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Horizon Europe a otto mesi dal via

Mancano otto mesi scarsi all’avvio ufficiale di Horizon Europe  e della programmazione europea per gli anni 2021-27.  Esattamente un anno fa le istituzioni UE raggiunsero un accordo parziale sulla struttura e sui contenuti del nuovo programma quadro di R&I: da allora, i progressi sul fronte legislativo sono stati pochi (compice anche l’impasse sul bilancio europe complessivo). È andato avanti nel frattempo, nonostante i rallentamenti dovuti all’emergenza del Covid-19, il processo di pianificazione strategica: la Commissione è ora chiamata a tirare le fila del lavoro dei mesi scorsi e a definire il piano strategico 2021-24. A inizio anno si sono inoltre costituite, e hanno tenuto le prime riunioni, le configurazioni tematiche del comitato di programma Shadow. Pochi giorni fa, la Commissione ha reso pubblica la prima versione dell’Implementation Strategy. 

Il percorso legislativo

A otto mesi dal lancio ufficiale del nuovo programma, il negoziato legislativo è sostanzialmente fermo ai risultati raggiunti un anno fa. Si ricorderà che dall’accordo di aprile 2019 erano rimasti esclusi tre aspetti principali: il bilancio complessivo del programma e la sua articolazione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali. I progressi degni di nota negli ultimi mesi sono stati due: la posizione del Consiglio sul tema delle sinergie con gli altri programmi (gli Stati membri avevano adottato un orientamento generale parziale lo scorso novembre ) e la discussione avviata sulle regole di cooperazione internazionale (un primo scambio di vedute si è tenuto al Consiglio Competitività di fine febbraio).

La nuova proposta sul Quadro finanziario pluriennale 2021-27 – che la Commissione si prepara a presentare a breve nell’ambito della risposta di politica economica europea alla crisi del Covid-19 – non cambierà di molto le carte in tavola, riproponendo a Parlamento e Consiglio una dotazione finanziaria complessiva per Horizon Europe in linea con i 94 miliardi della proposta iniziale. E ovviamente non toccherà una virgola dell’accordo raggiunto ad aprile 2019. Restiamo dunque sempre in attesa di un significativo avanzamento del negoziato e dei passi necessari affinché Consiglio e Parlamento definiscano i tre aspetti esclusi dall’accordo di un anno fa. Nella quiete generale, un stimolo al dibattito è arrivato a fine aprile dall’Advisory Board dell’European Innovation Council, che ha sottolineato l’importanza dell’EIC nella futura ripresa economica europea e la necessità di assegnare al nuovo strumento in Horizon Europe una dotazione finanziaria pari almeno ai 10 miliardi proposti dalla Commissione.

La pianificazione strategica

Sta per entrare nel vivo la fase di definizione vera e propria del piano strategico 2021-24. Come ricorderete, l’azione più significativa che aveva visto impegnata la Commissione negli ultimi mesi del 2019 era stata l’opera di adeguamento del cosiddetto documento di orientamento (propedeutico al piano strategico) ai sei orientamenti politici del nuovo esecutivo von der Leyen. Negli ultimi due mesi la Commissione ha iniziato a mettere insieme tutti i pezzi – il testo legislativo consolidato definito ad aprile 2019, gli impatti attesi contenuti nel documento di orientamento, le priorità del nuovo ciclo istituzionale – per arrivare alla formulazione degli orientamenti chiave di R&I (Key Strategic Orientations) per i primi quattro anni del nuovo programma. La discussione è in corso all’interno del comitato shadow di Horizon Europe: dopo l’illustrazione della prima struttura del documento, avvenuta alla riunione del 23 Aprile, la Commissione dovrebbe presentare entro maggio al Parlamento europeo e agli Stati membri una bozza completa di piano strategico, da sottoporre poi ad una consultazione pubblica nel corso dell’estate.

L’obiettivo della Commissione è giungere all’adozione del documento (formalmente un atto di esecuzione – implementing act) in autunno, ma i tempi del via libera finale sono legati, da un lato, all’evoluzione positiva del negoziato legislativo, e dall’altro alla definizione delle missioni di R&I e dei nuovi partenariati, gli altri due elementi portanti del piano strategico. 

I comitati tematici

Le prime riunioni delle configurazioni tematiche del comitato Shadow erano state calendarizzate per la prima metà di marzo e sono state rinviate a causa dell’emergenza Covid-19 (tranne il comitato tematico salute, che si è tenuto regolarmente il 6 marzo). È slittato di conseguenza, per la maggior parte dei temi, l’avvio ufficiale del processo di definizione dei programmi di lavoro 2021-22 (ma i rallentamenti sono anche dovuti alla riprogrammazione dei lavori nel comitato strategico).

