piano strategico. Nelle intenzioni dell’esecutivo europeo, il documento sarà un costante work-in-progress. La prima versione verrà sottoposta a una consultazione aperta a partire da metà giugno: le reazioni degli stakeholder saranno quindi esaminate, presentate e ulteriormente discusse ai R&I days di settembre e contribuiranno a definire le versioni successive del documento. L’obiettivo della Commissione è ottenere per l’inizio del 2020 tutti gli elementi necessari per far limare e approvare il piano strategico dal Comitato di Shadow e avviare così la preparazione dei programmi di lavoro di Horizon Europe.

Cosa succede con i partenariati – In parallelo, sempre nell’ambito del Comitato di Programma, è partito il processo di revisione e razionalizzazione dei partenariati di R&I. La Commissione ha presentato nella prima riunione una panoramica di 44 partenariati previsti per Horizon Europe, articolati secondo le tre nuove tipologie: partenariati istituzionalizzati (le iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE, come Eurostars e Shift2Rail); partenariati co-programmati (i partenariati pubblico-privato contrattuali, come Factories of the Future); partenariati co-finanziati (i vecchi ERA-NET). Il portafoglio dei 44 partenariati previsti è stato oggetto di una prima consultazione scritta nell’ambito del Comitato Shadow (ERALearn ha raccolto tutto il materiale qui): dai commenti forniti dalle delegazioni degli Stati Membri dipenderanno i prossimi passi della Commissione. Le proposte per i partenariati co-programmati e co-finanziati saranno parte della consultazione sul piano strategico, mentre i partenariati istituzionalizzati verranno sottoposti a una consultazione ad hoc (che sarà probabilmente lanciata a metà giugno), passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare la proposta legislativa per «istituirli».

Cars, 6G and health: A closer look at possible R&D partnerships in Horizon Europe | Science-Business

La call per i Mission board – I contributi e le raccomandazioni per identificare le missioni specifiche di R&I nel piano strategico arriveranno dai Mission board. I board saranno in tutto cinque – uno per ogni possibile «area di missione» identificata nel testo legislativo di Horizon Europe (cambiamento climatico, cancro, oceani e acque puliti, smart cities, terreni sani e cibo) – e saranno composti da un massimo di quindici membri l’uno: il bando per selezionarne i componenti è stato pubblicato a Maggio e chiuderà l’11 Giugno. Entro l’estate la selezione dei board dovrebbe essere completata, affinché i gruppi possano insediarsi e iniziare a lavorare a partire da settembre.

Horizon Europe – Pubblicata la call per selezionare i Mission Board

Aggiornamento – Il termine per la presentazione delle candidature è prorogato al 16 giugno. 

La Commissione europea ha pubblicato ieri il bando per la presentazione delle candidature per selezionare i componenti dei board per le Missioni.

I board – la cui istituzione rappresenta un passaggio fondamentale del processo di pianificazione strategica di Horizon Europe – avranno il compito di fornire alla Commissione consigli e raccomandazioni sull’identificazione e sull’implementazione delle Missioni di R&I in Horizon Europe. 

I board saranno in tutto cinque, uno per ogni possibile «area di missione» identificata nel testo legislativo di Horizon Europe:

  • Adapting to climate change, including societal transformation;
  • Cancer;
  • Healthy oceans, seas, coastal and inland waters;
  • Climate-neutral and smart cities;
  • Soil health and food

Primo compito dei board sarà quello di identificare – di concerto con le parti interessate e la società civile – una o più missioni specifiche per ciascuna delle cinque aree menzionate, contribuendo a definirne obiettivi, indicatori e tempistiche.

I board dovranno essere composti da un massimo di 15 membri, esperti indipendenti di alto livello in grado di apportare competenze strategiche in un ampio spettro di discipline, con profili provenienti da settori diversi: dall’industria al mondo accademico, dalla ricerca ai decisori politici.  

Il bando è disponibile online a questo link. Il termine per la presentazione delle candidature è l’11 giugno 2019.

Cosa sono le missioni?

