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“Più soldi per horizon europe” APRE tra i promotori dell’appello

«Più investimenti in Ricerca e Innovazione nel prossimo bilancio UE» è l’appello rivolto al governo italiano da parte degli attori nazionali della R&I per richiedere un aumento significativo della dotazione finanziaria di Horizon Europe.

L’appello – pubblicato in coincidenza con l’avvio a Bruxelles  delle Giornate europee della ricerca e dell’innovazione – è stato promosso dal GIURI (il gruppo informale degli stakeholder italiani attivi a Bruxelles nel settore della R&I) e sottoscritto al momento da 24 organizzazioni italiane tra università, centri di ricerca, industrie e associazioni del mondo imprenditoriale (dall’APRE al CNR, dall’Enel a Unioncamere).  

«Per l’Italia si tratta di un’occasione da non perdere», affermano i firmatari dell’appello, «il programma quadro europeo fa affluire ogni anno nel nostro paese quasi 700 milioni di euro: circa l’8% del totale della spesa pubblica italiana in R&S. I benefici vanno, tuttavia, molto al di là del solo ritorno economico».

Il documento s’inserisce nel contesto del negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 (il prossimo bilancio di lungo termine dell’UE) attualmente in corso a Bruxelles. Nella proposta pubblicata a maggio 2018, la Commissione europea aveva proposto di dedicare a Horizon Europe un budget di 94.1 miliardi di euro: la cifra – sebbene segnerebbe un aumento del 22% rispetto alla dotazione di Horizon 2020 – viene considerata dagli attori della R&I sottodimensionata rispetto agli obiettivi scientifici e tecnologici e alle sfide economiche e sociali che Horizon Europe è chiamato ad affrontare.

Nonostante il Parlamento europeo abbia suggerito una dotazione finanziaria di 120 miliardi di euro in prezzi costanti (la relazione è di novembre 2019), la decisione finale sull’articolazione del prossimo bilancio europeo spetta agli Stati Membri. Il Quadro Finanziario Pluriennale è approvato infatti dal Consiglio dell’UE all’unanimità (è necessario il consenso di tutti i paesi dell’Unione) dopo il via libera del Parlamento europeo, che si limita ad approvare o respingere “in blocco” il compromesso raggiunto dai paesi membri senza la possibilità di emendarlo.

Testo dell’appello: GIURI_Appello_Bilancio HE

Adesioni: Adesioni Appello HE

Piano strategico e nuovo Model grant agreement: la posizione di apre

Sono stati pubblicati oggi – in coincidenza dell’avvio dei Research & Innovation Days a Bruxelles – due importanti documenti elaborati da APRE nell’ambito del processo di pianificazione strategica di Horizon Europe.

Entrambi i documenti –  utilizzati per rispondere alle diverse consultazioni lanciate dalla Commissione europea negli ultimi mesi – rappresentano un ulteriore contributo di APRE in vista dell’avvio del nuovo programma. 

Towards Horizon Europe – Il documento in vista del Piano Strategico

Il documento di posizionamento “Towards Horizon Europe” rappresenta il contributo di APRE al processo di pianificazione strategica del prossimo programma quadro e alla definizione delle priorità di R&I per gli anni 2021-2024.

Il testo – la cui elaborazione ha coinvolto l’insieme dei Soci APRE – affronta e sviluppa i temi considerati più rilevanti alla luce del dibattito in corso sul nuovo programma, del testo legislativo consolidato e del documento di orientamento recentemente pubblicato dalla Commissione europea. Il testo tiene inoltre conto delle posizioni espresse a più riprese da APRE nella fase di preparazione e di esame legislativo di Horizon Europe.

Testo del documento: APRE_Towards Horizon Europe

APRE analysis of Horizon Europe Implementation Strategy – Verso la definizione del nuovo Model Grant Agreement 

Cos’è l’Implementation Strategy – In parallelo alla pianificazione strategica, la Commissione ha iniziato a progettare l’implementation strategy: l’obiettivo è definire gli aspetti più strettamente gestionali («will set out how the programme will be managed in practice») prima dell’avvio del programma: programmi di lavoro, presentazione e valutazione della proposta, Model Grant Agreement, disseminazione e sfruttamento dei risultati progettuali, raccolta e trattamenti dei dati. L’esecutivo europeo ha pubblicato un documento di orientamento e lanciato una consultazione pubblica (la cui scadenza è stata posticipata al 4 Ottobre). 

APRE analysis of Horizon Europe Implementation Strategy è il documento prodotto da APRE – con il coinvolgimento attivo dei propri Soci – per contribuire al dibattito in corso sulla futura implementazione di Horizon Europe. L’analisi prende spunto dal documento elaborato nei mesi scorsi da EARTO ed è stata integrata aggiungendo valutazioni frutto dell’esperienza di APRE e dei propri soci.

Testo del documento: APREanalysisHEU_MGA

A che punto siamo con Horizon Europe e con la pianificazione strategica? Scoprilo qui!