Sicuramente i comitati tematici saranno chiamati a dire la loro anche sul piano strategico: le prossime riunioni in calendario sono quelle del comitato del Cluster 6 del secondo pilastro (12 maggio) e del comitato MSCA (15 maggio): entrambe si terranno in videoconferenza. Ricordiamo che le configurazioni, formalmente sottogruppi del Comitato Shadow, sono tredici: ERC, MSCA, Infrastrutture di Ricerca, i sei cluster del secondo pilastro, EIC, Widening e le due dedicate al programma Euratom (Fissione e Fusione).

A che punto siamo con le missioni di R&I

La riunione del comitato strategico Shadow del 23 aprile è stata un’occasione importante per fare il punto sulle cinque possibili missioni di R&I da lanciare in Horizon Europe. I mission board dovranno presentare entro maggio le proposte di missioni specifiche (i titoli), che scaturiscono dalle 5 «aree di missione» identificate nel testo legislativo (cambiamento climatico, cancro, oceani e acque puliti, smart cities, terreni sani e cibo).

Il processo di rifinitura delle missioni riprenderà a quel punto sia all’interno del comitato strategico, sia attraverso l’azione di coinvolgimento di cittadini e società civile, che continuerà a prevedere la realizzazione di eventi in diversi format a livello nazionale ed europeo. Sarà infine la Commissione, a settembre, a tirare le fila del lavoro: l’imperativo resta quello di identificare le missioni di R&I entro l’anno, un tassello indispensabile per l’adozione del piano strategico 2021-24.

Verso il 50° partenariato?

Il processo di revisione dei partenariati è ormai consolidato: abbiamo il portfolio definitivo delle 49 potenziali partnerships, contenuto nella versione attuale del documento di orientamento e articolato secondo le tre nuove tipologie – partenariati istituzionalizzati; partenariati co-programmati; partenariati co-finanziati. La lista finale dei partenariati co-programmati e co-finanziati verrà inclusa direttamente nel piano strategico, mentre le 12 proposte di partenariato istituzionalizzato devono passare per una valutazione d’impatto, il passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare la proposta legislativa per «istituire» le nuove iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE.

Al momento, le proposte per 30 dei 49 partenariati previsti sono in fase avanzata di elaborazione: la Commissione dovrebbe tirare le fila del lavoro nelle prossime settimane, per essere così pronta a integrare la prima serie di partnerships nei programmi di lavoro 2021-22. La novità emersa nelle ultime settimane, confermata anche dalla Commissaria Gabriel nel corso dell’ultima audizione al Parlamento europeo, riguarda la possibilità di istituire un nuovo partenariato sulla preparazione alle pandemie e la resilienza della società: potrebbe essere il cinquantesimo.

L’Implementation Strategy

Insieme alla pianificazione strategica e alla definizione di missioni e partenariati, avanzano i lavori della Commissione anche sulla strategia di implementazione, il processo che dovrà definire gli aspetti più strettamente gestionali di Horizon Europe, tra cui le regole e i processi per assicurare efficienza durante il ciclo di vita del progetto e gli strumenti affinché il nuovo programma possa raggiungere l’impatto auspicato.

Il 30 aprile è stata pubblicata la prima versione della strategia di implementazione: si tratta, ha precisato la Commissione, di un documento in evoluzione destinato ad essere aggiornato alla luce dei progressi dei prossimi mesi. La strategia mira a perseguire quattro macro-obiettivi: la massimizzazione dell’impatto della R&I europea e di Horizon Europe; una maggiore trasparenza e semplificazione nelle regole e nei processi, anche sulla base dell’esperienza di Horzon 2020; la promozione delle sinergie tra programmi europei attraverso meccanismi d’implementazione adeguati; una maggiore digitalizzazione. 

Sempre nell’ambito della strategia d’implementazione, proseguono dalla scorsa estate i lavori sul nuovo Model Grant Agreement, all’interno del gruppo di esperti costituito dalla Commissione. Nonostante le difficoltà di questo ultimo periodo, la discussione avanza a ritmi serrati e la Commissione dovrebbe definire a fine maggio le disposizioni finanziarie contenute nel Corporate Model Grant Agreement (un modello unico valido per tutti i programmi europei), lasciando pertanto fuori le disposizioni specifiche riguardanti Horizon Europe. 

Verso il Piano strategico: nuovo documento e seconda consultazione

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.10 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE. 

Procede a piccoli passi la seconda fase del negoziato legislativo. Nel frattempo, la Commissione ha pubblicato la seconda versione del documento di orientamento in vista del piano strategico e lanciato una nuova consultazione. 