Le missioni sono una delle novità simbolo di Horizon Europe. Concepite sul modello del programma Apollo – il piano spaziale lanciato dal presidente Kennedy all’inizio degli anni sessanta, che fissò (e raggiunse) l’obiettivo di far sbarcare i primi uomini sulla luna entro la fine del decennio –, le missioni europee di ricerca e innovazione dovranno caratterizzarsi per avere obiettivi ugualmente audaci e ambiziosi e mirare alla risoluzione di problematiche rilevanti per la vita quotidiana della cittadinanza, contribuendo così ad alimentare l’interesse del cittadino comune attorno alla ricerca europea.

Cinque anni di R&I in Europa – Parlano gli europarlamentari italiani

Gli ultimi due anni della legislatura europea che si è appena chiusa hanno segnato – sul piano della definizione delle priorità e del percorso legislativo – una fase di passaggio tra la programmazione pluriennale in corso (2014-2020) e la prossima (2021-2027); e – in tema R&I – tra il programma quadro attuale e il suo successore. L’analisi e la valutazione di Horizon 2020, la definizione di Horizon Europe e dei programmi futuri, la preparazione del prossimo bilancio UE: sono tra i dossier più importanti dell’ottava legislatura in materia di ricerca e innovazione. A meno di un mese dalle elezioni che rinnoveranno il Parlamento europeo, APRE ha chiesto agli eurodeputati italiani più attenti ai temi R&I di tracciare un bilancio di questi cinque anni, di riflettere sullo stato di salute del sistema italiano di R&I, di indicare prospettive e priorità per la prossima legislatura, che si aprirà ufficialmente a inizio luglio con la prima seduta plenaria del nuovo Parlamento.

Riaffermare la centralità degli investimenti europei in ricerca e innovazione e la necessità di un quadro coordinato di politiche UE a sostegno della R&I è la premessa di ogni ragionamento sul tema. «Personalmente ho sempre pensato che investire in R&I significhi investire in un futuro migliore: per l’Unione Europea non è un’opzione tra tante, ma un imperativo categorico», ci dice Aldo Patriciello, eurodeputato uscente di Forza Italia in Commissione ITRE e candidato nella circoscrizione Sud alle prossime elezioni. «Il ruolo accordato alla ricerca e all’innovazione – continua Patriciello – deve continuare a plasmare il futuro del nostro continente: le sfide da affrontare in un mondo sempre più globalizzato sono tante e gli investimenti in R&I sono la bussola per orientare la nostra azione politica». «Università, centri di ricerca, micro, piccole e medie imprese, enti della pubblica amministrazione possono sviluppare le proprie potenzialità e contribuire al benessere dei cittadini solo se adeguatamente supportate da investimenti ad-hoc», concorda Rosa D’Amato, coordinatrice del gruppo EFDD in Commissione Affari Regionali e candidata nella circoscrizione Sud per il Movimento 5 Stelle, «il quadro normativo europeo deve essere tale da favorire e agevolare tali realtà, anziché tarpare loro le ali con oneri amministrativi e burocratici».  

Horizon 2020 – Il Parlamento europeo è sicuramente un osservatorio privilegiato per valutare l’andamento del programma quadro. A partire dal ruolo che possono svolgere gli stessi eurodeputati per supportare la partecipazione italiana al programma. «In questa legislatura ho collaborato costantemente con gli attori italiani della ricerca e innovazione per promuoverne la visibilità a livello europeo e la partecipazione ai programmi di finanziamento dell’UE», sottolinea Patrizia Toia, capo-delegazione uscente del Partito Democratico e candidata nella circoscrizione Nord-Ovest per la lista PD – Siamo Europei. A poco più di un anno dalla chiusura, la valutazione su Horizon 2020 non può che essere nel complesso positiva «Il programma attuale – dice D’Amato, che ha svolto il ruolo di relatrice ombra sul dossier Horizon Europe – è stato senz’altro utile per sostenere e incentivare le eccellenze scientifiche, la competitività industriale e fornire alcune risposte alle problematiche sociali. Certo, se guardiamo al tasso di successo dell’Italia, si può e si deve fare ancora di più».