Verso Horizon Europe – Dove eravamo rimasti

La ripresa delle attività istituzionali dopo la pausa estiva è una buona occasione per fare il punto della situazione sul dossier Horizon Europe: negoziato legislativo, pianificazione strategica e preparazione dei primi programmi di lavoro.

Il negoziato legislativo: prima e seconda fase – In seguito alla proposta della Commissione (giugno 2018) e al termine di un negoziato legislativo serrato, le istituzioni UE – Parlamento e Consiglio, d’intesa con la Commissione – hanno raggiunto e approvato un accordo provvisorio, definendo un testo legislativo «consolidato» del prossimo programma quadro (aprile 2019). L’esito positivo del negoziato permette a tutti noi, a sedici mesi dal lancio ufficiale, di avere un’idea molto precisa su come sarà il Programma europeo di R&I per i sette anni che vanno dal 2021 al 2027. Accordo provvisorio significa però che, sul piano legislativo, all’approvazione formale in Consiglio e Parlamento non è seguita l’adozione finale del testo. Il negoziato dovrà proseguire a partire dal prossimo autunno – protagonisti la nuova Commissione e il nuovo Parlamento – per definire le parti non coperte dall’accordo.

Il testo consolidato – L’accordo («common understanding») sottoscritto da Consiglio e Parlamento ha definito – dicevamo – un testo legislativo «consolidato» del prossimo programma, che comprende: gli obiettivi generali e specifici; la struttura e l’articolazione in pilastri; le denominazioni dei cluster: le aree per missioni e partenariati; le regole di partecipazione e finanziamento, le norme su etica e sicurezza, i criteri di valutazione; la struttura, gli obiettivi e i contenuti dello European Innovation Council; gli aspetti di governance; le linee di attività di R&I per tutti i temi del programma. L’accordo provvisorio non copre invece gli aspetti orizzontali, soggetti alla definizione della programmazione UE 2021-27: il bilancio complessivo del programma e la sua articolazione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali.

La pianificazione strategica – L’esito positivo del negoziato ha consentito alla Commissione di far partire, lo scorso maggio, la pianificazione strategica di Horizon Europe, il processo che – partendo dal testo legislativo «consolidato» – porterà alla definizione del piano strategico e delle priorità di ricerca e innovazione dell’Unione per gli anni dal 2021 al 2024, preparando i contenuti dei programmi di lavoro e dei bandi di finanziamento del primo quadriennio del prossimo programma.

Il piano strategico – Il piano strategico definitivo dovrà identificare quattro elementi principali: le priorità (orientamenti strategici) per il sostegno alla R&I; le missioni; i partenariati europei co-programmati (co-programmed) e co-finanziati (co-funded); le aree per la cooperazione internazionale. Il documento conterrà inoltre delle linee guida su una serie di aspetti più specifici, tra cui: l’equilibrio tra ricerca e innovazione; l’integrazione delle scienze umane e sociali nelle attività del programma; il ruolo delle tecnologie abilitanti (KET); le priorità per la diffusione e lo sfruttamento dei risultati.

Il Comitato di Programma Shadow – La sede principale del «processo» – in cui il piano strategico viene discusso, riscritto, limato e infine validato – è il Comitato di Programma (Configurazione Strategica) in versione “Shadow” (dato che il programma non è ancora formalmente adottato).  L’Italia è stata finora rappresentata in quel comitato da Giuseppe Valditara, capo Dipartimento ‘Formazione Superiore e Ricerca’ al MIUR, e da Nando Minnella, ex responsabile della segreteria tecnica del ministero. Il cambio di governo porterà presumibilmente – nelle prossime settimane – alla nomina di nuovi rappresentanti. 

La consultazione e i prossimi passaggi – A fine giugno la Commissione europea ha pubblicato un documento di orientamento e lanciato la prima consultazione pubblica affinché stakeholder e semplici cittadini possano contribuire alla formulazione delle future priorità dell’UE in materia di ricerca e innovazione (tali priorità, che saranno scolpite nel piano strategico, dovranno però essere formulate in linea con gli orientamenti della nuova Commissione e le linee guida del prossimo ciclo istituzionale: è per questo motivo che la Commissione non ha presentato formalmente la bozza di piano strategico, ma solo il documento che dovrà orientarne i contenuti). La scadenza per la consultazione è fissata all’8 settembre 2019. I contributi raccolti saranno esaminati, presentati e ulteriormente discussi ai R&I days, che si terranno a Bruxelles dal 24 al 26 settembre, e contribuiranno a definire le versioni successive del documento. L’obiettivo della Commissione è ottenere per l’inizio del 2020 – una volta insediatosi il nuovo collegio dei Commissari – tutti gli elementi necessari ad adottare il piano strategico e avviare la preparazione dei primi programmi di lavoro.