Passi avanti in Consiglio sul negoziato legislativo – L’accordo istituzionale raggiunto lo scorso aprile e la definizione di un testo consolidato hanno chiuso la prima fase del negoziato legislativo di Horizon Europe. Dall’accordo pre-elettorale, si ricorderà, erano rimasti però esclusi tre aspetti principali: il bilancio complessivo del programma e la sua articolazione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali. Su quest’ultimo punto sono stati fatti discreti passi avanti ad ottobre in gruppo consiliare Ricerca. La ripresa delle negoziazioni sul bilancio e sulle regole di cooperazione internazionale, invece, è subordinata rispettivamente alla definizione del Quadro Finanziario Pluriennale 2021-27 e alla risoluzione della questione Brexit. Sull’uscita del Regno Unito dall’UE, come ampiamente noto, non c’è aria di novità definitive nelle prossime settimane (l’Unione ha approvato un nuovo rinvio – flessibile – di Brexit al 31 gennaio).

A che punto siamo con il QFP 2021-27 – Ancora in alto mare: come previsto, il Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre è stata più che altro l’occasione per prendere atto delle differenti priorità degli Stati Membri (sul bilancio pluriennale è il Consiglio a giocare il ruolo da protagonista, dato che il regolamento che istituisce il QFP è approvato all’unanimità dagli Stati Membri dopo il via libera del Parlamento europeo). Dopo uno scambio di opinioni sulle principali questioni legate al QFP (livello complessivo del bilancio, volumi dei principali settori strategici, finanziamento, condizionalità e incentivi), i leader hanno confermato la richiesta alla presidenza finlandese di presentare uno schema di negoziato completo di cifre prima del Consiglio europeo del prossimo dicembre.

Il piano strategico: nuovo documento di orientamento e seconda consultazione – Sono state quasi 7000 le risposte alla prima consultazione sul documento di orientamento strategico (scaduta lo scorso 4 ottobre) e più di 3800 i partecipanti alle “attività di co-design” che si sono svolte ai R&I Days di fine settembre: la Commissione ha presentato i primi risultati e prodotto un’analisi dettagliata dei riscontri ricevuti. Il documento di orientamento è stato integrato tenendo conto non solo degli input di diversa natura ricevuti dagli stakeholder, ma anche delle linee guida politiche presentate dalla presidente Von der Leyen lo scorso luglio. La nuova versione del documento è ora oggetto di un’ulteriore consultazione – scadenza: 17 novembre – ristretta, almeno formalmente, a organizzazioni-ombrello di tipo transnazionale. L’obiettivo della Commissione resta quello di ottenere per l’inizio del 2020 – una volta insediatosi il nuovo collegio dei Commissari – tutti gli elementi necessari ad adottare il piano strategico e le future priorità dell’UE in materia di ricerca e innovazione e avviare così la preparazione dei primi programmi di lavoro.

Missioni – Innanzitutto, un’importante novità sulla composizione dei board: Walter Ricciardi, già presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, è stato nominato presidente del mission board sul cancro, in seguito alle dimissioni di Harald zur Hausen. Come noto, i 5 board dovranno produrre entro i primi mesi del 2020 contributi e raccomandazioni per identificare le missioni specifiche di R&I nel piano strategico, partendo dalle 5 «aree di missione» identificate nel testo legislativo (cambiamento climatico, cancro, oceani e acque puliti, smart cities, terreni sani e cibo). Si complica o si arricchisce – a seconda dei punti di vista – la governance: ogni board sarà supportato da un sotto-gruppo ad hoc del Comitato di Programma Shadow (che garantirà il coinvolgimento pieno degli Stati Membri nella definizione delle missioni) e coadiuvato da un’assemblea di 30 membri (decisione dalla Commissione finalizzato ad ampliare la platea degli esperti per far fronte alle oltre 2000 candidature ricevute per i mission board).

Partenariati – La revisione del complesso dei partenariati è in corso nell’ambito del Comitato di Programma. Il pacchetto dei 44 partenariati presentato dalla Commissione a maggio e articolato secondo le tre nuove tipologie – partenariati istituzionalizzati; partenariati co-programmati; partenariati co-finanziati – è pressoché confermato (Il Comitato è ora impegnato a valutare l’aggiunta di tre nuovi partenariati e a discutere possibili ulteriori aree prioritarie non coperte dalle partnerships inizialmente proposte). Mentre la lista finale dei partenariati co-programmati e co-finanziati verrà inclusa direttamente nel piano strategico, i 12 partenariati istituzionalizzati devono passare per una valutazione d’impatto iniziale e per una relativa consultazione pubblica (scaduta il 6 novembre): il passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare la proposta legislativa per «istituire» le nuove iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE.

L’Implementation Strategy – Oltre 1500 sono state le risposte alla consultazione pubblica sull’implementation strategy (la Commissione dovrebbe pubblicare a giorni una dettagliata analisi dei risultati). L’obiettivo dell’esecutivo europeo è definire – in parallelo alla pianificazione strategica e alla formulazione delle future priorità di R&I – gli aspetti più strettamente gestionali («will set out how the programme will be managed in practice») prima dell’avvio del programma: programmi di lavoro, presentazione e valutazione della proposta, Model Grant Agreement, disseminazione e sfruttamento dei risultati progettuali, raccolta e trattamenti dei dati.