La partecipazione italiana – Se il giudizio sul programma quadro è positivo, la riflessione sul livello di partecipazione (e di successo) degli operatori italiani e sulle azioni da intraprendere per migliorarlo è invece più articolata. «L’Italia ha un grande potenziale – afferma David Borrelli, europarlamentare uscente e ora candidato nella circoscrizione Nord-Est per la lista Più Europa – Italia in Comune – e lo dimostrano con chiarezza i dati sulla partecipazione allo Strumento PMI. Ma questi strumenti da soli non bastano: sono degli acceleratori, ma perché si possa accelerare un processo, bisogna prima averlo messo in moto. Questo compito tocca in primo luogo al Governo italiano: attraverso l’aumento della spesa nazionale in ricerca e sviluppo e rafforzando il sostegno alle imprese che intendono partecipare ai bandi europei». «Non mancano certo i ricercatori eccellenti – aggiunge Toia – a dispetto di una strutturale carenza del Sistema-Paese, che non dedica sufficiente attenzione e risorse alla ricerca. La percentuale di successo dell’Italia (al di sotto della media europea) è anche il risultato di una presenza e di una organizzazione ancora in corso di consolidamento a Bruxelles e di capacità di euro-progettazione da migliorare. La situazione è comunque in evoluzione e sono numerosi i soggetti, tra le quali molte università pubbliche, che stanno investendo in questo senso».

Verso Horizon Europe – Horizon Europe è stato sicuramente il dossier R&I più pesante dell’ultima fase della legislatura. L’accordo istituzionale raggiunto lo scorso marzo permette di tracciare un primo bilancio dell’esito del negoziato legislativo. «Come sistema italiano della R&I, direi che possiamo ritenerci soddisfatti – sostiene Patrizia Toia, che ha seguito da vicino il percorso legislativo del dossier come Vice Presidente della Commissione ITRE. Innanzitutto per il recupero di aspetti importanti dello Strumento PMI e l’assegnazione alle Piccole e Medie Imprese di almeno il 70% del bilancio dell’EIC. In mancanza di uno strumento a disposizione a livello nazionale, era fondamentale assicurare la reintroduzione di una linea di finanziamento dedicata alle PMI innovative». «Ancora più importante – rimarca Borrelli, che ha svolto il ruolo di relatore ombra per la relazione di valutazione di Horizon 2020 – è stata l’affermazione di un giusto equilibrio tra innovazione incrementale e innovazione dirompente, fondamentale per il nostro sistema imprenditoriale». Come sappiamo, l’esame del dossier Horizon Europe non è ancora terminato: dall’accordo sono rimasti infatti esclusi gli aspetti orizzontali, soggetti all’approvazione della programmazione UE 2021-27: bilancio, norme sull’associazione dei paesi terzi, sinergie con gli altri programmi. Elementi fondamentali del nuovo programma, che spetterà al nuovo Parlamento contribuire a definire, insieme al Consiglio e alla nuova Commissione.

Le nuove priorità – Non solo: il Parlamento che s’insedierà a luglio potrà dire la sua indirizzi della prossima Commissione. Quali dovranno essere le priorità della nuova Commissione in materia di ricerca e innovazione? Attrezzarsi per fronteggiare la sfida ambientale, innanzitutto: «considero molto positivamente l’assegnazione di una parte consistente dei fondi europei per la ricerca agli obiettivi climatici – afferma Toia, richiamando la decisione di dedicare a obiettivi climatici il 35% del bilancio di Horizon Europe – Si tratta della più grande sfida che abbiamo di fronte come europei e come cittadini del mondo. La ricerca e l’innovazione possono dare un contributo fondamentale». «Negli ultimi anni l’Unione europea ha fatto passi da gigante nel promuovere l’innovazione attraverso tecnologie come la robotica, la fotonica e le biotecnologie – aggiunge Patriciello – Resta tuttavia un problema di fondo, e cioè che le nostre imprese spendono meno per l’innovazione rispetto ai loro concorrenti. Penso che l’obiettivo principale sia quello di rafforzare le nostre capacità d’innovazione per poter migliorare lo stile di vita europeo. Dobbiamo dunque creare un ambiente più “fertile” da questo punto di vista, a cominciare dalle PMI, le start-up innovative. Puntare ad un’innovazione basata sulla tecnologia di precisione, la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale, l’economia circolare».

