Archivi tag: implementation strategy

Piano strategico e nuovo Model grant agreement: la posizione di apre

Sono stati pubblicati oggi – in coincidenza dell’avvio dei Research & Innovation Days a Bruxelles – due importanti documenti elaborati da APRE nell’ambito del processo di pianificazione strategica di Horizon Europe.

Entrambi i documenti –  utilizzati per rispondere alle diverse consultazioni lanciate dalla Commissione europea negli ultimi mesi – rappresentano un ulteriore contributo di APRE in vista dell’avvio del nuovo programma. 

Towards Horizon Europe – Il documento in vista del Piano Strategico

Il documento di posizionamento “Towards Horizon Europe” rappresenta il contributo di APRE al processo di pianificazione strategica del prossimo programma quadro e alla definizione delle priorità di R&I per gli anni 2021-2024.

Il testo – la cui elaborazione ha coinvolto l’insieme dei Soci APRE – affronta e sviluppa i temi considerati più rilevanti alla luce del dibattito in corso sul nuovo programma, del testo legislativo consolidato e del documento di orientamento recentemente pubblicato dalla Commissione europea. Il testo tiene inoltre conto delle posizioni espresse a più riprese da APRE nella fase di preparazione e di esame legislativo di Horizon Europe.

Testo del documento: APRE_Towards Horizon Europe

APRE analysis of Horizon Europe Implementation Strategy – Verso la definizione del nuovo Model Grant Agreement 

Cos’è l’Implementation Strategy – In parallelo alla pianificazione strategica, la Commissione ha iniziato a progettare l’implementation strategy: l’obiettivo è definire gli aspetti più strettamente gestionali («will set out how the programme will be managed in practice») prima dell’avvio del programma: programmi di lavoro, presentazione e valutazione della proposta, Model Grant Agreement, disseminazione e sfruttamento dei risultati progettuali, raccolta e trattamenti dei dati. L’esecutivo europeo ha pubblicato un documento di orientamento e lanciato una consultazione pubblica (la cui scadenza è stata posticipata al 4 Ottobre). 

APRE analysis of Horizon Europe Implementation Strategy è il documento prodotto da APRE – con il coinvolgimento attivo dei propri Soci – per contribuire al dibattito in corso sulla futura implementazione di Horizon Europe. L’analisi prende spunto dal documento elaborato nei mesi scorsi da EARTO ed è stata integrata aggiungendo valutazioni frutto dell’esperienza di APRE e dei propri soci.

Testo del documento: APREanalysisHEU_MGA

A che punto siamo con Horizon Europe e con la pianificazione strategica? Scoprilo qui!

Verso Horizon Europe – Dove eravamo rimasti

La ripresa delle attività istituzionali dopo la pausa estiva è una buona occasione per fare il punto della situazione sul dossier Horizon Europe: negoziato legislativo, pianificazione strategica e preparazione dei primi programmi di lavoro.

Il negoziato legislativo: prima e seconda fase – In seguito alla proposta della Commissione (giugno 2018) e al termine di un negoziato legislativo serrato, le istituzioni UE – Parlamento e Consiglio, d’intesa con la Commissione – hanno raggiunto e approvato un accordo provvisorio, definendo un testo legislativo «consolidato» del prossimo programma quadro (aprile 2019). L’esito positivo del negoziato permette a tutti noi, a sedici mesi dal lancio ufficiale, di avere un’idea molto precisa su come sarà il Programma europeo di R&I per i sette anni che vanno dal 2021 al 2027. Accordo provvisorio significa però che, sul piano legislativo, all’approvazione formale in Consiglio e Parlamento non è seguita l’adozione finale del testo. Il negoziato dovrà proseguire a partire dal prossimo autunno – protagonisti la nuova Commissione e il nuovo Parlamento – per definire le parti non coperte dall’accordo.