Piano strategico e nuovo Model grant agreement: la posizione di apre

Sono stati pubblicati oggi – in coincidenza dell’avvio dei Research & Innovation Days a Bruxelles – due importanti documenti elaborati da APRE nell’ambito del processo di pianificazione strategica di Horizon Europe.

Entrambi i documenti –  utilizzati per rispondere alle diverse consultazioni lanciate dalla Commissione europea negli ultimi mesi – rappresentano un ulteriore contributo di APRE in vista dell’avvio del nuovo programma. 

Towards Horizon Europe – Il documento in vista del Piano Strategico

Il documento di posizionamento “Towards Horizon Europe” rappresenta il contributo di APRE al processo di pianificazione strategica del prossimo programma quadro e alla definizione delle priorità di R&I per gli anni 2021-2024.

Il testo – la cui elaborazione ha coinvolto l’insieme dei Soci APRE – affronta e sviluppa i temi considerati più rilevanti alla luce del dibattito in corso sul nuovo programma, del testo legislativo consolidato e del documento di orientamento recentemente pubblicato dalla Commissione europea. Il testo tiene inoltre conto delle posizioni espresse a più riprese da APRE nella fase di preparazione e di esame legislativo di Horizon Europe.

Testo del documento: APRE_Towards Horizon Europe

APRE analysis of Horizon Europe Implementation Strategy – Verso la definizione del nuovo Model Grant Agreement 

Cos’è l’Implementation Strategy – In parallelo alla pianificazione strategica, la Commissione ha iniziato a progettare l’implementation strategy: l’obiettivo è definire gli aspetti più strettamente gestionali («will set out how the programme will be managed in practice») prima dell’avvio del programma: programmi di lavoro, presentazione e valutazione della proposta, Model Grant Agreement, disseminazione e sfruttamento dei risultati progettuali, raccolta e trattamenti dei dati. L’esecutivo europeo ha pubblicato un documento di orientamento e lanciato una consultazione pubblica (la cui scadenza è stata posticipata al 4 Ottobre). 

APRE analysis of Horizon Europe Implementation Strategy è il documento prodotto da APRE – con il coinvolgimento attivo dei propri Soci – per contribuire al dibattito in corso sulla futura implementazione di Horizon Europe. L’analisi prende spunto dal documento elaborato nei mesi scorsi da EARTO ed è stata integrata aggiungendo valutazioni frutto dell’esperienza di APRE e dei propri soci.

Testo del documento: APREanalysisHEU_MGA

A che punto siamo con Horizon Europe e con la pianificazione strategica? Scoprilo qui!

Verso Horizon Europe – Dove eravamo rimasti

La ripresa delle attività istituzionali dopo la pausa estiva è una buona occasione per fare il punto della situazione sul dossier Horizon Europe: negoziato legislativo, pianificazione strategica e preparazione dei primi programmi di lavoro.

Il negoziato legislativo: prima e seconda fase – In seguito alla proposta della Commissione (giugno 2018) e al termine di un negoziato legislativo serrato, le istituzioni UE – Parlamento e Consiglio, d’intesa con la Commissione – hanno raggiunto e approvato un accordo provvisorio, definendo un testo legislativo «consolidato» del prossimo programma quadro (aprile 2019). L’esito positivo del negoziato permette a tutti noi, a sedici mesi dal lancio ufficiale, di avere un’idea molto precisa su come sarà il Programma europeo di R&I per i sette anni che vanno dal 2021 al 2027. Accordo provvisorio significa però che, sul piano legislativo, all’approvazione formale in Consiglio e Parlamento non è seguita l’adozione finale del testo. Il negoziato dovrà proseguire a partire dal prossimo autunno – protagonisti la nuova Commissione e il nuovo Parlamento – per definire le parti non coperte dall’accordo.

Il testo consolidato – L’accordo («common understanding») sottoscritto da Consiglio e Parlamento ha definito – dicevamo – un testo legislativo «consolidato» del prossimo programma, che comprende: gli obiettivi generali e specifici; la struttura e l’articolazione in pilastri; le denominazioni dei cluster: le aree per missioni e partenariati; le regole di partecipazione e finanziamento, le norme su etica e sicurezza, i criteri di valutazione; la struttura, gli obiettivi e i contenuti dello European Innovation Council; gli aspetti di governance; le linee di attività di R&I per tutti i temi del programma. L’accordo provvisorio non copre invece gli aspetti orizzontali, soggetti alla definizione della programmazione UE 2021-27: il bilancio complessivo del programma e la sua articolazione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali.