Missioni – La pianificazione strategica dovrà svolgersi in stretto coordinamento con il processo di identificazione e definizione delle cinque missioni di R&I e con il processo “parallelo” di revisione dei nuovi partenariati. I contributi e le raccomandazioni per identificare le missioni specifiche di R&I nel piano strategico arriveranno dai 5 Mission Board: uno per ogni possibile «area di missione» identificata nel testo legislativo (cambiamento climatico, cancro, oceani e acque puliti, smart cities, terreni sani e cibo). I board – la cui composizione è stata definita e annunciata a fine luglio – hanno tenuto le prime riunioni a inizio settembre e dovranno produrre i primi risultati entro la fine dell’anno.

Partenariati – La revisione del complesso dei partenariati di R&I è in corso nell’ambito del Comitato di Programma Shadow. La Commissione ha presentato a inizio maggio il pacchetto dei 44 partenariati previsti per Horizon Europe, articolati secondo le tre nuove tipologie: partenariati istituzionalizzati; partenariati co-programmati; partenariati co-finanziati (l’obiettivo è arrivare a definire un pacchetto consolidato in vista della prossima riunione del Comitato di Programma Shadow del 12 settembre). Mentre i partenariati co-programmati e co-finanziati saranno inclusi nel piano strategico, i partenariati istituzionalizzati devono passare per una valutazione d’impatto iniziale (che è stata pubblicata dalla Commissione a fine luglio) e per una consultazione pubblica ad hoc (scadenza: 6 novembre): il passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare la proposta legislativa per «istituire» le nuove iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE.

L’Implementation Strategy – Non finisce qui. In parallelo alla pianificazione strategica, la Commissione ha iniziato a progettare l’implementation strategy: l’obiettivo è definire gli aspetti più strettamente gestionali («will set out how the programme will be managed in practice») prima dell’avvio del programma: programmi di lavoro, presentazione e valutazione della proposta, Model Grant Agreement, disseminazione e sfruttamento dei risultati progettuali, raccolta e trattamenti dei dati. L’esecutivo europeo ha pubblicato un documento di orientamento e lanciato una consultazione pubblica (la cui scadenza è stata posticipata al 4 Ottobre). 

Pianificazione Strategica – Lanciata la prima consultazione pubblica

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.6 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE. 

A giugno è entrata nel vivo la pianificazione strategica: il processo che – partendo dal testo legislativo «consolidato» di Horizon Europe – porterà alla definizione del piano strategico e delle priorità di ricerca e innovazione dell’Unione per gli anni dal 2021 al 2024, preparando i contenuti dei programmi di lavoro e dei bandi di finanziamento del primo quadriennio del prossimo programma. A fine giugno è stata lanciata una prima consultazione pubblica in vista del Piano Strategico, mentre il 4 luglio la Commissione ha annunciato i nomi dei presidenti dei board per le Missioni. 

La consultazione pubblica in vista del Piano Strategico

La terza riunione (27-28 giugno) del Comitato di Programma Shadow – la sede in cui il piano strategico verrà discusso, limato e infine approvato – è stata dedicata soprattutto al tema dei partenariati (l’Italia – ricordiamo – è rappresentata nel comitato da Giuseppe Valditara, capo Dipartimento ‘Formazione Superiore e Ricerca’ al MIUR, e da Nando Minnella, responsabile della segreteria tecnica del ministero). La Commissione europea ha invece lanciato venerdì 28 la prima consultazione pubblica che contribuirà a definire il piano strategico. L’obiettivo, dice la Commissione, è raccogliere contributi da chiunque – stakeholder o singoli cittadini – sia interessato alla formulazione delle future priorità dell’UE in materia di ricerca e innovazione.

Tali priorità, che saranno scolpite nel piano strategico di Horizon Europe, dovranno però essere formulate in linea con gli orientamenti della nuova Commissione e le linee guida del prossimo ciclo istituzionale: è per questo motivo che la consultazione formalmente non presenta la bozza di piano strategico, ma il documento che dovrà orientarne i contenuti. La scadenza per la consultazione è fissata all’8 settembre 2019. I contributi raccolti saranno esaminati, presentati e ulteriormente discussi ai R&I days, che si terranno a Bruxelles dal 24 al 26 settembre, e contribuiranno a definire le versioni successive del documento. L’obiettivo della Commissione è ottenere per l’inizio del 2020 – una volta insediato il nuovo collegio dei Commissari – tutti gli elementi necessari ad adottare il piano strategico e avviare la preparazione dei programmi di lavoro di Horizon Europe.

Partenariati – I commenti degli Stati Membri

La revisione del complesso dei partenariati di R&I è in corso nell’ambito del Comitato di Programma Shadow: protagonisti la Commissione e le delegazione degli Stati Membri. L’Esecutivo europeo ha presentato a inizio maggio il pacchetto dei 44 partenariati previsti per Horizon Europe, articolati secondo le tre nuove tipologie: partenariati istituzionalizzati (le iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE, come Eurostars e Shift2Rail); partenariati co-programmati (i partenariati pubblico-privato contrattuali, come Factories of the Future); partenariati co-finanziati (i vecchi ERA-NET). Il pacchetto è stato oggetto di una consultazione scritta nell’ambito del Comitato Shadow.