«Fare sistema» – Tutelare gli interessi italiani in Europa facendo squadra, «fare sistema a Bruxelles»: sono frasi che sentiamo ripetere spesso. La comunità italiana della ricerca e dell’innovazione si è data da fare in questi anni: il GIURI – la piattaforma informale degli stakeholder italiani R&I a Bruxelles, che APRE coordina dal 2016 – ha ormai sette anni e ha intensificato negli ultimi mesi le proprie attività di rappresentanza e difesa degli interessi nazionali. «Iniziative come quella del GIURI – dice Borrelli – sono senz’altro preziose per sostenere efficacemente il lavoro dei deputati italiani nel rappresentare una visione europea e una prospettiva nazionale. In futuro, occorrerà un maggior raccordo con i rappresentanti del nostro governo». A livello istituzionale, quali sono invece le azioni da intraprendere per consolidare una strategia italiana unitaria a livello europeo nel settore della R&I? «Credo prima di tutto che sia essenziale una presenza costante e significativamente attiva ai tavoli europei, se vogliamo davvero migliorare la qualità della nostra “filiera istituzionale” – ribadisce Patriciello – Resto fermamente convinto che il modo migliore di tutelare gli interessi italiani sia quello di avere una visione a 360 gradi di ciò che accade a Bruxelles. Non bisogna però appiattirsi sull’inerzia di ciò che è stato. Possiamo e dobbiamo innovare, a cominciare dall’istituzione di una governance per il coordinamento della partecipazione italiana al processo di programmazione europea».

Il capitale umano – Il punto di forza del sistema italiano della ricerca e dell’innovazione resta la capacità, la professionalità e l’eccellenza del suo capitale umano. «Nel contesto globale – afferma D’Amato – i ricercatori e gli innovatori hanno le chiavi del futuro benessere delle persone. Ma la conoscenza e il know how, per quanto importanti, da soli non bastano: devono poter operare in un contesto normativo europeo che permetta loro di esprimere tutto il potenziale». «I nostri ricercatori – aggiunge Patriciello – conoscono bene l’importanza di guardare lontano: in un mondo che cambia in maniera così repentina, il consiglio che mi sento di dare loro è quello di porsi obiettivi programmatici di lungo periodo, di non smettere di osare, di sperimentare, di provare a cambiare l’inerzia della quotidianità». «Oggi più che mai – conferma Toia – per le donne e gli uomini di scienza andare in un altro Paese europeo a fare ricerca non è né un tradimento della Patria né la resa a una condizione di emigrazione. Ai ricercatori e agli innovatori italiani direi di continuare a perseguire le proprie ricerche sfruttando al massimo le opportunità di fondi e di mobilità all’interno dell’Unione europea, mantenendo al tempo stesso i legami con l’università e il sistema Paese italiano».

Horizon Europe: la pianificazione strategica

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.4 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE. APREbrussels racconta e spiega, una volta al mese, le cose che accadono nella capitale dell’UE nel mondo R&I, parlando al tempo stesso delle cose che APRE fa a Bruxelles e del perché le fa da qui. 

L’approvazione dell’accordo in Parlamento e Consiglio e la definizione di un testo legislativo «consolidato» è quanto attendeva la Commissione europea per far partire la pianificazione strategica («Strategic Planning») di Horizon Europe, il processo che dai testi legislativi porterà alla definizione dei programmi di lavoro e dei primi bandi di finanziamento del prossimo programma. S’inizia adesso.