La pianificazione strategica – L’esito positivo del negoziato ha consentito alla Commissione di far partire, lo scorso maggio, la pianificazione strategica di Horizon Europe, il processo che – partendo dal testo legislativo «consolidato» – porterà alla definizione del piano strategico e delle priorità di ricerca e innovazione dell’Unione per gli anni dal 2021 al 2024, preparando i contenuti dei programmi di lavoro e dei bandi di finanziamento del primo quadriennio del prossimo programma.

Il piano strategico – Il piano strategico definitivo dovrà identificare quattro elementi principali: le priorità (orientamenti strategici) per il sostegno alla R&I; le missioni; i partenariati europei co-programmati (co-programmed) e co-finanziati (co-funded); le aree per la cooperazione internazionale. Il documento conterrà inoltre delle linee guida su una serie di aspetti più specifici, tra cui: l’equilibrio tra ricerca e innovazione; l’integrazione delle scienze umane e sociali nelle attività del programma; il ruolo delle tecnologie abilitanti (KET); le priorità per la diffusione e lo sfruttamento dei risultati.

Il Comitato di Programma Shadow – La sede principale del «processo» – in cui il piano strategico viene discusso, riscritto, limato e infine validato – è il Comitato di Programma (Configurazione Strategica) in versione “Shadow” (dato che il programma non è ancora formalmente adottato).  L’Italia è stata finora rappresentata in quel comitato da Giuseppe Valditara, capo Dipartimento ‘Formazione Superiore e Ricerca’ al MIUR, e da Nando Minnella, ex responsabile della segreteria tecnica del ministero. Il cambio di governo porterà presumibilmente – nelle prossime settimane – alla nomina di nuovi rappresentanti. 

La consultazione e i prossimi passaggi – A fine giugno la Commissione europea ha pubblicato un documento di orientamento e lanciato la prima consultazione pubblica affinché stakeholder e semplici cittadini possano contribuire alla formulazione delle future priorità dell’UE in materia di ricerca e innovazione (tali priorità, che saranno scolpite nel piano strategico, dovranno però essere formulate in linea con gli orientamenti della nuova Commissione e le linee guida del prossimo ciclo istituzionale: è per questo motivo che la Commissione non ha presentato formalmente la bozza di piano strategico, ma solo il documento che dovrà orientarne i contenuti). La scadenza per la consultazione è fissata all’8 settembre 2019. I contributi raccolti saranno esaminati, presentati e ulteriormente discussi ai R&I days, che si terranno a Bruxelles dal 24 al 26 settembre, e contribuiranno a definire le versioni successive del documento. L’obiettivo della Commissione è ottenere per l’inizio del 2020 – una volta insediatosi il nuovo collegio dei Commissari – tutti gli elementi necessari ad adottare il piano strategico e avviare la preparazione dei primi programmi di lavoro.

Missioni – La pianificazione strategica dovrà svolgersi in stretto coordinamento con il processo di identificazione e definizione delle cinque missioni di R&I e con il processo “parallelo” di revisione dei nuovi partenariati. I contributi e le raccomandazioni per identificare le missioni specifiche di R&I nel piano strategico arriveranno dai 5 Mission Board: uno per ogni possibile «area di missione» identificata nel testo legislativo (cambiamento climatico, cancro, oceani e acque puliti, smart cities, terreni sani e cibo). I board – la cui composizione è stata definita e annunciata a fine luglio – hanno tenuto le prime riunioni a inizio settembre e dovranno produrre i primi risultati entro la fine dell’anno.

Partenariati – La revisione del complesso dei partenariati di R&I è in corso nell’ambito del Comitato di Programma Shadow. La Commissione ha presentato a inizio maggio il pacchetto dei 44 partenariati previsti per Horizon Europe, articolati secondo le tre nuove tipologie: partenariati istituzionalizzati; partenariati co-programmati; partenariati co-finanziati (l’obiettivo è arrivare a definire un pacchetto consolidato in vista della prossima riunione del Comitato di Programma Shadow del 12 settembre). Mentre i partenariati co-programmati e co-finanziati saranno inclusi nel piano strategico, i partenariati istituzionalizzati devono passare per una valutazione d’impatto iniziale (che è stata pubblicata dalla Commissione a fine luglio) e per una consultazione pubblica ad hoc (scadenza: 6 novembre): il passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare la proposta legislativa per «istituire» le nuove iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE.

L’Implementation Strategy – Non finisce qui. In parallelo alla pianificazione strategica, la Commissione ha iniziato a progettare l’implementation strategy: l’obiettivo è definire gli aspetti più strettamente gestionali («will set out how the programme will be managed in practice») prima dell’avvio del programma: programmi di lavoro, presentazione e valutazione della proposta, Model Grant Agreement, disseminazione e sfruttamento dei risultati progettuali, raccolta e trattamenti dei dati. L’esecutivo europeo ha pubblicato un documento di orientamento e lanciato una consultazione pubblica (la cui scadenza è stata posticipata al 4 Ottobre). 