La Commissione ha sintetizzato in un report i commenti forniti dagli Stati Membri: le delegazioni hanno proposto – tra le altre cose – di aggiungere 25 partenariati ai 44 già previsti, ma l’intenzione del governo europeo è di limitare al massimo a 5 le nuove aggiunte. Le negoziazioni proseguiranno nel corso dell’estate (nelle prossime settimane la Commissione si confronterà con i singoli consorzi in formazione per discutere individualmente le singole partnerships), con l’obiettivo di arrivare a definire un pacchetto consolidato in vista della prossima riunione del Comitato Shadow (12 settembre). Mentre i partenariati co-programmati e co-finanziati saranno alla fine inclusi nel piano strategico, i partenariati istituzionalizzati dovranno passare per una valutazione d’impatto iniziale e una relativa consultazione pubblica ad hoc (che dovrebbe essere lanciata a giorni): il passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare poi la proposta legislativa per «istituire» le nuove iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE.

Tutto sul processo di revisione sui partenariati, sul sito del progetto ERA-Learn

Missioni – I presidenti dei board

Sono stati annunciati il 4 luglio, in occasione del Consiglio Competitività informale di Helsinki, i presidenti dei cinque board per le missioni. Connie Hedegaard, ex commissario europeo, presedierà il board per la missione sul cambiamento climatico. Il professor Harald zur Hausen, premio Nobel per la medicina, sarà presidente per la missione su “Cancro”; e Pascal Lamy, già direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO), per la missione su “Oceani e acque puliti”. La professoressa Hanna Gronkiewicz-Waltz, ex sindaco di Varsavia, andrà invece a presiedere il board per la missione “Smart Cities”, mentre  Cees Veerman, ex ministro olandese dell’agricoltura, quello per la missione “Terreni sani e cibo”.

I Mission board si occuperanno di elaborare i contributi e le raccomandazioni per identificare le missioni specifiche di R&I nel piano strategico di Horizon Europe. Saranno composti da un massimo di quindici membri l’uno: entro l’estate la Commissione dovrebbe completare la selezione dei board, affinché i gruppi possano insediarsi e iniziare a lavorare a partire da settembre.

Cosa farà APRE?

Come preannunciato durante la Conferenza Annuale 2019, APRE avvierà un percorso comune con i propri Soci allo scopo di esercitare un ruolo pro-attivo rispetto alla formulazione della pianificazione strategica e alla preparazione dei programmi di lavoro di Horizon Europe. Il primo importante passaggio è l’elaborazione di un documento di posizionamento sul piano strategico, che APRE utilizzerà – tra le altre cose – per rispondere alla consultazione pubblica. Per maggiori informazioni: Mattia Ceracchi – ceracchi@apre.it. 

GIURI Annual Event 2019 | Horizon Europe – The Way Forward

11 July 2019 | 10.30
Emilia-Romagna EU Delegation | Rue Montoyer 21, Brussels

Agenda – GIURIAnnual2019_AgendaNew
Registrations – RSVP

Following the EU political agreement on Horizon Europe – the Research and Innovation Framework Programme 2021-27 – a window of challenges and opportunities opens up to R&I actors, to develop a new strategic vision. 

The focus of the GIURI, together with the entire Brussels-based R&I community, is now shifting towards the strategic planning, the priority-setting co-designed process that will «translate» the legislative texts into R&I key orientations, while preparing the contents of Horizon Europe Work Programmes and the related calls for proposals. 

Starting from the main agreed upon legislative elements of Horizon Europe, the 2019 GIURI Annual Event will offer a setting for illustrating and debating on how the European Commission is going to co-design the next Programme through the strategic planning: defining the EU’s Research and Innovation 2021 to 2024 priorities and launching Missions and new R&I partnerships, in line with the agenda of the next European Commission.

The event will address the most relevant European R&I stakeholders that are engaged in the process of outlining and co-designing the new Horizon Europe, heading towards the R&I Days in September.

The GIURI is the informal group representing the Italian Research and Innovation community in Brussels, the platform bringing together more than 60 EU Liaison Offices of the Italian R&I stakeholders (universities, research centers, industries, trade associations, financial intermediaries, regions and local bodies). While promoting knowledge exchange, joint actions and cooperation between its members, the platform acts as an informal interface between the R&I Italian community and the EU institutions. Since 2017 APRE – Agency for the Promotion of European Research has coordinated the GIURI.

Hosted and sponsored by Regione Emilia-Romagna and ART-ER

 

Horizon Europe: la pianificazione strategica

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.4 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE. APREbrussels racconta e spiega, una volta al mese, le cose che accadono nella capitale dell’UE nel mondo R&I, parlando al tempo stesso delle cose che APRE fa a Bruxelles e del perché le fa da qui. 

L’approvazione dell’accordo in Parlamento e Consiglio e la definizione di un testo legislativo «consolidato» è quanto attendeva la Commissione europea per far partire la pianificazione strategica («Strategic Planning») di Horizon Europe, il processo che dai testi legislativi porterà alla definizione dei programmi di lavoro e dei primi bandi di finanziamento del prossimo programma. S’inizia adesso.