Il testo consolidato – L’accordo («common understanding») sottoscritto da Consiglio e Parlamento ha definito – dicevamo – un testo legislativo «consolidato» del prossimo programma, che comprende: gli obiettivi generali e specifici; la struttura e l’articolazione in pilastri; le denominazioni dei cluster: le aree per missioni e partenariati; le regole di partecipazione e finanziamento, le norme su etica e sicurezza, i criteri di valutazione; la struttura, gli obiettivi e i contenuti dello European Innovation Council; gli aspetti di governance; le linee di attività di R&I per tutti i temi del programma. L’accordo provvisorio non copre invece gli aspetti orizzontali, soggetti alla definizione della programmazione UE 2021-27: il bilancio complessivo del programma e la sua articolazione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali.

La pianificazione strategica – L’esito positivo del negoziato ha consentito alla Commissione di far partire, lo scorso maggio, la pianificazione strategica di Horizon Europe, il processo che – partendo dal testo legislativo «consolidato» – porterà alla definizione del piano strategico e delle priorità di ricerca e innovazione dell’Unione per gli anni dal 2021 al 2024, preparando i contenuti dei programmi di lavoro e dei bandi di finanziamento del primo quadriennio del prossimo programma.

Il piano strategico – Il piano strategico definitivo dovrà identificare quattro elementi principali: le priorità (orientamenti strategici) per il sostegno alla R&I; le missioni; i partenariati europei co-programmati (co-programmed) e co-finanziati (co-funded); le aree per la cooperazione internazionale. Il documento conterrà inoltre delle linee guida su una serie di aspetti più specifici, tra cui: l’equilibrio tra ricerca e innovazione; l’integrazione delle scienze umane e sociali nelle attività del programma; il ruolo delle tecnologie abilitanti (KET); le priorità per la diffusione e lo sfruttamento dei risultati.

Il Comitato di Programma Shadow – La sede principale del «processo» – in cui il piano strategico viene discusso, riscritto, limato e infine validato – è il Comitato di Programma (Configurazione Strategica) in versione “Shadow” (dato che il programma non è ancora formalmente adottato).  L’Italia è stata finora rappresentata in quel comitato da Giuseppe Valditara, capo Dipartimento ‘Formazione Superiore e Ricerca’ al MIUR, e da Nando Minnella, ex responsabile della segreteria tecnica del ministero. Il cambio di governo porterà presumibilmente – nelle prossime settimane – alla nomina di nuovi rappresentanti. 

La consultazione e i prossimi passaggi – A fine giugno la Commissione europea ha pubblicato un documento di orientamento e lanciato la prima consultazione pubblica affinché stakeholder e semplici cittadini possano contribuire alla formulazione delle future priorità dell’UE in materia di ricerca e innovazione (tali priorità, che saranno scolpite nel piano strategico, dovranno però essere formulate in linea con gli orientamenti della nuova Commissione e le linee guida del prossimo ciclo istituzionale: è per questo motivo che la Commissione non ha presentato formalmente la bozza di piano strategico, ma solo il documento che dovrà orientarne i contenuti). La scadenza per la consultazione è fissata all’8 settembre 2019. I contributi raccolti saranno esaminati, presentati e ulteriormente discussi ai R&I days, che si terranno a Bruxelles dal 24 al 26 settembre, e contribuiranno a definire le versioni successive del documento. L’obiettivo della Commissione è ottenere per l’inizio del 2020 – una volta insediatosi il nuovo collegio dei Commissari – tutti gli elementi necessari ad adottare il piano strategico e avviare la preparazione dei primi programmi di lavoro.

Missioni – La pianificazione strategica dovrà svolgersi in stretto coordinamento con il processo di identificazione e definizione delle cinque missioni di R&I e con il processo “parallelo” di revisione dei nuovi partenariati. I contributi e le raccomandazioni per identificare le missioni specifiche di R&I nel piano strategico arriveranno dai 5 Mission Board: uno per ogni possibile «area di missione» identificata nel testo legislativo (cambiamento climatico, cancro, oceani e acque puliti, smart cities, terreni sani e cibo). I board – la cui composizione è stata definita e annunciata a fine luglio – hanno tenuto le prime riunioni a inizio settembre e dovranno produrre i primi risultati entro la fine dell’anno.