Pianificazione Strategica – Lanciata la prima consultazione pubblica

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.6 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE. 

A giugno è entrata nel vivo la pianificazione strategica: il processo che – partendo dal testo legislativo «consolidato» di Horizon Europe – porterà alla definizione del piano strategico e delle priorità di ricerca e innovazione dell’Unione per gli anni dal 2021 al 2024, preparando i contenuti dei programmi di lavoro e dei bandi di finanziamento del primo quadriennio del prossimo programma. A fine giugno è stata lanciata una prima consultazione pubblica in vista del Piano Strategico, mentre il 4 luglio la Commissione ha annunciato i nomi dei presidenti dei board per le Missioni. 

La consultazione pubblica in vista del Piano Strategico

La terza riunione (27-28 giugno) del Comitato di Programma Shadow – la sede in cui il piano strategico verrà discusso, limato e infine approvato – è stata dedicata soprattutto al tema dei partenariati (l’Italia – ricordiamo – è rappresentata nel comitato da Giuseppe Valditara, capo Dipartimento ‘Formazione Superiore e Ricerca’ al MIUR, e da Nando Minnella, responsabile della segreteria tecnica del ministero). La Commissione europea ha invece lanciato venerdì 28 la prima consultazione pubblica che contribuirà a definire il piano strategico. L’obiettivo, dice la Commissione, è raccogliere contributi da chiunque – stakeholder o singoli cittadini – sia interessato alla formulazione delle future priorità dell’UE in materia di ricerca e innovazione.

Tali priorità, che saranno scolpite nel piano strategico di Horizon Europe, dovranno però essere formulate in linea con gli orientamenti della nuova Commissione e le linee guida del prossimo ciclo istituzionale: è per questo motivo che la consultazione formalmente non presenta la bozza di piano strategico, ma il documento che dovrà orientarne i contenuti. La scadenza per la consultazione è fissata all’8 settembre 2019. I contributi raccolti saranno esaminati, presentati e ulteriormente discussi ai R&I days, che si terranno a Bruxelles dal 24 al 26 settembre, e contribuiranno a definire le versioni successive del documento. L’obiettivo della Commissione è ottenere per l’inizio del 2020 – una volta insediato il nuovo collegio dei Commissari – tutti gli elementi necessari ad adottare il piano strategico e avviare la preparazione dei programmi di lavoro di Horizon Europe.

Partenariati – I commenti degli Stati Membri

La revisione del complesso dei partenariati di R&I è in corso nell’ambito del Comitato di Programma Shadow: protagonisti la Commissione e le delegazione degli Stati Membri. L’Esecutivo europeo ha presentato a inizio maggio il pacchetto dei 44 partenariati previsti per Horizon Europe, articolati secondo le tre nuove tipologie: partenariati istituzionalizzati (le iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE, come Eurostars e Shift2Rail); partenariati co-programmati (i partenariati pubblico-privato contrattuali, come Factories of the Future); partenariati co-finanziati (i vecchi ERA-NET). Il pacchetto è stato oggetto di una consultazione scritta nell’ambito del Comitato Shadow.

La Commissione ha sintetizzato in un report i commenti forniti dagli Stati Membri: le delegazioni hanno proposto – tra le altre cose – di aggiungere 25 partenariati ai 44 già previsti, ma l’intenzione del governo europeo è di limitare al massimo a 5 le nuove aggiunte. Le negoziazioni proseguiranno nel corso dell’estate (nelle prossime settimane la Commissione si confronterà con i singoli consorzi in formazione per discutere individualmente le singole partnerships), con l’obiettivo di arrivare a definire un pacchetto consolidato in vista della prossima riunione del Comitato Shadow (12 settembre). Mentre i partenariati co-programmati e co-finanziati saranno alla fine inclusi nel piano strategico, i partenariati istituzionalizzati dovranno passare per una valutazione d’impatto iniziale e una relativa consultazione pubblica ad hoc (che dovrebbe essere lanciata a giorni): il passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare poi la proposta legislativa per «istituire» le nuove iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE.

Tutto sul processo di revisione sui partenariati, sul sito del progetto ERA-Learn

Missioni – I presidenti dei board

Sono stati annunciati il 4 luglio, in occasione del Consiglio Competitività informale di Helsinki, i presidenti dei cinque board per le missioni. Connie Hedegaard, ex commissario europeo, presedierà il board per la missione sul cambiamento climatico. Il professor Harald zur Hausen, premio Nobel per la medicina, sarà presidente per la missione su “Cancro”; e Pascal Lamy, già direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO), per la missione su “Oceani e acque puliti”. La professoressa Hanna Gronkiewicz-Waltz, ex sindaco di Varsavia, andrà invece a presiedere il board per la missione “Smart Cities”, mentre  Cees Veerman, ex ministro olandese dell’agricoltura, quello per la missione “Terreni sani e cibo”.