Cos’è il piano strategico? – Partiamo dalla fine: il risultato della pianificazione strategica sarà il documento che chiamiamo – appunto – «piano strategico»: il documento (formalmente un atto di esecuzione – implementing act – adottato dalla Commissione) preparerà i contenuti dei programmi di lavoro tematici e coprirà un periodo massimo di quattro anni: il primo piano strategico si concentrerà pertanto sugli anni dal 2021 al 2024, ma verrà presumibilmente aggiornato nel corso del quadriennio. 

Come si fa il piano strategico? – La Commissione – dice il testo legislativo – dovrà garantire una partecipazione tempestiva e intensa degli Stati Membri nella pianificazione strategica attraverso la comitologia: la sede principale del «processo» – in cui il piano strategico verrà discusso, riscritto, limato e infine approvato – sarà dunque il Comitato di Programma di Horizon Europe (Configurazione Strategica) in versione “Shadow” (dato che il programma non è ancora formalmente adottato). Il processo dovrà inoltre coinvolgere il Parlamento europeo e soprattutto prevedere lo svolgimento di una consultazione, che nelle intenzioni della Commissione dovrebbe essere prima aperta a tutti e poi ristretta agli stakeholder del settore. Non solo: la pianificazione strategica dovrà svolgersi in stretto coordinamento con il processo di identificazione e definizione delle cinque missioni di R&I (recependo i contributi che arriveranno dai cinque mission board) e con il processo “parallelo” di selezione dei nuovi partenariati. 

Cosa ci sarà nel piano strategico, alla fine? – Quattro elementi principali, innanzitutto: le priorità (orientamenti strategici) per il sostegno alla R&I; l’identificazione delle missioni; l’identificazione dei partenariati europei co-programmati (co-programmed) e co-finanziati (co-funded); le aree per la cooperazione internazionale. Il documento conterrà delle linee guida su una serie di aspetti più specifici, tra cui: l’equilibrio tra ricerca e innovazione; l’integrazione delle scienze umane e sociali nelle attività del programma; il ruolo delle tecnologie abilitanti (KET); le priorità per la diffusione e lo sfruttamento dei risultati. Il piano strategico dovrà infine tenere in considerazione un’analisi su diversi aspetti «politici» più generali, tra i quali: il contributo della ricerca e dell’innovazione alla realizzazione degli obiettivi politici dell’UE; la descrizione di possibili metodologie per il coinvolgimento degli stakeholder e della società civile nella definizione dei programmi di lavoro; le sinergie con gli altri programmi di finanziamento dell’UE; le complementarità con la pianificazione delle KIC dell’Istituto di Innovazione e Tecnologia (EIT). 

I tempi – S’inizia subito, dicevamo. Il 2 e 3 Maggio c’è la prima riunione del Comitato Shadow: la Commissione presenterà presumibilmente una prima bozza di piano strategico e una panoramica iniziale sui nuovi partenariati. Il resto del calendario è da prendere con le molle: noi contiamo di saperne di più (e di aggiornarvi) dopo la prima riunione del Comitato. La consultazione dovrebbe sostanzialmente svolgersi in due fasi: la prima fase, quella aperta tutti, sarà lanciata tra giugno e luglio; la seconda, quella ristretta, riservata a stakeholder selezionati (per lo più di tipo transnazionale) avverrà probabilmente tra ottobre e novembre. I mission board, che s’insedierebbero a settembre, dovranno lavorare parecchio e in fretta per fornire i primi contributi sulle missioni entro la fine dell’anno. Stessa cosa dovrà fare un comitato “transitorio” che si occuperà della revisione dei partenariati. L’obiettivo della Commissione è ottenere – per fine anno, o al massimo per l’inizio del 2020 – tutti gli elementi necessari per far limare e approvare dal Comitato Shadow il piano strategico e avviare così la preparazione dei programmi di lavoro di Horizon Europe. 

R&I Days – In tutto questo ci saranno pure i Research and Innovation Days, a Bruxelles dal 24 al 26 Settembre. Da quest’anno, infatti, la Commissione ha deciso di dedicare un evento annuale alla R&I europea, riunendo rappresentanti del mondo accademico, della ricerca, dell’industria e della finanza. Tra irelatori troveremo ministri, commissari europei, eurodeputati, ricercatori e innovatori da tutto il mondo. Quest’anno i R&I days saranno ovviamente dedicati a Horizon Europe, e alla pianificazione strategica in particolare: un’occasione – più che altro – per rendere visibile il processo di coinvolgimento degli stakeholder nella definizione del nuovo programma. Non c’è ancora un programma dettagliato, ma trovate qui le prime informazioni sull’evento: è possibile iscriversi per ricevere aggiornamenti. 