Partenariati – La revisione del complesso dei partenariati di R&I è in corso nell’ambito del Comitato di Programma Shadow. La Commissione ha presentato a inizio maggio il pacchetto dei 44 partenariati previsti per Horizon Europe, articolati secondo le tre nuove tipologie: partenariati istituzionalizzati; partenariati co-programmati; partenariati co-finanziati (l’obiettivo è arrivare a definire un pacchetto consolidato in vista della prossima riunione del Comitato di Programma Shadow del 12 settembre). Mentre i partenariati co-programmati e co-finanziati saranno inclusi nel piano strategico, i partenariati istituzionalizzati devono passare per una valutazione d’impatto iniziale (che è stata pubblicata dalla Commissione a fine luglio) e per una consultazione pubblica ad hoc (scadenza: 6 novembre): il passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare la proposta legislativa per «istituire» le nuove iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE.

L’Implementation Strategy – Non finisce qui. In parallelo alla pianificazione strategica, la Commissione ha iniziato a progettare l’implementation strategy: l’obiettivo è definire gli aspetti più strettamente gestionali («will set out how the programme will be managed in practice») prima dell’avvio del programma: programmi di lavoro, presentazione e valutazione della proposta, Model Grant Agreement, disseminazione e sfruttamento dei risultati progettuali, raccolta e trattamenti dei dati. L’esecutivo europeo ha pubblicato un documento di orientamento e lanciato una consultazione pubblica (la cui scadenza è stata posticipata al 4 Ottobre). 

Il nuovo EIT – passi avanti su missioni e Partenariati

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.7 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE. 

A luglio sono stati fatti piccoli passi avanti sulla pianificazione strategica di Horizon Europe, il processo che porterà alla definizione del piano strategico e delle priorità di ricerca e innovazione dell’Unione per gli anni dal 2021 al 2024. È stata annunciata la composizione dei board per le missioni e definito il quadro dei nuovi partenariati istituzionalizzati. Nel frattempo, la Commissione ha presentato le proposte per aggiornare la base giuridica dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) e la nuova agenda strategica dell’EIT in vista di Horizon Europe.

Il nuovo EIT 2021-27 – La Commissione ha presentato l’11 luglio scorso le proposte per rivedere il regolamento dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) – un organo indipendente dell’Unione istituito nel 2008 con l’obiettivo di rafforzare la capacità di innovazione dell’UE – e la nuova agenda strategica dell’EIT in vista dell’avvio di Horizon Europe. Le proposte intendono allineare l’EIT con il nuovo programma per il periodo 2021-2027: come noto, la Commissione aveva previsto per l’EIT – nell’ambito dell’articolazione interna del bilancio di Horizon Europe – una dotazione finanziaria di 3 miliardi di euro, in aumento di 600 milioni (+25%) rispetto all’agenda strategica 2014-2020. La nuova agenda strategica è articolata attorno a tre obiettivi principali: aumentare l’impatto a livello regionale delle comunità della conoscenza e dell’innovazione (KIC); potenziare la capacità di innovazione dell’istruzione superiore. E – soprattutto – avviare due nuove KIC: la prima sarà incentrata sulle industrie culturali e creative e dovrebbe partire nel 2022, mentre il settore della seconda KIC sarà deciso in una fase successiva (questa KIC dovrebbe essere avviata nel 2025). Sia il regolamento EIT rivisto sia la nuova agenda strategica 2021-2027 passano ora al Parlamento europeo e al Consiglio per essere negoziati ed adottati.