I Mission board si occuperanno di elaborare i contributi e le raccomandazioni per identificare le missioni specifiche di R&I nel piano strategico di Horizon Europe. Saranno composti da un massimo di quindici membri l’uno: entro l’estate la Commissione dovrebbe completare la selezione dei board, affinché i gruppi possano insediarsi e iniziare a lavorare a partire da settembre.

Cosa farà APRE?

Come preannunciato durante la Conferenza Annuale 2019, APRE avvierà un percorso comune con i propri Soci allo scopo di esercitare un ruolo pro-attivo rispetto alla formulazione della pianificazione strategica e alla preparazione dei programmi di lavoro di Horizon Europe. Il primo importante passaggio è l’elaborazione di un documento di posizionamento sul piano strategico, che APRE utilizzerà – tra le altre cose – per rispondere alla consultazione pubblica. Per maggiori informazioni: Mattia Ceracchi – ceracchi@apre.it. 

Horizon Europe – I primi passi della pianificazione strategica

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.5 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE.  APREbrussels racconta e spiega, una volta al mese, le cose che accadono nella capitale dell’UE nel mondo R&I, parlando al tempo stesso delle cose che APRE fa a Bruxelles.

A inizio maggio è iniziata la pianificazione strategica: il processo che, partendo dal testo legislativo «consolidato» di Horizon Europe, porterà alla definizione del «piano strategico» e preparerà i contenuti dei programmi di lavoro tematici.

Il piano strategico – Il Comitato di Programma Shadow – la sede in cui il piano strategico verrà discusso, limato e infine approvato – si è riunito due volte a Maggio: la Commissione ha illustrato alle delegazioni degli Stati Membri come intende procedere nei prossimi mesi e presentato i primi orientamenti del piano strategico. Nelle intenzioni dell’esecutivo europeo, il documento sarà un costante work-in-progress. La prima versione verrà sottoposta a una consultazione aperta a partire da metà giugno: le reazioni degli stakeholder saranno quindi esaminate, presentate e ulteriormente discusse ai R&I days di settembre e contribuiranno a definire le versioni successive del documento. L’obiettivo della Commissione è ottenere per l’inizio del 2020 tutti gli elementi necessari per far limare e approvare il piano strategico dal Comitato di Shadow e avviare così la preparazione dei programmi di lavoro di Horizon Europe.

Cosa succede con i partenariati – In parallelo, sempre nell’ambito del Comitato di Programma, è partito il processo di revisione e razionalizzazione dei partenariati di R&I. La Commissione ha presentato nella prima riunione una panoramica di 44 partenariati previsti per Horizon Europe, articolati secondo le tre nuove tipologie: partenariati istituzionalizzati (le iniziative basate sugli articoli 185 e 187 del TFUE, come Eurostars e Shift2Rail); partenariati co-programmati (i partenariati pubblico-privato contrattuali, come Factories of the Future); partenariati co-finanziati (i vecchi ERA-NET). Il portafoglio dei 44 partenariati previsti è stato oggetto di una prima consultazione scritta nell’ambito del Comitato Shadow (ERALearn ha raccolto tutto il materiale qui): dai commenti forniti dalle delegazioni degli Stati Membri dipenderanno i prossimi passi della Commissione. Le proposte per i partenariati co-programmati e co-finanziati saranno parte della consultazione sul piano strategico, mentre i partenariati istituzionalizzati verranno sottoposti a una consultazione ad hoc (che sarà probabilmente lanciata a metà giugno), passaggio necessario affinché la Commissione possa adottare la proposta legislativa per «istituirli».

Cars, 6G and health: A closer look at possible R&D partnerships in Horizon Europe | Science-Business

La call per i Mission board – I contributi e le raccomandazioni per identificare le missioni specifiche di R&I nel piano strategico arriveranno dai Mission board. I board saranno in tutto cinque – uno per ogni possibile «area di missione» identificata nel testo legislativo di Horizon Europe (cambiamento climatico, cancro, oceani e acque puliti, smart cities, terreni sani e cibo) – e saranno composti da un massimo di quindici membri l’uno: il bando per selezionarne i componenti è stato pubblicato a Maggio e chiuderà l’11 Giugno. Entro l’estate la selezione dei board dovrebbe essere completata, affinché i gruppi possano insediarsi e iniziare a lavorare a partire da settembre.

Horizon Europe: la pianificazione strategica

Questo articolo è un estratto della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.4 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE. APREbrussels racconta e spiega, una volta al mese, le cose che accadono nella capitale dell’UE nel mondo R&I, parlando al tempo stesso delle cose che APRE fa a Bruxelles e del perché le fa da qui. 

L’approvazione dell’accordo in Parlamento e Consiglio e la definizione di un testo legislativo «consolidato» è quanto attendeva la Commissione europea per far partire la pianificazione strategica («Strategic Planning») di Horizon Europe, il processo che dai testi legislativi porterà alla definizione dei programmi di lavoro e dei primi bandi di finanziamento del prossimo programma. S’inizia adesso.