Cos’è il piano strategico? – Partiamo dalla fine: il risultato della pianificazione strategica sarà il documento che chiamiamo – appunto – «piano strategico»: il documento (formalmente un atto di esecuzione – implementing act – adottato dalla Commissione) preparerà i contenuti dei programmi di lavoro tematici e coprirà un periodo massimo di quattro anni: il primo piano strategico si concentrerà pertanto sugli anni dal 2021 al 2024, ma verrà presumibilmente aggiornato nel corso del quadriennio. 

Come si fa il piano strategico? – La Commissione – dice il testo legislativo – dovrà garantire una partecipazione tempestiva e intensa degli Stati Membri nella pianificazione strategica attraverso la comitologia: la sede principale del «processo» – in cui il piano strategico verrà discusso, riscritto, limato e infine approvato – sarà dunque il Comitato di Programma di Horizon Europe (Configurazione Strategica) in versione “Shadow” (dato che il programma non è ancora formalmente adottato). Il processo dovrà inoltre coinvolgere il Parlamento europeo e soprattutto prevedere lo svolgimento di una consultazione, che nelle intenzioni della Commissione dovrebbe essere prima aperta a tutti e poi ristretta agli stakeholder del settore. Non solo: la pianificazione strategica dovrà svolgersi in stretto coordinamento con il processo di identificazione e definizione delle cinque missioni di R&I (recependo i contributi che arriveranno dai cinque mission board) e con il processo “parallelo” di selezione dei nuovi partenariati. 

Cosa ci sarà nel piano strategico, alla fine? – Quattro elementi principali, innanzitutto: le priorità (orientamenti strategici) per il sostegno alla R&I; l’identificazione delle missioni; l’identificazione dei partenariati europei co-programmati (co-programmed) e co-finanziati (co-funded); le aree per la cooperazione internazionale. Il documento conterrà delle linee guida su una serie di aspetti più specifici, tra cui: l’equilibrio tra ricerca e innovazione; l’integrazione delle scienze umane e sociali nelle attività del programma; il ruolo delle tecnologie abilitanti (KET); le priorità per la diffusione e lo sfruttamento dei risultati. Il piano strategico dovrà infine tenere in considerazione un’analisi su diversi aspetti «politici» più generali, tra i quali: il contributo della ricerca e dell’innovazione alla realizzazione degli obiettivi politici dell’UE; la descrizione di possibili metodologie per il coinvolgimento degli stakeholder e della società civile nella definizione dei programmi di lavoro; le sinergie con gli altri programmi di finanziamento dell’UE; le complementarità con la pianificazione delle KIC dell’Istituto di Innovazione e Tecnologia (EIT). 

I tempi – S’inizia subito, dicevamo. Il 2 e 3 Maggio c’è la prima riunione del Comitato Shadow: la Commissione presenterà presumibilmente una prima bozza di piano strategico e una panoramica iniziale sui nuovi partenariati. Il resto del calendario è da prendere con le molle: noi contiamo di saperne di più (e di aggiornarvi) dopo la prima riunione del Comitato. La consultazione dovrebbe sostanzialmente svolgersi in due fasi: la prima fase, quella aperta tutti, sarà lanciata tra giugno e luglio; la seconda, quella ristretta, riservata a stakeholder selezionati (per lo più di tipo transnazionale) avverrà probabilmente tra ottobre e novembre. I mission board, che s’insedierebbero a settembre, dovranno lavorare parecchio e in fretta per fornire i primi contributi sulle missioni entro la fine dell’anno. Stessa cosa dovrà fare un comitato “transitorio” che si occuperà della revisione dei partenariati. L’obiettivo della Commissione è ottenere – per fine anno, o al massimo per l’inizio del 2020 – tutti gli elementi necessari per far limare e approvare dal Comitato Shadow il piano strategico e avviare così la preparazione dei programmi di lavoro di Horizon Europe. 