Il Piano Strategico – A fine giugno la Commissione europea ha lanciato la prima consultazione pubblica che contribuirà a definire il piano strategico: l’obiettivo, sulla carta, è raccogliere contributi da chiunque – stakeholder o singoli cittadini – sia interessato alla formulazione delle future priorità dell’UE in materia di ricerca e innovazione, da definirsi in linea con gli orientamenti della nuova Commissione e le linee guida del prossimo ciclo istituzionale. La scadenza per la consultazione è fissata all’8 settembre 2019. I contributi raccolti saranno esaminati, presentati e ulteriormente discussi ai R&I days, che si terranno a Bruxelles dal 24 al 26 settembre, e contribuiranno a definire le versioni successive del documento. L’obiettivo della Commissione è ottenere per l’inizio del 2020 – una volta insediatosi il nuovo collegio dei Commissari – tutti gli elementi necessari ad adottare il piano strategico e avviare la preparazione dei programmi di lavoro di Horizon Europe.

Missioni – È stata definita la composizione dei cinque board che si occuperanno di elaborare i contributi e le raccomandazioni per identificare le missioni specifiche di R&I nel piano strategico di Horizon Europe. Avevamo già dato conto dei presidenti: Connie Hedegaard, ex commissario europeo, presiedierà il board per la missione sul cambiamento climatico. Harald zur Hausen, premio Nobel per la medicina, sarà presidente per la missione su “Cancro”; e Pascal Lamy, già direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO), per la missione su “Oceani puliti”. La professoressa Hanna Gronkiewicz-Waltz, ex sindaco di Varsavia, andrà invece a presiedere il board per la missione “Smart Cities”, mentre Cees Veerman, ex ministro olandese dell’agricoltura, quello per la missione “Terreni sani e cibo”. Qui c’è invece la lista di tutti i membri. Tra gli italiani, troviamo Walter Ricciardi (Università Cattolica) nel board “Cancro”; Maria Cristina Pedicchio (presidente di OGS Trieste e del Comitato Tecnico-Scientifico di APRE) nel board “Oceani”; Anna Lisa Boni (Eurocities) nel board Smart Cities; Catia Bastioli (amministratore delegato di Novamont e presidente di Terna) nel board “Terreni sani e cibo”.

Partenariati – La revisione del complesso dei partenariati di R&I è in corso nell’ambito del Comitato di Programma Shadow: protagonisti la Commissione e le delegazione degli Stati Membri. L’esecutivo europeo ha presentato a inizio maggio il pacchetto dei 44 partenariati previsti per Horizon Europe, articolati secondo le tre nuove tipologie: partenariati istituzionalizzati (le iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE, come Eurostars e Clean Sky); partenariati co-programmati (i partenariati pubblico-privato contrattuali, come Factories of the Future); partenariati co-finanziati (i vecchi ERA-NET). L’obiettivo è arrivare a definire un pacchetto consolidato in vista della prossima riunione del Comitato di Programma Shadow (12 settembre). Nel frattempo, la Commissione ha pubblicato le valutazioni d’impatto iniziale e lanciato altrettante consultazioni (scadenza: 27 agosto!) in vista della costituzione dei nuovi partenariati istituzionalizzati. Undici sono quelli identificati al momento: EU-Africa Global Health Partnership, Innovative Health, Metrology, Clean Aviation, Integrated Air Traffic Management, Circular bio-based Europe, Clean Hydrogen, Innovative SMEs, Key Digital Technologies, Smart Networks and Services, High Performance Computing. Il processo di definizione dei partenariati istituzionalizzati dovrebbe prevedere in autunno una più ampia consultazione pubblica, passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare poi la proposta legislativa per «istituire» le nuove iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE.

L’Implementation Strategy – In parallelo alla pianificazione strategica, la Commissione ha iniziato a progettare l’implementation strategy di Horizon Europe: l’obiettivo è definire gli aspetti più strettamente gestionali («will set out how the programme will be managed in practice») prima dell’avvio del programma: programmi di lavoro, presentazione e valutazione della proposta, Model Grant Agreement, disseminazione e sfruttamento dei risultati, raccolta e trattamenti dei dati. L’esecutivo europeo ha pubblicato un documento di orientamento e lanciato una piccola consultazione pubblica (scadenza: 15 Settembre). Anche in questo caso, i primi risultati verranno presentati ed analizzati durante i R&I Days.