Cos’è il piano strategico? – Partiamo dalla fine: il risultato della pianificazione strategica sarà il documento che chiamiamo – appunto – «piano strategico»: il documento (formalmente un atto di esecuzione – implementing act – adottato dalla Commissione) preparerà i contenuti dei programmi di lavoro tematici e coprirà un periodo massimo di quattro anni: il primo piano strategico si concentrerà pertanto sugli anni dal 2021 al 2024, ma verrà presumibilmente aggiornato nel corso del quadriennio. 

Come si fa il piano strategico? – La Commissione – dice il testo legislativo – dovrà garantire una partecipazione tempestiva e intensa degli Stati Membri nella pianificazione strategica attraverso la comitologia: la sede principale del «processo» – in cui il piano strategico verrà discusso, riscritto, limato e infine approvato – sarà dunque il Comitato di Programma di Horizon Europe (Configurazione Strategica) in versione “Shadow” (dato che il programma non è ancora formalmente adottato). Il processo dovrà inoltre coinvolgere il Parlamento europeo e soprattutto prevedere lo svolgimento di una consultazione, che nelle intenzioni della Commissione dovrebbe essere prima aperta a tutti e poi ristretta agli stakeholder del settore. Non solo: la pianificazione strategica dovrà svolgersi in stretto coordinamento con il processo di identificazione e definizione delle cinque missioni di R&I (recependo i contributi che arriveranno dai cinque mission board) e con il processo “parallelo” di selezione dei nuovi partenariati. 

Cosa ci sarà nel piano strategico, alla fine? – Quattro elementi principali, innanzitutto: le priorità (orientamenti strategici) per il sostegno alla R&I; l’identificazione delle missioni; l’identificazione dei partenariati europei co-programmati (co-programmed) e co-finanziati (co-funded); le aree per la cooperazione internazionale. Il documento conterrà delle linee guida su una serie di aspetti più specifici, tra cui: l’equilibrio tra ricerca e innovazione; l’integrazione delle scienze umane e sociali nelle attività del programma; il ruolo delle tecnologie abilitanti (KET); le priorità per la diffusione e lo sfruttamento dei risultati. Il piano strategico dovrà infine tenere in considerazione un’analisi su diversi aspetti «politici» più generali, tra i quali: il contributo della ricerca e dell’innovazione alla realizzazione degli obiettivi politici dell’UE; la descrizione di possibili metodologie per il coinvolgimento degli stakeholder e della società civile nella definizione dei programmi di lavoro; le sinergie con gli altri programmi di finanziamento dell’UE; le complementarità con la pianificazione delle KIC dell’Istituto di Innovazione e Tecnologia (EIT). 

I tempi – S’inizia subito, dicevamo. Il 2 e 3 Maggio c’è la prima riunione del Comitato Shadow: la Commissione presenterà presumibilmente una prima bozza di piano strategico e una panoramica iniziale sui nuovi partenariati. Il resto del calendario è da prendere con le molle: noi contiamo di saperne di più (e di aggiornarvi) dopo la prima riunione del Comitato. La consultazione dovrebbe sostanzialmente svolgersi in due fasi: la prima fase, quella aperta tutti, sarà lanciata tra giugno e luglio; la seconda, quella ristretta, riservata a stakeholder selezionati (per lo più di tipo transnazionale) avverrà probabilmente tra ottobre e novembre. I mission board, che s’insedierebbero a settembre, dovranno lavorare parecchio e in fretta per fornire i primi contributi sulle missioni entro la fine dell’anno. Stessa cosa dovrà fare un comitato “transitorio” che si occuperà della revisione dei partenariati. L’obiettivo della Commissione è ottenere – per fine anno, o al massimo per l’inizio del 2020 – tutti gli elementi necessari per far limare e approvare dal Comitato Shadow il piano strategico e avviare così la preparazione dei programmi di lavoro di Horizon Europe. 

R&I Days – In tutto questo ci saranno pure i Research and Innovation Days, a Bruxelles dal 24 al 26 Settembre. Da quest’anno, infatti, la Commissione ha deciso di dedicare un evento annuale alla R&I europea, riunendo rappresentanti del mondo accademico, della ricerca, dell’industria e della finanza. Tra irelatori troveremo ministri, commissari europei, eurodeputati, ricercatori e innovatori da tutto il mondo. Quest’anno i R&I days saranno ovviamente dedicati a Horizon Europe, e alla pianificazione strategica in particolare: un’occasione – più che altro – per rendere visibile il processo di coinvolgimento degli stakeholder nella definizione del nuovo programma. Non c’è ancora un programma dettagliato, ma trovate qui le prime informazioni sull’evento: è possibile iscriversi per ricevere aggiornamenti.