R&I Days – In tutto questo ci saranno pure i Research and Innovation Days, a Bruxelles dal 24 al 26 Settembre. Da quest’anno, infatti, la Commissione ha deciso di dedicare un evento annuale alla R&I europea, riunendo rappresentanti del mondo accademico, della ricerca, dell’industria e della finanza. Tra irelatori troveremo ministri, commissari europei, eurodeputati, ricercatori e innovatori da tutto il mondo. Quest’anno i R&I days saranno ovviamente dedicati a Horizon Europe, e alla pianificazione strategica in particolare: un’occasione – più che altro – per rendere visibile il processo di coinvolgimento degli stakeholder nella definizione del nuovo programma. Non c’è ancora un programma dettagliato, ma trovate qui le prime informazioni sull’evento: è possibile iscriversi per ricevere aggiornamenti. 

Horizon Europe: I Testi dell’accordo (aprile 2019)

Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì 17 Aprile in sessione plenaria – l’ultima della legislatura europea 2014-2019 – l’accordo provvisorio su Horizon Europe, raggiunto dalle istituzioni UE nel trilogo informale del 19 marzo scorso. L’accordo è stato approvato a larga maggioranza: 578 voti a favore, 40 contrari e 41 astensioni per il Regolamento – Programma Quadro; 590 favorevoli, 42 contrari e 25 astenuti per la Decisione – Programma Specifico. È questo l’ultimo dei passaggi ufficiali di conferma dell’esito dei negoziati istituzionali: l’accordo era stato approvato il 2 Aprile dalla Commissione ITRE del Parlamento europeo ed aveva avuto il via libera del Consiglio il 27 marzo (Regolamento – Programma Quadro) e il 15 Aprile (Decisione – Programma Specifico).

L’esito positivo del negoziato consente alle istituzioni UE di raggiungere l’obiettivo previsto all’inizio del percorso: chiudere un accordo politico su gran parte del testo del prossimo programma prima della fine della legislatura in corso; e – soprattutto – permette a tutti noi, a più di venti mesi dal lancio ufficiale, di avere un’idea molto precisa su come sarà il Programma europeo di R&I per i sette anni che vanno dal 2021 al 2027. 

Cosa c’è e cosa non c’è nell’accordo – L’accordo approvato da Consiglio e Parlamento definisce un testo legislativo «consolidato» del prossimo programma, che comprende: gli obiettivi generali e specifici; la struttura e l’articolazione in pilastri; le denominazioni dei cluster: le aree per missioni e partenariati; le regole di partecipazione e finanziamento, le norme su etica e sicurezza, i criteri di valutazione; la struttura, gli obiettivi e i contenuti dello European Innovation Council; gli aspetti di governance; le linee di attività di R&I per tutti i temi del programma. Dall’accordo provvisorio restano invece fuori gli aspetti orizzontali, soggetti all’accordo generale sulla programmazione UE 2021-27: il bilancio complessivo del programma e la sua articolazione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali. 

Che succede ora: la pianificazione strategica – Accordo provvisorio significa che, sul piano legislativo, all’approvazione formale in Consiglio e Parlamento non seguirà l’adozione finale del testo. Il negoziato proseguirà nei primi mesi della prossima legislatura – protagonisti la nuova Commissione e il nuovo Parlamento – per definire le parti non coperte dall’accordo. La definizione di un testo legislativo «consolidato» è però quanto attendeva la Commissione europea per far partire la pianificazione strategica di Horizon Europe, il processo che dai testi legislativi porterà alla definizione dei Programmi di lavoro e dei primi bandi di finanziamento del prossimo programma.

I testi – I passaggi istituzionali di conferma dell’accordo ci consentono di «ufficializzare» i testi «consolidati» del prossimo programma: ve li riportiamo nella versiona votata dal Consiglio. Trovate qui il testo del Programma Quadro: la parte di testo evidenziate in verde costituisce il testo approvato e «consolidato», quella non evidenziata è – al contrario – ciò che resta fuori dall’accordo e che sarà discussa nella prossima fase dei negoziati. Qui invece il testo del Programma Specifico: in questo caso a non rientrare nell’accordo sono le porzioni di testo tra parentesi quadre: tutto il resto costituisce il testo «consolidato».

il punto su Horizon Europe (Aprile 2019)

Questo articolo è una sintesi della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.3 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE. APREbrussels racconta e spiega, una volta al mese, le cose che accadono nella capitale dell’UE nel mondo R&I (nelle istituzioni e non solo), parlando al tempo stesso delle cose che APRE fa a Bruxelles e del perché le fa da qui. 