Horizon Europe: I Testi dell’accordo (aprile 2019)

Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì 17 Aprile in sessione plenaria – l’ultima della legislatura europea 2014-2019 – l’accordo provvisorio su Horizon Europe, raggiunto dalle istituzioni UE nel trilogo informale del 19 marzo scorso. L’accordo è stato approvato a larga maggioranza: 578 voti a favore, 40 contrari e 41 astensioni per il Regolamento – Programma Quadro; 590 favorevoli, 42 contrari e 25 astenuti per la Decisione – Programma Specifico. È questo l’ultimo dei passaggi ufficiali di conferma dell’esito dei negoziati istituzionali: l’accordo era stato approvato il 2 Aprile dalla Commissione ITRE del Parlamento europeo ed aveva avuto il via libera del Consiglio il 27 marzo (Regolamento – Programma Quadro) e il 15 Aprile (Decisione – Programma Specifico).

L’esito positivo del negoziato consente alle istituzioni UE di raggiungere l’obiettivo previsto all’inizio del percorso: chiudere un accordo politico su gran parte del testo del prossimo programma prima della fine della legislatura in corso; e – soprattutto – permette a tutti noi, a più di venti mesi dal lancio ufficiale, di avere un’idea molto precisa su come sarà il Programma europeo di R&I per i sette anni che vanno dal 2021 al 2027. 

Cosa c’è e cosa non c’è nell’accordo – L’accordo approvato da Consiglio e Parlamento definisce un testo legislativo «consolidato» del prossimo programma, che comprende: gli obiettivi generali e specifici; la struttura e l’articolazione in pilastri; le denominazioni dei cluster: le aree per missioni e partenariati; le regole di partecipazione e finanziamento, le norme su etica e sicurezza, i criteri di valutazione; la struttura, gli obiettivi e i contenuti dello European Innovation Council; gli aspetti di governance; le linee di attività di R&I per tutti i temi del programma. Dall’accordo provvisorio restano invece fuori gli aspetti orizzontali, soggetti all’accordo generale sulla programmazione UE 2021-27: il bilancio complessivo del programma e la sua articolazione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali. 

Che succede ora: la pianificazione strategica – Accordo provvisorio significa che, sul piano legislativo, all’approvazione formale in Consiglio e Parlamento non seguirà l’adozione finale del testo. Il negoziato proseguirà nei primi mesi della prossima legislatura – protagonisti la nuova Commissione e il nuovo Parlamento – per definire le parti non coperte dall’accordo. La definizione di un testo legislativo «consolidato» è però quanto attendeva la Commissione europea per far partire la pianificazione strategica di Horizon Europe, il processo che dai testi legislativi porterà alla definizione dei Programmi di lavoro e dei primi bandi di finanziamento del prossimo programma.

I testi – I passaggi istituzionali di conferma dell’accordo ci consentono di «ufficializzare» i testi «consolidati» del prossimo programma: ve li riportiamo nella versiona votata dal Consiglio. Trovate qui il testo del Programma Quadro: la parte di testo evidenziate in verde costituisce il testo approvato e «consolidato», quella non evidenziata è – al contrario – ciò che resta fuori dall’accordo e che sarà discussa nella prossima fase dei negoziati. Qui invece il testo del Programma Specifico: in questo caso a non rientrare nell’accordo sono le porzioni di testo tra parentesi quadre: tutto il resto costituisce il testo «consolidato».

il punto su Horizon Europe (Aprile 2019)

Questo articolo è una sintesi della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.3 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE. APREbrussels racconta e spiega, una volta al mese, le cose che accadono nella capitale dell’UE nel mondo R&I (nelle istituzioni e non solo), parlando al tempo stesso delle cose che APRE fa a Bruxelles e del perché le fa da qui. 

Aggiornamento (15 Aprile) – Il Consiglio ha approvato lunedì 15 Aprile il Partial General Approach sul Programma Specifico di Horizon Europe. Ecco il testo.

Horizon Europe – L’accordo 

Abbiamo l’accordo. Dopo dieci mesi di esame legislativo del dossier, decine di riunioni in gruppo consiliare ricerca e di incontri tecnici in Parlamento europeo, tre mesi di intenso negoziato e sei triloghi informali; Commissione, Parlamento e Consiglio hanno chiuso nella notte del 19 marzo l’accordo provvisorio (provisional agreement) su Horizon Europe. L’esito positivo del negoziato consente alle istituzioni UE di raggiungere l’obiettivo previsto all’inizio del percorso: chiudere un accordo politico su gran parte del testo del prossimo programma prima della fine della legislatura in corso e delle elezioni europee di maggio; e – soprattutto – permette a tutti noi, a più di venti mesi dal lancio ufficiale, di avere un’idea molto precisa su come sarà il Programma europeo di R&I per i sette anni che vanno dal 2021 al 2027. 

Cosa c’è nell’accordo (e cosa non c’è) – L’accordo definisce un testo legislativo «consolidato» del prossimo programma, che comprende, tra le altre cose: gli obiettivi generali e specifici, la struttura e l’articolazione in pilastri, le denominazioni dei cluster, le possibili aree per missioni e partenariati e i criteri per individuarli e definirli, le regole di partecipazione e finanziamento, le norme su etica e sicurezza, i criteri di valutazione; la struttura, gli obiettivi e i contenuti dello European Innovation Council. Dall’accordo provvisorio restano invece fuori gli aspetti orizzontali, soggetti all’accordo generale sulla programmazione UE 2021-27: il bilancio complessivo del programma e la sua ripartizione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali. 