Aggiornamento (15 Aprile) – Il Consiglio ha approvato lunedì 15 Aprile il Partial General Approach sul Programma Specifico di Horizon Europe. Ecco il testo.

Horizon Europe – L’accordo 

Abbiamo l’accordo. Dopo dieci mesi di esame legislativo del dossier, decine di riunioni in gruppo consiliare ricerca e di incontri tecnici in Parlamento europeo, tre mesi di intenso negoziato e sei triloghi informali; Commissione, Parlamento e Consiglio hanno chiuso nella notte del 19 marzo l’accordo provvisorio (provisional agreement) su Horizon Europe. L’esito positivo del negoziato consente alle istituzioni UE di raggiungere l’obiettivo previsto all’inizio del percorso: chiudere un accordo politico su gran parte del testo del prossimo programma prima della fine della legislatura in corso e delle elezioni europee di maggio; e – soprattutto – permette a tutti noi, a più di venti mesi dal lancio ufficiale, di avere un’idea molto precisa su come sarà il Programma europeo di R&I per i sette anni che vanno dal 2021 al 2027. 

Cosa c’è nell’accordo (e cosa non c’è) – L’accordo definisce un testo legislativo «consolidato» del prossimo programma, che comprende, tra le altre cose: gli obiettivi generali e specifici, la struttura e l’articolazione in pilastri, le denominazioni dei cluster, le possibili aree per missioni e partenariati e i criteri per individuarli e definirli, le regole di partecipazione e finanziamento, le norme su etica e sicurezza, i criteri di valutazione; la struttura, gli obiettivi e i contenuti dello European Innovation Council. Dall’accordo provvisorio restano invece fuori gli aspetti orizzontali, soggetti all’accordo generale sulla programmazione UE 2021-27: il bilancio complessivo del programma e la sua ripartizione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali. 

Che succede ora – L’accordo è stato confermato il 27 marzo dal Consiglio (in sede di Coreper: il Comitato dei rappresentanti permanenti che riunisce gli ambasciatori presso l’UE dei 28 stati membri) e il 2 Aprile dalla Commissione ITRE del Parlamento europeo. Il 17 avverrà il passaggio finale nella sessione plenaria dell’Europarlamento, l’ultima di questa legislatura. La definizione di un testo legislativo «consolidato» è quanto attendeva la Commissione europea per far partire la pianificazione strategica di Horizon Europe, il processo che dai testi legislativi porterà alla definizione dei Programmi di lavoro e dei primi bandi di finanziamento del prossimo programma. Accordo provvisorio significa che, sul piano legislativo, all’approvazione formale in Consiglio e Parlamento non seguirà l’adozione finale del testo. Il negoziato proseguirà nei primi mesi della prossima legislatura – protagonisti la nuova Commissione e il nuovo Parlamento – per definire le parti non coperte dall’accordo. 

Il testo dell’accordo – Il passaggio in Coreper era ovviamente atteso, ma ci permette di avere accesso al testo di compromesso: eccolo. La parte di testo evidenziate in verde riflette l’accordo raggiunto e costituisce il testo «consolidato». La parte non evidenziata è – al contrario – ciò che resta fuori dall’accordo ed è riportata qui nella versione della proposta originaria della Commissione. 

Programma quadro e programma specifico – Sebbene Consiglio e Parlamento abbiano negoziato in questi tre mesi solamente i contenuti del programma quadro, l’accordo del 19 marzo chiude in sostanza l’intero pacchetto, definendo nel dettaglio le linee di attività di ricerca e innovazione (il contenuto – appunto – del programma specifico). Il voto del 2 Aprile in Commissione ITRE ha confermato l’accordo raggiunto su tutto il pacchetto, mentre il Consiglio (Coreper del 27 marzo) ha approvato formalmente solo il testo consolidato del programma quadro: un passaggio sul programma specifico è atteso a breve.