Che succede ora – L’accordo è stato confermato il 27 marzo dal Consiglio (in sede di Coreper: il Comitato dei rappresentanti permanenti che riunisce gli ambasciatori presso l’UE dei 28 stati membri) e il 2 Aprile dalla Commissione ITRE del Parlamento europeo. Il 17 avverrà il passaggio finale nella sessione plenaria dell’Europarlamento, l’ultima di questa legislatura. La definizione di un testo legislativo «consolidato» è quanto attendeva la Commissione europea per far partire la pianificazione strategica di Horizon Europe, il processo che dai testi legislativi porterà alla definizione dei Programmi di lavoro e dei primi bandi di finanziamento del prossimo programma. Accordo provvisorio significa che, sul piano legislativo, all’approvazione formale in Consiglio e Parlamento non seguirà l’adozione finale del testo. Il negoziato proseguirà nei primi mesi della prossima legislatura – protagonisti la nuova Commissione e il nuovo Parlamento – per definire le parti non coperte dall’accordo. 

Il testo dell’accordo – Il passaggio in Coreper era ovviamente atteso, ma ci permette di avere accesso al testo di compromesso: eccolo. La parte di testo evidenziate in verde riflette l’accordo raggiunto e costituisce il testo «consolidato». La parte non evidenziata è – al contrario – ciò che resta fuori dall’accordo ed è riportata qui nella versione della proposta originaria della Commissione. 

Programma quadro e programma specifico – Sebbene Consiglio e Parlamento abbiano negoziato in questi tre mesi solamente i contenuti del programma quadro, l’accordo del 19 marzo chiude in sostanza l’intero pacchetto, definendo nel dettaglio le linee di attività di ricerca e innovazione (il contenuto – appunto – del programma specifico). Il voto del 2 Aprile in Commissione ITRE ha confermato l’accordo raggiunto su tutto il pacchetto, mentre il Consiglio (Coreper del 27 marzo) ha approvato formalmente solo il testo consolidato del programma quadro: un passaggio sul programma specifico è atteso a breve.

Horizon Europe – I contenuti dell’accordo 

L’accordo conferma l’impianto generale della proposta della Commissione, a partire dalla struttura a tre pilastri e dalle due novità simbolo del programma: lo European Innovation Council e le missioni di R&I. Le modifiche non mancano: diamo qui una prima rassegna di quelle più visibili e significative.

La struttura, i nomi dei pilastri e dei cluster – L’accordo conferma la struttura a tre pilastri proposta dalla Commissione, ma ne modifica le denominazioni. I tre pilastri di Horizon Europe saranno: ‘Excellent Science’, ‘Global Challenges and European Industrial Competitiveness’ e ‘Innovative Europe’. I cluster del secondo pilastro passano invece da cinque a sei, con lo sdoppiamento di ‘Inclusive and Secure Society‘ in ‘Culture, creativity and inclusive society‘ e ‘Civil Security for Society’ – mentre viene confermata l’unitarietà del cluster ‘Climate, Energy and Mobility’. Due cluster subiscono infine modifiche nei nomi: il terzo cluster sarà ‘Digital, Industry and Space‘, il quinto ‘Food, Bioeconomy, Natural Resources, Agriculture and Environment‘. 

Lo European Innovation Council – Il più importante cambiamento ‘strutturale’ introdotto dalla Commissione in Horizon Europe non cambia l’impostazione di fondo, ma subisce modifiche significative. L’accordo prevede innanzitutto che almeno il 70% della dotazione finanziaria dell’EIC venga destinata alle PMI (start-up incluse). Viene attenuato l’accento marcato sul sostegno all’innovazione rivoluzionaria a scapito di innovazione di tipologie diverse (i.e. innovazione incrementale) e sono recuperati (all’interno dello European Innovation Council Accelerator) elementi dello Strumento PMI di Horizon 2020. Il testo prevede – ad esempio – che una quota di bilancio equivalente alla dotazione finanziaria dello Strumento PMI venga erogata solo tramite sovvenzioni (grant-only support). 

Le missioni – L’accordo introduce nel testo legislativo – nel nuovo allegato Va al regolamento sul programma quadro – cinque possibili aree per le missioni: Adapting to climate change, including societal transformation; Cancer; Healthy oceans, seas, coastal and inland waters; Climate-neutral and smart cities; Soil health and food. Il nuovo testo amplia poi i criteri per la selezione delle missioni e prevede di assegnare alle stesse un massimo del 10% del bilancio del secondo pilastro per i primi tre anni del programma. 