Horizon Europe – I contenuti dell’accordo 

L’accordo conferma l’impianto generale della proposta della Commissione, a partire dalla struttura a tre pilastri e dalle due novità simbolo del programma: lo European Innovation Council e le missioni di R&I. Le modifiche non mancano: diamo qui una prima rassegna di quelle più visibili e significative.

La struttura, i nomi dei pilastri e dei cluster – L’accordo conferma la struttura a tre pilastri proposta dalla Commissione, ma ne modifica le denominazioni. I tre pilastri di Horizon Europe saranno: ‘Excellent Science’, ‘Global Challenges and European Industrial Competitiveness’ e ‘Innovative Europe’. I cluster del secondo pilastro passano invece da cinque a sei, con lo sdoppiamento di ‘Inclusive and Secure Society‘ in ‘Culture, creativity and inclusive society‘ e ‘Civil Security for Society’ – mentre viene confermata l’unitarietà del cluster ‘Climate, Energy and Mobility’. Due cluster subiscono infine modifiche nei nomi: il terzo cluster sarà ‘Digital, Industry and Space‘, il quinto ‘Food, Bioeconomy, Natural Resources, Agriculture and Environment‘. 

Lo European Innovation Council – Il più importante cambiamento ‘strutturale’ introdotto dalla Commissione in Horizon Europe non cambia l’impostazione di fondo, ma subisce modifiche significative. L’accordo prevede innanzitutto che almeno il 70% della dotazione finanziaria dell’EIC venga destinata alle PMI (start-up incluse). Viene attenuato l’accento marcato sul sostegno all’innovazione rivoluzionaria a scapito di innovazione di tipologie diverse (i.e. innovazione incrementale) e sono recuperati (all’interno dello European Innovation Council Accelerator) elementi dello Strumento PMI di Horizon 2020. Il testo prevede – ad esempio – che una quota di bilancio equivalente alla dotazione finanziaria dello Strumento PMI venga erogata solo tramite sovvenzioni (grant-only support). 

Le missioni – L’accordo introduce nel testo legislativo – nel nuovo allegato Va al regolamento sul programma quadro – cinque possibili aree per le missioni: Adapting to climate change, including societal transformation; Cancer; Healthy oceans, seas, coastal and inland waters; Climate-neutral and smart cities; Soil health and food. Il nuovo testo amplia poi i criteri per la selezione delle missioni e prevede di assegnare alle stesse un massimo del 10% del bilancio del secondo pilastro per i primi tre anni del programma. 

I nuovi partenariati – Anche in questo caso, le novità più importanti rispetto alla proposta della Commissione riguardano la definizione delle aree tematiche e la dotazione finanziaria. Il testo dell’accordo fissa (sempre nell’allegato Va) otto possibili aree per i partenariati istituzionalizzati, da cui verranno fuori le nuove Joint Undertakings – i partenariati tra UE e industria istituiti sulla base dell’articolo 187 del TFEU – e le nuove Public-Public Parternships – i partenariati tra UE e stati membri basati sull’articolo 185. Viene poi fissato per il complesso dei partenariati un tetto di bilancio (il 49.9% del secondo pilastro): si stabilisce infatti che più della metà della dotazione finanziaria del secondo pilastro vada assegnata a strumenti diversi dai partenariati. 

La pianificazione strategica – L’accordo ribadisce l’importanza del processo di pianificazione strategica, che coinvolgerà direttamente gli Stati Membri (Comitato di Programma Shadow), terrà conto dell’opinione del Parlamento europeo e includerà una consultazione obbligatoria degli stakeholder. Il piano strategico di R&I, che verrà adottato al termine del processo, delineerà nel dettaglio – per un massimo di quattro anni – le priorità dell’Unione in tema di ricerca e innovazione, fornendo le linee guida politiche ai programmi di lavoro di Horizon Europe. Il documento identificherà sia le missioni di R&I sia i nuovi partenariati “co-programmati” (co-programmed) e co-finanziati (co-funded).