I nuovi partenariati – Anche in questo caso, le novità più importanti rispetto alla proposta della Commissione riguardano la definizione delle aree tematiche e la dotazione finanziaria. Il testo dell’accordo fissa (sempre nell’allegato Va) otto possibili aree per i partenariati istituzionalizzati, da cui verranno fuori le nuove Joint Undertakings – i partenariati tra UE e industria istituiti sulla base dell’articolo 187 del TFEU – e le nuove Public-Public Parternships – i partenariati tra UE e stati membri basati sull’articolo 185. Viene poi fissato per il complesso dei partenariati un tetto di bilancio (il 49.9% del secondo pilastro): si stabilisce infatti che più della metà della dotazione finanziaria del secondo pilastro vada assegnata a strumenti diversi dai partenariati. 

La pianificazione strategica – L’accordo ribadisce l’importanza del processo di pianificazione strategica, che coinvolgerà direttamente gli Stati Membri (Comitato di Programma Shadow), terrà conto dell’opinione del Parlamento europeo e includerà una consultazione obbligatoria degli stakeholder. Il piano strategico di R&I, che verrà adottato al termine del processo, delineerà nel dettaglio – per un massimo di quattro anni – le priorità dell’Unione in tema di ricerca e innovazione, fornendo le linee guida politiche ai programmi di lavoro di Horizon Europe. Il documento identificherà sia le missioni di R&I sia i nuovi partenariati “co-programmati” (co-programmed) e co-finanziati (co-funded).

Verso Horizon Europe – MSCA (Marie Skłodowska-Curie Actions)

Il ruolo centrale delle MARIE SKLODOWSKA-CURIE ACTIONS (MSCA) nel prossimo Programma Quadro dell’UE in Ricerca e Innovazione: HORIZON EUROPE

Questo tema sarà al centro di un dibattito pubblico lanciato dalla Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, APRE, e aperto al confronto in una giornata evento organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova e l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

I Protagonisti coinvolti in Ricerca e Innovazione in Italia si incontreranno con i rappresentanti istituzionali europei e nazionali per affrontare un concetto di fondo: “Continuation, No Revolution”. Come cambiare e cosa cambiare per riuscire a rendere questo strumento sempre più efficace per promuovere la crescita culturale dei nostri ricercatori eccellenti e il loro inserimento in ambito R&I? Quali sono le aspettative, l’ambizione e le prospettive di sviluppo nella nostra comunità nazionale?

La giornata s’inserisce all’interno di una serie di iniziative volte a contribuire alla definizione del futuro programma quadro in modo coerente con le attese della comunità nazionale della R&I.

La registrazione dei partecipanti è prevista dalle ore 10.30 alle ore 11.00. L’evento terminerà alle ore 16.15

La bozza di programma sarà disponibile a breve.

Per maggiori informazioni e per la registrazione: http://www.apre.it/eventi/2019/i-semestre/he-msca/

Horizon Europe: raggiunto il primo accordo tra le istituzioni ue

È stato chiuso nella notte di mercoledì 19 marzo l’accordo provvisorio tra Commissione, Parlamento e Consiglio (provisional agreeement) su Horizon Europe, il programma quadro di R&I dell’UE 2021-27. L’accordo di stanotte arriva dopo dieci mesi di esame legislativo del dossier – la proposta della Commissione risale a giugno 2018 – e tre mesi di intenso negoziato (sei triloghi informali in poco più di due mesi); e consente alle istituzioni UE di raggiungere l’obiettivo previsto all’inizio del percorso: chiudere un accordo politico su gran parte del testo del prossimo programma prima della fine della legislatura in corso e delle elezioni europee del prossimo maggio.

Cosa c’è nell’accordo (e cosa non c’è)

L’accordo chiuso stanotte definisce un testo legislativo «consolidato» del prossimo programma, che comprende, tra le altre cose: gli obiettivi generali e specifici, la struttura e l’articolazione in pilastri, le denominazioni dei cluster, le possibili aree per missioni e partenariati e i criteri per individuarli e definirli, le regole di partecipazione e finanziamento, le norme su etica e sicurezza, i criteri di valutazione, la struttura, gli obiettivi e i contenuti dello European Innovation Council.

Dall’accordo provvisorio restano invece fuori gli aspetti orizzontali, soggetti all’accordo generale sulla programmazione UE 2021-27: il bilancio complessivo del programma e la sua ripartizione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali.

Cosa succede ora

L’accordo provvisorio chiuso stanotte, che sarà approvato formalmente nelle prossime settimane sia dal Parlamento sia dal Consiglio, e la definizione di un testo legislativo «consolidato» è quanto attendeva la Commissione europea per far partire la pianificazione strategica di Horizon Europe, il processo che dai testi legislativi porterà alla definizione dei Programmi di lavoro e dei primi bandi di finanziamento del prossimo programma.

Sul piano legislativo, alla chiusura dell’accordo e alla sua approvazione formale in Parlamento e Consiglio non seguirà l’adozione finale del testo. Il negoziato proseguirà nei primi mesi della prossima legislatura – protagonisti la nuova Commissione e il nuovo Parlamento – per definire le parti non coperte dall’accordo provvisorio.

I comunicati stampa della Commissione e del Parlamento

I primi approfondimenti sui contenuti dell’accordo, nel prossimo numero di APREbrussels, la voce da Bruxelles per i Soci APRE.